La Tonazzo cade con la diretta concorrente Ravenna

La Tonazzo cade con la diretta concorrente Ravenna

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Ci sono le majorettes e la banda di Villa Estense che intrattengono il pubblico nelle pause di gioco. Ci sono i bambini del minivolley che restano a tifare. Ci sono i quasi 2.600 aficionados del PalaFabris. E poi c’è questa pazza Tonazzo, giovane e fragile, che alterna momenti di estasi a pause sconcertanti, uscendo, per la prima volta in questa stagione, tra i mugugni di parte del pubblico, con più di qualcuno che abbandona l’impianto di via san Marco prima della fine. Black out mentali che hanno di fatto regalato il primo e il terzo set a una Cmc Ravenna certo più quotata rispetto ai padroni di casa ma di suo non irresistibile, reduce com’era da tre sconfitte di fila. In difficoltà in ricezione (Balaso si è espresso meglio in difesa), assente nei centrali, ieri letteralmente non pervenuti, troppo discontinua in banda, dove Rosso non ha convinto, la Tonazzo si è affidata a Giannotti e Quiroga per tener testa gruppo allenato da Kantor. Per l’opposto bianconero 21 punti, col 44% offensivo; per lo schiacciatore argentino 20 col 54%, anche se si è spento alla distanza. Ma ragionare sulle percentuali ha persino poco senso. Più utile riflettere su come è stato gestito il terzo set, che era già in tasca e che è stato regalato in beneficienza. Sì, Padova può dire di aver scialacquato una grossa occasione per ritrovare quei tre punti che, tutti assieme, mancano dal 3-1 a Molfetta della quinta giornata. Un ricordo, ormai, di un mese fa. Partenza ritardata. Sono tante le domande che vengono alla mente dopo il set iniziale. Una, ad esempio, è: possibile che questa squadra debba sempre partire ad handicap prima di cominciare a giocare? In questo caso l’apertura è stata tutta da dimenticare, con i romagnoli volati sul 7-2, sfruttando l’ottimo turno di battuta di Cebulj. Poi i bianconeri sono stati abili a tornar sotto, ma troppe volte il copione delle partenze a rilento si sta ripetendo in questa stagione. La seconda domanda, legata alla prima, è: possibile che si commettano tanti errori prima di entrare in clima partita? Nove quelli della frazione d’apertura, tutto un campionario di ingenuità evitabili. Ed è un dato che fa storcere il naso se si pensa che, alla fine, a dividere le due squadre sono state solo due lunghezze. Giannotti non basta. Ci vuole un set perché la Tonazzo cominci a giocare sul serio. Nel secondo parziale gli errori calano a tre, la ricezione continua a soffrire e, di conseguenza, il gioco al centro a latitare, ma Giannotti entra in uno dei suoi momenti di trance agonistica e trascina l’attacco di casa, chiudendo la frazione con 8 punti, tra cui 2 ace. Il set è anche quello del rientro in campo, per la Cmc, del brasiliano Renan, a lungo ai box per un infortunio al dito. Su quella scia la Tonazzo sembra poter incamerare anche il terzo parziale. Il finale è invece di quelli che lasciano sotto choc: avanti 23-18 Padova mostra tutta la sua inesperienza: da dimenticare la sfilza di errori infilati uno dopo l’altro, tra falli di seconda linea, muri subiti e palloni sparacchiati fuori dal rettangolo, l’ultimo dei quali da Rosso, l’uomo di maggior esperienza. A quel punto la Tonazzo cade letteralmente in bambola e nel quarto set non c’è più storia, con coach Baldovin che manda in campo anche Beccaro in regia e i giovani Gozzo e Milan, e con Ravenna che vola verso il 3-1. In pausa. Le squadre della Superlega sono 13 e, quindi, di volta in volta una deve fermarsi per un turno. La settimana prossima toccherà proprio alla Tonazzo. Gli uomini di coach Baldovin torneranno sotto rete domenica 21 dicembre, ancora una volta al PalaFabris contro la temibile Copra Piacenza. Più alla portata la gara successiva, il giorno di Santo Stefano, a Latina, mentre l’anno dei bianconeri si chiuderà col posticipo televisivo di lunedì 29 novembre, contro la matricola Monza, grande rivale della scorsa stagione.

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