Venezia, Inzaghi: “Questa è B2, non Lega Pro”

Venezia, Inzaghi: “Questa è B2, non Lega Pro”

Maglia azzurra, come dieci anni fa a Berlino, quando vinse il Mondiale contro la Francia, lo stesso spirito sbarazzino e la voglia di guardare sempre avanti. Obiettivo dopo obiettivo, un gradino alla volta, fino ad arrivare in cima. Filippo Inzaghi è il “sogno di mezza estate” di Joe Tacopina e di Giorgio Perinetti, l’uomo scelto per pilotare la navicella arancioneroverde verso le nobili sponde della serie B. Sarà un percorso con mille insidie, altrettanti trabocchetti, ma il timone è ben calibrato verso un traguardo preciso. Mai nascosto, né da Tacopina, né da Inzaghi, e non per presunzione. Quali sono le sensazioni dopo il primo contatto con squadra e tifosi? «Avverto le stesse emozioni del giorno della mia presentazione a Venezia, la voglia di riportare in alto questa squadra e il nome della città. Bellissime sensazioni. Il presidente Joe Tacopina e Giorgio Perinetti hanno esaudito tutte le mie richieste, sono felicissimo della squadra allestita, ma anche di tutto quello che ci circonda. Non potevo pretendere di più. Abbiamo un grande obiettivo da centrare, adesso tocca a me e al mio staff. Dobbiamo lavorare sodo per trasformare la rosa in un gruppo vero che si muova come un corpo solo in un’unica direzione. Abbiamo scelto i giocatori prima guardando le persone e poi abbinando il loro valore tecnico». Che effetto fa partire con un organico quasi al completo? «Beh, è un altro elemento positivo che testimonia la bontà del lavoro svolto da Giorgio Perinetti. Nelle prossime settimane avrò l’opportunità di visionare da vicino soprattutto i giocatori più giovani, che conosco un po’ meno, al termine del ritiro faremo il punto. Se ci sarà qualche pedina da inserire, lo faremo, credo che il presidente farà un ulteriore sacrificio, ma adesso tocca a me mettere i giocatori al posto giusto». Soddisfatto della rosa che è stata allestita? «Certamente. È stato formato un gruppo seguendo linee ben precise, dai giocatori di esperienza o che conoscono benissimo la Lega Pro a giocatori giovani, ma di grande prospettiva, acquisendo nello stesso tempo nuovi elementi per iniziare a costruire anche un patrimonio-giocatori per la società. Infine, si è tenuto anche conto del territorio, portando al Venezia elementi legati a Venezia, Mestre o al Veneto». Una scelta precisa anche allestire un programma di amichevoli senza avversari di categoria superiore? «Non c’era bisogno di questo, è una scelta mirata, non c’è bisogno affrontare grandi squadre, ma le squadre che abbiamo scelto ci consentiranno di avvicinarci gradualmente al campionato e, ancor prima, alla Coppa Italia di Lega Pro». Il modulo sarà il 4-3-3? «È il sistema di gioco che prediligo, ma sul quale non sono fossilizzato. La rosa è stata allestita in questa direzione, ma se strada facendo dovessi accorgermi che bisogna cambiare, lo farò senza tanti problemi». Venezia candidata alla promozione? «La prossima Lega Pro assomiglia più a una B/2 che alla serie C. Credo che mai come quest’anno ci siano società di gran blasone, come Parma, Livorno, Cremonese, Alessandria o Padova, tante squadre partiranno per vincere, come il Venezia, ma alla fine ci sarà solo una promozione diretta. Sarà più difficile, ma anche sarà più bello vincere». Quale sarà il percorso di avvicinamento al campionato? «Sarà graduale, applicazione nel lavoro, giorno dopo giorno, voglia di crescere, individualmente e come squadra. I giocatori mi hanno impressionato fin dal primo giorno, hanno dimostrato intensità e determinazione. Non lasceremo nulla di intentato perché i successi si costruiscono anche fuori dal campo, con una condotta di vita perfetta. Ho sempre seguito questo percorso da giocatore, figurarsi se non lo seguirò da allenatore». Qualche idea per i gironi? «Sinceramente non mi preoccupo adesso di quali saranno le avversarie da affrontare, c’è tanto lavoro da fare sul campo. Inutile pensarci adesso. Quando i gironi saranno ufficializzati, faremo il punto su chi dovremo affrontare». Maglia azzurra come dieci anni fa? «Il 9 luglio 2006 rimarrà scolpito per sempre nella mia mente, vincere un Mondiale non capita a tutti. Sono orgoglioso di aver fatto parte di quel gruppo, ma sono anche abituato a guardare avanti. Adesso c’è solo il Venezia». (Da La Nuova Venezia)

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