PDT: AGONIA BIANCOSCUDATA

PDT: AGONIA BIANCOSCUDATA

“Parola di tifoso” è una rubrica aperta ai pensieri ed alle impressioni dei tifosi biancoscudati. Se condividi il mio pensiero, se non lo condividi per niente, se vuoi dire la tua, scrivi a: lapadovabene@hotmail.it.

Nel mio primo articolo parlavo di giocatori, allenatori, dirigenti ecc mettendoli alla stregua di “nostri dipendenti”. Come avevo già detto li considero dei dipendenti di noi tifosi, in quanto se sparissero di colpo i tifosi il sistema calcio ci metterebbe poco a capitolare su se stesso. Io da tifoso amo la maglia, non chi la indossa. Per me il Calcio Padova 1910 è un tutt’uno con la mia città, il posto dove sono nato e cresciuto e dove un giorno mi piacerebbe essere sepolto. Non è possibile scindere le due cose, probabilmente se fossi nato e cresciuto in un’altra città tiferei per la squadra di quella città. Ecco ciò che conta per me. Il calciatore, colui che indossa la (gloriosa) maglia della mia squadra, non è altro che un contorno. Ne sono passati di tutti i tipi, altri ne passeranno, ma di loro mi importa poco. In fin dei conti, non li considero molto di più di un’esercito di bambini viziati…

Nell’estate 1993 il Padova cedette Di Livio alla Juve, e fu un piccolo trauma. Il mio idolo ceduto a una squadra che odiavo fin da bambino. Ero sicuramente un pò ingenuo, fatto sta che da allora non ho mai più amato un singolo giocatore. Nemmeno Vlaovic, per cui buona parte della tifoseria stravedeva (con tanto di coreografia al suo rientro dopo un lungo infortunio. Il ringraziamento del Croato fu quello di andarsene firmando per tre squadre diverse a stagione ancora in corso e mentre era ancora sotto contratto con il Padova!). Ho provato affetto per Andrea Bergamo (Padovano DOC) per Tasso e per Centofanti nell’anno che ci riportarono in C1, affetti sempre subordinati alla maglia che indossavano. Non sono mai più rimasto male quando qualcuno abbandonava il Padova, pur ammettendo che nel corso degli anni qualche calciatore avrebbe forse meritato un trattamento diverso; la stragrande maggioranza invece avrebbe meritato un ritiro punitivo in Siberia! Di sicuro, non canto e non canterò mai più un coro per un singolo calciatore. Non me ne voglia nessuno, temo che quest’anno si sia superato il limite.

Durante la partitella di ieri a Bresseo, Cesar si mette a litigare con Italiano e Gasparetto, dopodichè se ne va abbandonando l’allenamento. Non so come si siano svolti i fatti e nemmeno mi interessa saperlo. Ci stiamo preparando per Cesena, trasferta fondamentale del nostro campionato. Dobbiamo giocarci la salvezza, e direi che uno spogliatoio unito è un buon biglietto da visita. In fin dei conti ce lo dicono da mesi no? Ci hanno detto che lo spogliatoio è unito… Ci hanno detto che sono tutti determinati a raggiungere la salvezza… Ci hanno detto che a Vicenza non si sono venduti la partita ma erano stanchi… Quante ce ne hanno dette? Credo abbastanza per non credere più ad ogni singola parola che esce dalla loro bocca… Comunque vada la stagione spero in un repulisti generale, via tutti i protagonisti di questa annata vergognosa! Metto in mezzo anche Sabatini, che da quando è tornato è riuscito ampiamente a deludermi…

A livello societario, ci si aspetterebbe una dura presa di posizione dopo una scenata del genere. In fin dei conti, per molto meno Varricchio è stato spedito a calci ad allenarsi nel campo di fianco a quello dell’undici titolare… Sottovia invece minimizza, De Franceschi addirittura sembra contento, parla di “carica agonistica”. Decisamente un bell’esempio di agonismo quello di un professionista strapagato che pianta li tutti e se ne va! Il presidente tace come ormai fa da tempo, la vice non ha mai avuto molto da dire quindi è meglio se non parla… Una costante della gestione di Cestaro è stata quella di spendere fior di milioni per acquistare presunti campioni, coccolarli e viziarli: i risultati si sono visti in passato e si stanno vedendo tutti ora. Guardiamo solo la squadra di quest’anno: Soncin è un autentico fantasma… Vantaggiato sta gareggiando con Sottovia a chi ha la panza più grossa (per ora vince alla grande il DG comunque!)… Faisca e Cesar sono talmente irritanti che delle volte sembra quasi che si vendano le partite… Gasparetto non mi ha deluso in quanto lo ritenevo già scarso in C2, piuttosto continuo a chiedermi come ha fatto ad arrivare in serie A! Salvo giusto Totò Di Nardo, che ha dimostrato di avere un gran cuore, e se tanto mi da tanto penso che a fine stagione farà anche lui le valigie… Non lo rimpiangerò, coerentemente con quanto detto sopra!

Non sto più nemmeno a chiedermi cosa abbia in testa la nostra squadra, tanto la risposta la so già. Vorrei piuttosto sapere cosa passa per la testa della nostra dirigenza… Ormai siamo a fine stagione, ed inevitabilmente è il tempo dei bilanci e dei programmi per il futuro. La sgradevole sensazione è che tornare in serie C sarebbe un qualcosa di devastante, ma mi piacerebbe poter definire il grado di questo “devastante”. Domanda per il presidente Cestaro: ha intenzione di rimanere ancora a Padova? Se la risposta è “Si”, ha intenzione di persistere col modello di gestione che ha adottato fin’ora? Caro Cavaliere, in otto stagioni da presidente del Padova, io ho notato una cosa in particolare: il grande pressapochismo che la contraddistingue! Lei è il classico imprenditore veneto che vuole mettere bocca su tutto al grido di “El paron so mi!”. Non a caso si è circondato di gente come Sottovia e De Franceschi. Tuttavia dovrebbe essersi reso conto che “El paron so mi!” può funzionare fra gli scaffali di un supermercato, a patto di non urlare troppo onde evitare di spaventare i clienti. Una squadra di calcio è un’altra cosa e come lei ben saprà il 90% dei suoi colleghi si limitano a mettere i soldi lasciando la gestione tecnica a persone competenti. Non mi citi Zamparini come esempio contrario, che è una persona diversa da lei come diverso da lei è Berlusconi (che si permetteva di dare ad Ancellotti ordini cammuffati da consigli sulla tattica da addottare in campo). Scenda coi piedi per terra e risponda alle mie domande: ha intenzione di rimanere o di cedere la società? Perchè se ha intenzione di rimanere credo sia ora che si dia una regolata e che eventualmente la dia anche a qualche suo socio; se invece ha intenzione di vendere le chiedo gentilmente di risparmiarci il teatrino di ogni estate… I suoi “vendo, non vendo, non so debbo prendermi una pausa di riflessione”… Ce li risparmi perchè ne abbiamo piene le tasche. Se deve cedere la società, si assicuri sulla serietà dell’acquirente (che di Viganò ne abbiamo già avuto uno e ci è bastato!). Si tolga dalla testa immediatamente strane idee che sono già venute ai suoi predecessori tipo la fusione con il Cittadella (preferirei fallire!) e non si sogni nemmeno di consegnare le chiavi al sindaco che sarebbe capace di ipotecare il nostro titolo sportivo in Lehmann Brothers! Se invece decide di rimanere, cominci a programmare da subito la prossima stagione senza tante “pause” estive. Si affidi a un DG ed a un DS competenti e dia loro carta bianca. Sopratutto, prima scelga il DG, poi il DS quindi lasci che siano loro a scegliere l’allenatore ed i giocatori che comporranno la rosa. E se deve mettere bocca lo faccia solo per sapere il risultato della partita quando i suoi “motivi professionali” la tengono lontano dallo stadio. Se magari evitasse di urlare come un pazzo al microfono durante le partite mi farebbe un’ulteriore favore, ma forse le sto chiedendo troppo….

Ad ogni modo, signor presidente, qualsiasi decisione prenda le chiedo di prenderla in tempi brevi. 10-15 giorni al massimo, in modo che chiunque ci sarà ai vertici l’anno prossimo potrà programmare da subito e con calma la nuova stagione. Eviti di aspettare metà luglio per comunicare le sue decisioni: credo che noi tifosi, senza offesa, meritiamo almeno chiarezza!

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