Ripicche, sgarbi, comunicati: al San Paolo tutti contro tutti

Ripicche, sgarbi, comunicati: al San Paolo tutti contro tutti

Ripicche, giochi di potere, bisticci e sgarbi. All’Atletico San Paolo il futuro è un rebus: mentre la squadra, ormai praticamente da sola e con le uniche proprie forze, tenta la disperata corsa alla salvezza nel girone D di serie D, in società la situazione è in divenire. Da un lato c’è il presidente Giuseppe Tramonti, titolare delle quote dalla scorsa estate, dall’altro una “cordata” di genitori di ragazzi del settore giovanile, che, se non altro a parole, avrebbero promesso una svolta imminente. La squadra, dalla sua, ha voluto fare terra bruciata intorno a sé , lasciando da parte tutto e tutti: il primo è stato Fabio Barbin, ex team manager e portavoce della presunta holding olandese che doveva rilevare il club, la cui presenza (ancora oggi) all’Euganeo non è vista affatto di buon occhio nello spogliatoio; poi è stata la volta del direttore generale Lorenzo Cresta, invitato da tecnico, staff e giocatori, attraverso lo stesso Tramonti, a non presenziare agli allenamenti settimanali. Ieri, ultimo atto, è arrivato il comunicato dello spogliatoio: “Giocatori e staff tecnico non percepiscono il rimborso spese da ottobre, le trasferte con il pullman e i pranzi pre-gara sono garantiti solo ed esclusivamente grazie alla generosità di alcuni dirigenti, e anche il magazziniere sta lavando e pulendo gli spogliatoi gratuitamente”, ha scritto la squadra gialloblù. “L’unica cosa certa in questo momento è la grande professionalità e la grande dignità di questo eccezionale gruppo. Nel nostro piccolo stiamo vivendo una situazione simile a quella del Parma: molte promesse e nessun fatto concreto. Solo che il Parma viene aiutato per garantire il regolare svolgimento del campionato, mentre noi siamo letteralmente abbandonati al nostro destino”. Infine, la chiusura sulla situazione societaria: “Certe “alte cariche” del San Paolo non fanno altro che timbrare una rapida presenza al campo di tanto in tanto. Nonostante tutto, noi non vogliamo mollare un solo centimetro”. La società, appunto: è qui il grosso punto interrogativo. Tramonti sta aspettando da mesi che qualcuno si faccia avanti per prendere in mano la situazione, e la pista al momento più concreta (nonché l’unica) è quella che porta ad una “cordata” di genitori dei ragazzi del vivaio. La quale, prima di tutto, intende salvaguardare il patrimonio proprio delle giovanili: la prima squadra, dopo essersi vista respingere la convocazione degli juniores un paio di settimane fa, ora naviga a vista, con in una mano la proposta di transazione dei rimborsi arretrati, avanzata sempre dai genitori, e nell’altra una vertenza all’Assocalciatori ormai pronta da settimane, ma che nella situazione economica attuale non produrrebbe altro se non una penalizzazione in classifica. Dal canto loro i genitori, capitanati da Fabio Luise, si sono mossi: un conto corrente è stato aperto di recente per sostenere da qui a fine stagione le spese per gli impegni delle giovanili gialloblù, ma dai vecchi amministratori, Paolo Rebellato in testa, è stata inviata nei giorni scorsi una raccomandata nella quale Luise e soci sono stati caldamente invitati a non utilizzare soldi per nome e per conto del club. E dopo gli juniores “negati” ad Antonelli, a diversi ragazzi del San Paolo è stato impedito di presentarsi ai provini per altre squadre. Occhio per occhio: quel che non si vede proprio è una via d’uscita

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