PDT: CONTIAMO I MORTI

PDT: CONTIAMO I MORTI

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

No, la prestazione di Cesena non mi ha stupito nemmeno un pò. Mi sarei stupito del contrario sinceramente. Per me si tratta semplicemente di un film già visto troppe volte in questa stagione e purtroppo con un finale conosciuto troppe volte in questi anni… Passata la rabbia, i soliti incitamenti a crederci “finchè la matematica non ci condanna”, che significa “se non è questa domenica è la prossima…”. Beh, lasciate che vi dica che sabato i nostri “campioni”, quei presunti atleti che scendono in campo indossando una maglia che non rappresentano, hanno ricevuto il trattamento che meritavano: uova ed insulti! Non mi vergogno a dirlo, è ciò che meritano, forse è anche poco…

Umiliati come loro umiliano noi ogni sabato, ed ammesso che abbiano abbastanza orgoglio da ritenere il lancio di uova un umiliazione, perchè la sensazione che ho di molti di loro è che non gliene freghi proprio nulla… Penso a gente come Faisca per esempio, degno capitano di questa squadra. La rappresenta alla perfezione: molle e menefreghista. Capitano di un gruppo formato da gente che si prende a pugni in spogliatoio e che se ne va dall’allenamento dopo aver litigato con i compagni. Capitano di una squadra che già a gennaio avevo capito che sarebbe retrocessa, talmente era priva d’anima e di capacità di reagire… Proprio grazie alle leggerezze del capitano, credo che abbiamo buttato via almeno sei o sette partite da novembre ad oggi. Io dico la verità, a volte ho quasi l’impressione che le vere partite lui ed il socio Cesar le giochino alla Snai anzichè sul campo verde. Un’eventuale indagine sul Padova per illecito sportivo non mi stupirebbe: credo che il “biscotto” di Vicenza, in questo senso, sia la più limpida dimostrazione che qualcosa di strano quest’anno è successo; ed il fatto che poi l’area tecnica (Sabatini, Sottovia e De Franceschi) continui a smentire un fatto che è stato sotto gli occhi di tutti non fa altro che aumentare l’incazzatura. Perchè ti senti doppiamente preso in giro. Parliamoci chiaro: i nostri dipendenti (calciatori e dirigenti, parliamo di calcio in generale) non brillano per particolare intelligenza, tranne qualche mente rara che non a caso emerge e domina (Mourinho docet); molto spesso sanno far bene solo una cosa, e qui a Padova non fanno bene nemmeno quella. Per forza di cose, quando mi vengono a negare l’evidenza mi verrebbe da prenderli per il bavero e dirgli: “Ma chi pensate di prendere in giro!?!”.

E prenderci in giro è ciò che hanno fatto, non solo a Vicenza per la verità. Ci hanno preso in giro tutte le volte che hanno detto o fatto intendere “Tranquilli! Ci salveremo!”, tutte le volte che ci hanno raccontato che lo spogliatoio è unito e determinato. Addirittura quando Cesar è venuto alle mani con altri compagni durante un allenamento: hanno avuto il coraggio di parlare di carica agonistica! Negare l’evidenza e fingere che vada tutto bene è un pò il marchio di fabbrica di Sottovia e De Franceschi. Pensate solo a Vantaggiato: presentato come “il miglior attaccante della serie B”, prende una cifra intorno ai 600.000 euro a stagione per fare bella mostra del suo pancione. Al Toro non giocava mai, e per chi si ricorda è stato quasi mandato via a pedate. Ce lo hanno rifilato a noi. Come Gasparetto, uno che pure in C2 faceva fatica a vedere la palla. Va detto che i due mantengono un “aplomb” invidiabile: quando a febbraio Cestaro prese Di Costanzo come allenatore scavalcando (e sconfessando) Diesse e Diggì, i due si presentarono a fare i parafulmini alla conferenza stampa del nuovo mister, visibilmente scossi ma capaci di controllare le parole ed i toni. Altre persone, anche con un curriculum calcistico migliore, avrebbero rassegnato le dimissioni seduta stante. Loro due probabilmente si sono domandati dove andrebbero a sbattere la testa nel momento in cui Cester non gli pagasse più lo stipendio, e se ne sono stati buoni.

Ora che l’ambiente è saturo, ci si affida allo charme di Barbarella Carron. “Lady B” che dopo un solo anno dovrà rifarsi o cancellarsi il tatuaggio. Colei che mosse i primi passi nel mondo del calcio attraverso il muro ufficiale del Calcio Padova, facendo propria una massima: “Una risposta ponderata è sempre una buona risposta…”. Geniale quando non si vuole rispondere a una domanda scomoda, almeno fino al momento in cui questa massima di vita non viene disattesa. Quest’anno Lady B lo ha fatto due volte: a fine febbraio, quando di fronte alle critiche di un tifoso (all’interno del social network Facebook) sbottò con un “Ringraziate solo Cestaro perché altrimenti il Padova lo andreste a vedere in eccellenza, e non e’ nemmeno detto che non succeda. Ci si stanca anche noi prima o poi”; e l’altro ieri, in relazione alla contestazione post-Cesena: “Non posso comprendere né giustificare l’atteggiamento tenuto dai tifosi sabato sera”, discorso di per se opinabile, ma fatto in un momento in cui si farebbe molto meglio a stare zitti. Tenere la lingua a freno non è prerogativa della bella Barbara, che forse proprio grazie alla sua indubbia bellezza è convinta di potersi spingere un po’ oltre nelle sue uscite. Peccato. Una domanda invece la giro a Gianni Potti, direttore della Comunicazione (si fa per dire) del Calcio Padova: perché non estendere il silenzio stampa a tutta la dirigenza, presidente compreso? In fin dei conti non mi pare ci sia molto da dire in questo periodo…

Tutto questo e molto di più è il Circo di Marcello Cestaro. Perché al di la degli indubbi meriti del Cavaliere nell’aver salvato il Padova dal fallimento a suo tempo, è fin troppo evidente che oggi considera la squadra un suo giocattolo personale, che fa e disfa a proprio piacimento. Le sue sparate sul portare i libri in tribunale la considero tutt’oggi una mancanza di rispetto verso coloro che danno da lavorare a lui ed a tutto l’entourage, ovvero noi tifosi. Ad ogni modo, il futuro è sempre più nebuloso e si dice che Cestaro in caso di retrocessione potrebbe lasciare. Mi chiedo allora: e se fosse un bene giunti a questo punto?

Ad ogni modo, sabato sono stato in trasferta a Cesena. Da Padova eravamo poco più di 200 tifosi, al seguito di una squadra che ormai ha un piede e mezzo in C. Ma Cesena è una trasferta che “tira” presso la tifoseria biancoscudata, ed allora siamo stati a vedere una sfida classica che chissà per quanti anni non rivedremo più e ad incitare una squadra che ha fatto di tutto per farci stancare. Mentre mi trovavo all’interno del Manuzzi mi sono chiesto fra le altre cose: “Ma a Cesena, cosa hanno più di noi?”. E non ci ho messo molto a darmi una risposta: uno stadio stupendo che invoglia i tifosi, prima di tutto; una squadra affamata, una dirigenza che rispetta i tifosi ed un ambiente (Dal sindaco alla stampa fino all’ultimo dei tifosi) tutto proteso al bene dell’AC Cesena e non al proprio orticello personale. Ormai non mi illudo più che qui si vada lontano, troppa gente “di cacca” nell’ambiente, giusto per parafrasare Mauro Meluso.

Dite la vostra a lapadovabene@hotmail.it

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