Venezia, è morto l’ex presidente russo Korablin

Venezia, è morto l’ex presidente russo Korablin

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Yuri Korablin, proprietario e presidente dell’FBC Unione Venezia dal 2011 al 2015, è morto lunedì sera a Mosca. Malato da tempo, non aveva più dato notizie di sè, se non ai vecchi amici. La notizia è rimbalzata ieri pomeriggio in città e in serata ha trovato conferma. Una storia, quella di Korablin in laguna, cominciata con tanta speranza ma finita male. Il primo contatto con la realtà veneziana avviene nella sala consiliare del municipio di Mestre, a inizio marzo 2011, alla presenza del sindaco Giorgio Orsoni, pochi giorni dopo aver rilevato la società da Enrico Rigoni, che sarebbe scomparso poche settimane dopo. Serie A e nuovo stadio, all’interno di una cittadella dello sport: le promesse di allora. Cinquini, Gazzoli e Scibilia sono stati i suoi interlocutori in società, Carlo Trevisan per il progetto dello stadio, Cunico il primo allenatore e il primo esonerato, poi sono arrivati Luppi, Sassarini, Favarin, Zanin, Sottili, Dal Canto e Serena. Nato a Mosca, il 30 gennaio 1960, laureato in Giurisprudenza, Yuri Korablin si era fatto strada nell’esercito sovietico fino alla carica di colonnello. Poi si era dato alla politica (sindaco di Khimki prima, eletto nella Duma poi), con un occhio di riguardo per lo sport, fondando le società di basket e di calcio di Khimki. I rapporti di lavoro con l’avvocato Alessio Vianello e l’amicizia instaurata con Massimo Venturini («Sono molto dispiaciuto per la sua scomparsa, ha dato molto di più di quanto ha ricevuto»), portano Korablin all’acquisto dell’FBC Unione Venezia. Fallito il primo tentativo di promozione, chiama Oreste Cinquini come direttore generale e al termine della stagione 2011-2012, dopo il ribaltone Favarin-Sassarin, riporta il Venezia tra i professionisti. Non è facile per i suoi interlocutori il contatto, la distanza pesa, nell’estate 2012 Gazzoli prende il posto di Cinquini, nel ritiro di Pieve di Cadore il tecnico Zanin ha una manciata di giocatori. Via Zanin, arriva Sottili, il tandem veneziano Bocalon-D’Appolonia porta l’Unione in Prima Divisione. Ma Korablin è assente. Progetti per lo stadio si vedono, ma la strada è tortuosa, intanto viene rifatto il manto (erba sintetica) del campo principale del Taliercio. In una delle ultime apparizioni a Mestre il presidente russo illustra il suo modello, lo stadio che vorrebbe realizzare, nolto simile al nuovo impianto costruito a Nizza. C’è il disegno, ci sono alcune fotografie, ma nient’altro. La strada diventa un sentiero di alta montagna nell’estate del 2014 quando cade la giunta Orsoni e a Ca’ Farsetti arriva il commissario. L’ultima stagione, 2014-2015, vede in rarissime occasioni Korablin. Il nuovo direttore generale Scibilia è costretto a volare a Mosca. Il ritardo di alcuni pagamenti porta tre punti di penalizzazione in classifica, ma il Venezia di Dal Canto, poi sostituito da Serena, si salva. Inizia una corsa contro il tempo, in extremis Korablin dà mandato all’avvocato Baratella di trovare un acquirente per la società, servono un paio di milioni per far fronte ai debiti, impresa che non riesce. Alla scadenza del 30 giugno, l’FBC Unione Venezia presenta solo la domanda di iscrizione, senza fideiussione bancaria. Korablin sparisce, la società viene esclusa dal campionato, il progetto russo è fallito, si ritorna in serie D. Dalla Russia agli Stati Uniti, di lì a poco entrerà in scena Joe Tacopina, che diventa in breve il numero uno della società e dà il via alla risalita. Yuri Korablin lascia la moglie Viktoria e quattro figli. (Da La Nuova Venezia)

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