Phyto, vittoria sulla terza forza del campionato

Phyto, vittoria sulla terza forza del campionato

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Missione compiuta. La Phyto Performance scaccia i fantasmi della Coppa Italia e mette in cascina tre punti pesanti come il piombo per la propria classifica, continuando a mantenere a sei lunghezze Ravenna, che ha vinto facile con Sora.

Una partita liscia come l’olio nei primi due set e che poi è sembrata complicarsi terribilmente. Esattamente come qualche settimana fa, quando Santa Croce ha ribaltato la gara da 0-2. E chissà cosa deve essere passato per la testa dei giocatori di Montagnani in avvio di quarto set quando, dopo avere perso malamente il terzo parziale si sono trovati sotto per 10-8 con un Ngm scatenata in tutti i fondamentali. Inutile negarlo: il rischio che la testa potesse giocare un brutto scherzo c’era tutto. E invece, questa volta, la Phyto Performance ha reagito alla grande, giocando e vincendo grazie alle sue armi, la battuta e il muro. I fondamentali che hanno affossato la squadra di Blengini.

Tiberti si è quasi scordato dei centrali (13 palloni giocati al centro in tutto), tenendo sempre caldi Rosso, Uchikov e Koshikawa. Il giapponese ha giocato due set, i primi, da antologia: 80 per cento in attacco e un paio di difese da urlo. Poi è sceso nel terzo set, con Montagnani a preferirgli De Marchi con il parallelo inserimento di Sabo per Cricca. Una mossa che non ha portato effetti clamorosi, ma che ha sicuramente tolto punti di riferimento a Santa Croce, sempre aggrappata alla verve di Tamburo in attacco.

Molto bene, ancora una volta, Uchikov (21 punti e il 45 per cento in attacco) chiamato a chiudere i palloni che valgono triplo. Stesso discorso per Mattia Rosso, meno appariscente che in altre occasioni, ma estremamente lucido nei momenti decisivi.

Santa Croce ha fatto quasi la figura della comparsa per i primi due set, poi ha iniziato a giocare meglio in battuta e in attacco, mettendo una grande paura ai bianconeri. Una paura che è durata una decina di minuti, il tempo di ricordarsi di essere la prima della classe, di essere la squadra che mura meglio e di più, la squadra che ha in campo Matteo Burgsthaler, mister muro del campionato, ora a un solo muro dalla fatidica quota cento.

E proprio Burgsthaler e Uchikov hanno preso per mano la squadra nel momento decisivo del quarto set, quando dall’8-10 i bianconeri si sono portati 15-12, ma poi nuovamente sul 16 pari. Un momento che psicologicamente poteva risultare letale. E che invece ha dimostrato il grado di salute della squadra di Montagnani, capace di non intimorirsi, ma di giocare con grande attenzione in attacco i palloni che valgono la vittoria. Il muro di Burgsthaler che regala il 21-18 e poi quello di Uchikov sul 23-19 sono il sigillo al successo bianconero.

Un successo che vale molto, anche perché non fa respirare Ravenna, nuovamente a -6. Un successo che conferma le doti di questo gruppo.

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