Venezia, due gruppi al lavoro per la D. C’è anche una cordata statunitense

Venezia, due gruppi al lavoro per la D. C’è anche una cordata statunitense

Ore 19: l’FBC Unione Venezia non presenta il ricorso a Roma, cala il sipario sul club fondato nel 2009 da Enrico Rigoni, la “morte” ufficiale sarà sancita venerdì dal Consiglio Federale. Dopo la ratifica della mancata iscrizione, il sindaco, Luigi Brugnaro, potrà avvalersi dell’articolo 52 delle Noif, le Norme Organizzative Interne Federali, per chiedere l’iscrizione di una nuova società in sovrannumero al campionato di serie D. Forse non servirà aspettare nemmeno molto: ieri mattina Brugnaro ha incontrato a Ca’ Farsetti i rappresentati di un gruppo interessato a ricostituire da zero il Venezia in serie D e nelle prossime ore avrà un colloquio anche con i delegati di un secondo gruppo. La sensazione è che entro la fine della settimana, soprattutto dopo il Consiglio Federale, si avrà una schiarita in proiezione serie D. Un gruppo interessato gira attorno alla figura di Vincenzo Marinese, ex amministratore delegato dell’SSC Venezia. «Mi piacerebbe rientrare con un progetto serio e ambizioso», ha ammesso Vincenzo Marinese, «non sarei ovviamente da solo, ma insieme ad altre persone, sia di Venezia che da fuori. Deve esserci comunque un capo-cordata che assumi la maggioranza. Credo che entro 24-48 ore potrò dare una risposta definitiva al sindaco Brugnaro dopo aver effettuato le opportune verifiche». Si parla anche di una cordata con estrazione americana particolarmente interessata alle vicende lagunari in lavori di ristrutturazione. Il segnale positivo è che ci siano già lampi di interesse per costituire un nuovo club e ripartire dalla serie D. L’ultimo atto ufficiale dalla sede di via Torino è arrivato invece attorno alle 16. «L’amarezza di dirigenti e dipendenti è tanta», viene scritto nel testo di commiato, «fino all’ultimo abbiamo lavorato incessantemente producendo tutti gli incartamenti necessari per evitare questo triste epilogo pur consapevoli che i tempi tecnici per la cessione della società fossero strettissimi. La società non presenterà ricorso poiché, a oggi, non sono stati posti in essere i pagamenti necessari a sanare le carenze patrimoniali del club». Poco dopo è stato diramato anche il comunicato da Dinamica Consult Italia, spedito da Nicola Dall’Armellina. «Rimaniamo dell’idea», si legge nella parte centrale, «che la società si potesse salvare, a prescindere da chi si è fatto avanti all’ultimo mese o all’ultimo giorno con cordate serie, meno serie o con una semplice telefonata informativa per sapere realmente la situazione finanziaria, la quale non è mai stata chiara fino in fondo. Non c’è stata mai, e ripetiamo mai, la sensazione che a qualcuno di loro facesse piacere che delle persone si facessero in quattro per evitare il fallimento dell’FBC Unione Venezia»

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