PDT: LA RICETTA GIUSTA? PIU’ RISPETTO PER I TIFOSI!

PDT: LA RICETTA GIUSTA? PIU’ RISPETTO PER I TIFOSI!

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

PREVENDITE AL VELENO. Avrei voluto dedicare la giornata di oggi col rispondere alle prime mail di lettori che mi cominciavano ad arrivare. Invece ancora una volta bisogna registrare dei problemi con le prevendite dei biglietti per la trasferta di Trieste. Problemi che non sono nuovi. Pare infatti impossibile che è dall’inizio del campionato che si verificano situazioni paradossali ed al limite dell’assurdo quasi ogni volta che il Padova gioca fuori dalle mura amiche. Ed in particolare quando incontra società che si servono di determinati circuiti di distribuzione per i biglietti, per i quali ci vuole un accredito e una tessera da ricaricare ogni volta, parlo di BestTicket e ListTicket. È possibile che nel 2010 fare il biglietto a 2000 tifosi ospiti debba essere un problema tanto grande? Già negli anni ’90 ci si serviva dei circuiti telematici delle banche per l’emissione di biglietti ed abbonamenti, oggi siamo tornati indietro? Cosa centra dare la gestione delle prevendite a cartolerie, casolini e negozi di informatica che normalmente fanno tutt’altro tipo di attività? Basterebbe che le società di calcio si dotassero di biglietterie collegate con questi circuiti e sarebbe tutto risolto… come dite? La legge impedisce alle società di trattare direttamente coi tifosi? Ma allora ho ragione io a dire che sono state fatte leggi semplicemente assurde! Ma parliamo di Trieste, la partita della vita: visto che si conosceva il circuito utilizzato dalla Triestina (che è lo stesso del campionato) non serviva un genio per capire che bastava telefonare alle rivendite ed avvisarli che lunedì ci sarebbe stata la prevendita e che sarebbe stata molto partecipata, di modo che tutti si organizzassero per affrontare l’assalto dei tifosi. Magari qualche esimio rappresentante della Società Calcio Padova potrebbe preoccuparsene, visto che poi i tifosi gli fanno comodo quando riempiono lo stadio… Ora mi aspetto la solita intervista di Sottovia che dirà che “non sono disguidi che dipendono dalla società Calcio Padova”. Già non dipendono da loro, non dipendono dalle rivendite… dipendono forse da me?

Il tutto mentre nella vicina Verona, per la gara di Pescara, hanno 4.000 biglietti a disposizione con due giorni di prevendita per gli abbonati… parliamo di una partita fuori casa! Ma forse ciò che manca qui è proprio il rispetto per i tifosi, al di la delle belle parole e del “pubblico da serie A”…

LA DISINFORMAZIONE. E passiamo ora alle mail dei lettori, ricordandovi a tutti che potete esprimere il vostro parere scrivendo a lapadovabene@hotmail.it.

La prima lettera che prendo in esame è quella di D.T, che ha voluto rispondere all’articolo “A quando la tessera del poliziotto”, pubblicato lo scorso 15 maggio. Quello che è successo lo avete saputo tutti, diamo spazio alle opinioni di D.T. :

Ho letto l’articolo, e devo dire che sono rimasto alquanto perplesso. Come al solito viene messo in discussione l’operato della Polizia. Viene chiamato “zelante”, o altre volte “brutale” “aggressivo” o addirittura “violentemente feroce”.Ma io ora mi chiedo: Cosa spinge un poliziotto durante il suo servizio ad usare zelo, gentilezza e pacacità quando si ritrova in mezzo a risse scatenate da tifoserie di Delinquenti, nelle quali una minima parte si dice e dimostra la non violenza, a rimanere immobile? Un agente su due ha famiglia, guadagna mediamente 1200€ l’anno, fa turni indecenti per mantenere un minimo di civiltà, ma poi in 10 minuti qualche 100 di ragazzetti riesce a mettere a ferro e fuoco città intere, bruciare macchine, fare danni. Si va a creare uno stato di guerriglia flash, che nel giro di poche ore si sopprime, ma io mi chiedo se non ci fosse la presenza di questi agenti cosa succederebbe? Le tifoserie andrebbero d’amore e d’accordo? Andrebbero a bersi una birra a braccetto come fossero amici? O si ignorerebbero addirittura?? No, questo non succederebbe. E in questo caso l’agente pensa, passo 10 ore in mezzo alla strada, ogni giorno, sempre a disposizione, mal pagato e mal trattato, sputato in faccia dalle persone che proteggo, chi me lo fa fare di prendermi bastonate, bottigliate, molotov, od altro gratuitamente? E qui scatta l’istinto di difesa, che in pochi minuti diventa istinto d’attacco. un’istinto irrefrenabile scatenato dalla violenza di altri. Come in guerra, quella vera, dove si uccide o si viene uccisi, lontano dalle telecamere le vittime “innocenti” quelle che passavano di la per caso, vengono tirate in ballo, alcune volte con la vita. Si ritiene corretto che un ragazzo sfasci e bruci una macchina a discapito di persone che magari non possono permettersi di ripararla o di riacquistarla, magari anche senza copertura assicurativa. Negli scontri avvenuti durante l’arresto del vostro “amico” è stata dato fuoco ad un auto al cui interno si trovavano una donna con figlio di pochi anni. Cos’è non l’avevano vista? Si ritiene scorretto che un agente di pubblica sicurezza dopo ore ed ore a spaccarsi per combattere questo delirio, in preda all’adrenalina si riesca anche a controllare? Non apprezzo spesso il comportamento di alcuni agenti, ma lo capisco. Il problema non è la polizia, ma la fonte della sua presenza, quella parte MARCIA di tifoseria che la partita dovrebbe vederla a casa propria. Ho assistito spesso a occasioni in cui vedevo la preparazione di alcuni prima di andare allo stadio. Spranghe, bastoni, manganelli. Quelle sono oggetti di tifoseria? No, io le considero armi, corpi con cui fare del male e creare disordine. Che vadano a comportarsi così in Inghilterra, in Francia o addirittura in America. Dove se uno fa qualcosa di sbagliato, pagano TUTTI. Perchè serve la punizione esemplare. Qui quando si cerca di punire qualcuno, quel qualcuno è colui che cerca di far rispettare la legge, con la violenza certo, ma come si sa gli animali vanno tenuti con un colpo di bastone e uno di frusta. Bisogna smettere di fare questa informazione di parte, dove vengono descritti come mostri, delinquenti e criminali gli agenti di sicurezza, ma non viene spesa una parola sul perchè questi poliziotti abbiano reagito così. Cordialmente

D.T.

Caro D.T, inizio subito col dirti che hai confuso le partite ed i fatti accaduti: l’auto data a fuoco è stata al derby Lazio-Roma, mentre l’arresto di Stefano Gugliotta è stato dopo Roma-Inter. Non è un dettaglio da poco, visto che tu lanci accuse ben precise. Secondo particolare: non mi piace la gente che mi mette in bocca parole che non ho mai detto! Nel mio articolo non ho difeso gli autori degli scontri, ma solo un ragazzo che stava passando di la per caso e che non va nemmeno allo stadio. Quindi pensa bene prima di parlare a vanvera, questo è il primo consiglio che ti do. Io ribadisco quello che ho già detto: nelle forze dell’ordine ci sono troppi esaltati e troppe persone che per il solo fatto di avere addosso una divisa si sentono dei giudici con diritto di vita o di morte verso il prossimo. E magari tu mi dirai che ci sono anche fra i tifosi: certo, ma se permetti certi atti compiuti da un poliziotto, che dovrebbe difendere la legge e non infrangerla e che dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio, è molto più grave. Dirò di più: gli abusi di polizia sono indice di quell’impunità diffusa di cui spesso si parla quando si descrivono i problemi di microcriminalità di questo paese. Uno non regge lo stress che il mestiere del poliziotto comporta? Non lo obbliga nessuno, può andare a fare benissimo un altro lavoro, del resto non tutti siamo portati per fare lavori delicati, io per primo non lo sarei. Invece, perdonami, certe giustificazioni e certe arrampicate sugli specchi da parte dei vari sindacati di polizia mi sanno tanto di “piagnisteo”, altro malcostume italiano. Perché quando sbaglia un poliziotto non si debbono ammettere le sue colpe anzi lo si copre, mentre quando sbaglia un tifoso, quindi un cittadino, la sua foto viene sbattuta nelle prime pagine di tutti i giornali? È quello che si chiedono un po’ tutti… tu pensi di farcela a dare una risposta senza scadere nel delirio di onnipotenza in cui sei scaduto alla fine del tuo scritto?

In conclusione: prima di parlare di Inghilterra o Francia o America vai a farti un giro da quelle parti. Finirai con l’accorgerti che la regola del “chi sbaglia paga” è applicata anche e soprattutto verso i poliziotti (ad esempio in America per evitare abusi di polizia come quelli in cui è morto Stefano Cucchi hanno installato in ogni stazione di polizia delle telecamere interne che riprendono le celle e la sala d’attesa… lo sapevi?) e che non è vero che per gli errori di uno pagano TUTTI. Questa è una convinzione tua e di qualche altro furbo che non ha capito che colpendo cento persone finisci per non educarne nemmeno una. Non commento infine il tuo paragone con gli animali, che fra l’altro spesso sono migliori di tante persone: credo che il caldo di quest’ultimo mese ti abbia un po’ dato alla testa. Consiglio: una bella doccia fredda e ritrovi la calma! Ti saluto.

TIFOSI DA FUORI. Questa invece è la mail di Pier Paolo di Bologna, tifoso del Padova:

“In merito al tuo ultimo articolo, riporto questa frase: Fa proprio ridere invece il divieto di acquisto per i biglietti ai non residenti in Veneto: lo sappiamo che il Padova vanta tifosi anche da fuori regione ed all’estero?. Hai perfettamente ragione. Io sono padovano ma abito a Bologna e non posso venire a vedere spesso le partite. Eppure ho 37 anni e nessun precedente penale. Non vedo l’ora di portarci mio figlio (ha solo 13 mesi) come fece mio padre 30 anni fa. Si partiva tutte le domeniche mattina e si andava a pranzo dai nonni e poi all’Appiani a vedere la partita. La sera di nuovo a Bologna. Era una gran festa e spero un giorno di poterla regalare anche a mio figlio. Grazie di averci tenuto in considerazione. Temo però che ci vorrà del tempo perchè cambino le regole. Buona domenica. Pier Paolo”.

Caro Pier Paolo, io ne prendo atto e non posso far altro che mettere tutto ciò all’attenzione del Calcio Padova. Che di attenzione per i suoi tifosi non ne ha molta, come puoi ben vedere. Spero anchio che cambino le regole, d’altra parte una gestione ottusa (e qui mi riallaccio al discorso di sopra) dell’ordine pubblico, con punte di isteria come il divieto di acquisto per i non residenti nella città in cui si disputa la partita, non portano a nulla. Contribuiscono solo ad allontanare la gente dagli stadi. È questo che si vuole?

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