PDT: ALTRO CHE INTER, A PADOVA ESISTE SOLO IL BIANCOSCUDO!

PDT: ALTRO CHE INTER, A PADOVA ESISTE SOLO IL BIANCOSCUDO!

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

Nell’ultimo editoriale di “Parola di Tifoso”, parlavo della maturità raggiunta dal pubblico di Padova e dimostrata con l’Ascoli. Parlavo altresì di maturità da far raggiungere a tutta la città, anche attraverso la Società Calcio Padova che deve cominciare seriamente ad offrire alla città qualcosa di meglio sul campo del marketing. Giusta a pennello è arrivata la finale di Champions fra Inter e Bayern Monaco, che mi ha dato modo di pensare molto al provincialismo di questa città. Premesso che l’Inter ha sicuramente meritato di vincere la Coppa, ma non è quello il punto. Ciò che veramente mi dispiace è vedere molti miei concittadini festeggiare la vittoria di una squadra che non è di Padova, come del resto non lo sono Milan e Juventus. Non prendo nemmeno in considerazione il fatto che l’Inter “è una squadra italiana”, affermazione già di per se molto discutibile: il dato di fatto è che a Padova purtroppo, ci sono molti più tifosi delle cosidette “squadre a strisce” che del Calcio Padova 1910; ed in provincia (dove pure è molto più sentito l’attaccamento ai biancoscudati) le cose cambiano di poco… E se vogliamo evitare di nasconderci dietro un dito, possiamo riconoscere che la situazione è sempre stata questa, anche negli anni dell’Appiani o della serie A. Solo che gli anni passano, le persone maturano, Padova è cambiata e sarebbe bello pensare che cambiando fosse diventata meno provinciale e più attenta al proprio territorio. O dall’alto del nostro provincialismo vogliamo continuare a definirci “Capitale del Nordest”? Ma capitale di cosa? Nella vicina Verona per esempio, la gente tifa Hellas e non si caga più di tanto non solo le “squadre a strisce” ma nemmeno il Chievo che pure è una realtà cittadina che oggi gioca nella massima serie… Qui invece siamo in perfetta controtendenza: chi tifa Padova è ostacolato in tutte le maniere e viene spesso e volentieri visto e dipinto come un “marziano”; chi tifa per altre squadre viene quasi incoraggiato. Basta leggere i giornali locali di sabato 22 maggio: a me cosa mi interessa sapere per che squadra fanno il tifo i vips padovani? E che il diesse del Padova è un’interista sfegatato (fermo restando che la risposta migliore l’ha data lui dicendo che baratterebbe volentieri la coppa per la salvezza dei biancoscudati)? O, per fare un esempio di qualche anno fa, sapere che per l’allora presidente Mazzocco (interista) la sfida scudetto era un derby in famiglia con la moglie, juventina? Certo, avere una simpatia è legittimo, ma da come queste cose vengono presentate sembra quasi che il Calcio Padova in tutto questo sia un’intruso di poco conto. E non parliamo della classe politica padovana: certo, non ci sarebbe da stupirsi quando si ha un sindaco che qualche anno fa se n’è andato allo stadio con la sciarpa del Treviso (!?!) al collo; ma piuttosto mi stupisco di Ivo Rossi, che pure il Padova lo segue, e che riscopre la sua anima nerazzurra, tanto da far allestire un maxischermo in Prato della Valle. Caso unico in Veneto… Prima che qualcuno mi risponda citandomi i maxischermi allestiti per il Padova, vogliamo ricordare quello all’Euganeo in occasione di Reggiana-Padova dello scorso anno? Meglio di no, avrebbe sfigurato pure al cospetto della televisione che ho in camera mia…

Ecco, trovo che vedere di volta in volta milanisti, interisti o juventini festeggiare nella mia città sia un insulto bello e buono ai colori biancoscudati. Dovrebbero pensarci tutti quelli che hanno festeggiato la coppa dell’Inter, pur seguendo abitualmente il Padova… Padova che il giorno dopo giocava in quel di Bergamo, accompagnato da oltre 700 tifosi. Inutile dire che abbiamo trascinato la squadra alla vittoria, quel “Meritiamo la B!” che è rieccheggiato a lungo sulle gradinate dello stadio Comunale, prestato per l’occasione all’Albinoleffe. Normalmente ci gioca l’Atalanta, la vera squadra di Bergamo. La sera prima i suoi tifosi hanno impedito con le maniere forti agli interisti di festeggiare perché “Bergamo non è la loro città, che vadano a festeggiare a Milano!” (così mi spiegava un barista li vicino allo stadio, un signore sulla cinquantina). Dentro lo stadio, i pochi tifosi locali sovrastati dai padovani, di fronte a noi la curva solitamente occupata dai supporters dell’Atalanta, oggi chiusa e deserta, sui cui gradoni era possibile intravedere un disegno: era il profilo stilizzato dei monumenti della città di Bergamo! Residuato di una coreografia degli atalantini, un omaggio alla loro città. Un legame fortissimo. Mentre lo pensavo, mi sono girato e mi sono visto un signore passarmi vicino con la maglia del Padova ed il cappellino dell’Inter. Che tristezza! Dite la vostra a lapadovabene@hotmail.it

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