PDT: LAVORATORI DIPENDENTI

PDT: LAVORATORI DIPENDENTI

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

Innanzitutto ringrazio Stefano Viafora e la redazione di Padova Sport che mi hanno dato l’opportunità di esprimere la mia opinione in questo spazio. In secondo luogo voglio far capire un pò al lettore cos’è “Parola di tifoso”. Si possono dare mille interpretazioni, ma la realtà è molto più semplice: “Parola di tifoso” non è altro che la mia parola, quella di un tifoso del Calcio Padova, che può trovare d’accordo molti altri tifosi come me, e trovarne molti altri in disaccordo; ma che vuole (col tempo) farsi interprete di pensieri e sentimenti popolari di chiunque abbia il Calcio Padova 1910 nel cuore. Io non sono un giornalista, non ho un patentino, non sono iscritto all’albo ne lavoro per un giornale. Io sono un semplice tifoso biancoscudato, con occhi per vedere, orecchie per sentire ed un cervello (sul cui perfetto funzionamento qualcuno potrebbe avanzare dei dubbi, però intanto c’è…) per pensare e valutare. Gestisco normalmente un blog (“La Padova Bene”, attualmente fermo per ristrutturazione) ed utilizzo la vetrina che Padova Sport mi mette a disposizione per portare a galla il punto di vista di chi nel calcio ci mette (sul serio però) i soldi ed il proprio tempo. Si, perchè nel ventunesimo secolo c’è chi vorrebbe ridurre i tifosi di calcio alla mera stregua di clienti, che pagano al botteghino e consumano un prodotto (quello calcistico) senza battere ciglio; quando invece i tifosi sono una componente essenziale del prodotto calcio, vorrei dire che sono la componente vitale, quella senza cui il calcio non ha motivo d’esistere: pensate per esempio se un bel giorno tutti i tifosi di calcio del mondo decidono di essersi stancati, decidono di dedicare le proprie domeniche alla pesca e non comprano più i biglietti per lo stadio, non rinnovano più gli abbonamenti nè allo stadio ne a Sky e decidono di non comprare più nulla del vasto merchandising legato al calcio… Utopia dite? Io dico che sarebbe la fine del calcio, non girerebbero più le montagne di soldi che hanno trasformato i nostri giocatori in star e svariati personaggi legati al mondo dell’imprenditoria e della politica in uomini di sport (???). Ed allora il tifoso, lo ribadisco, è la componente fondamentale, senza cui il calcio non andrebbe mai avanti. Pensate che sia sbagliato che un tifoso dice la propria?

La rete in Italia ha dato negli ultimi anni visibilità a un comico molto famoso e scomodo, che ha fondato un proprio movimento definiamolo così “politico”. A prescindere dalle idee che porta in seno, egli definisce i politici “i nostri dipendenti”, in quanto sono pagati da noi cittadini, coi soldi delle nostre tasse, e dunque dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) fare ciò che i cittadini gli dicono. Benissimo, allo stesso modo penso di poter dire che i giocatori, gli allenatori, i dirigenti di una squadra di club sono a tutti gli effetti dei dipendenti di noi tifosi; in quanto senza di noi che sotto varie forme gli diamo i nostri soldi e in qualche maniera gli diamo visibilità, loro non sarebbero nel mondo del calcio. Vale anche per i presidenti.

Fatta questa lunga ma doverosa premessa, ditemi voi come mi devo sentire io “datore di lavoro” (insieme a migliaia di altri “datori di lavoro”) di fronte a scene come quella di Vicenza, dove i miei dipendenti non fanno altro che passarsi la palla per novanta minuti fra di loro e con i giocatori berici senza mai fare un tiro in porta. O come quella di Empoli, quando una squadra non più forte del Padova ma evidentemente più motivata, ci fa letteralmente a pezzi senza nemmeno fare troppa fatica. O come mille altre partite di questa stagione, buttate letteralmente via per svogliatezza, per scazzo, per mancanza di stimoli. Forse lo stipendio di un calciatore non è uno stimolo a far bene il proprio lavoro? Se voi cari tifosi lavoraste così nella vita di tutti i giorni (in fabbrica, in ufficio o in qualsiasi altro posto di lavoro) verreste licenziati in tronco; senza contare che il vostro impegno e la vostra professionalità sono pagati poco più di mille euro al mese.

Le motivazioni di chi va in campo le abbiamo già sentite e le conosciamo a memoria, vanno dagli “Eravamo stanchi” a “Vogliamo salvarci” passando per “Domenica (o sabato, n.d.r.) prossimo vi garantiamo il massimo impegno”. Sono motivazioni che tutti noi abbiamo sentito almeno una volta nel corso degli anni, c’è chi se lo sente ripetere ogni anno; i risultati ottenuti sono poi la migliore testimonianza di quanto queste parole vengano seguite dai fatti. Invece a me piace sottolineare un altro aspetto, di cui si parla poco e quando se ne parla lo si fa a proprio comodo: il rispetto. Rispetto per i tifosi in questo caso, o se vogliamo riprendere il tema di inizio post, “rispetto per i propri datori di lavoro”. Rispetto che qui a Padova manca, e non solo per quanto riguarda chi va in campo. Trovo che siano una mancanza di rispetto anche gli “attacchi di permalosità” di alcuni dirigenti quando si sentono chiamati in causa, o le sparate su eventuali libri contabili da portare in tribunale. Sono una mancanza di rispetto bella e buona verso gente che nel Padova ha investito parte dei propri soldi e della propria vita, ed in molti casi si parla di investimenti molto consistenti…

Ma non solo questo: mancanza di rispetto verso i tifosi sono anche uno stadio anticalcio come l’Euganeo, fondato su delle solide fondamenta fatte di tangenti e versamenti illeciti; mancanza di rispetto verso i tifosi sono anche le modalità di vendita per i biglietti per le trasferte, con gente costretta a prendersi mezze giornate di permesso al lavoro per poi trovarsi a lottare con terminali che si impallano e carta che finisce, senza contare quando ci si dimentica di eventuali punti vendita sparsi in città; mancanza di rispetto verso i tifosi sono anche le uscite di un primo cittadino che molto spesso da l’impressione di avere qualcosa di personale contro il Calcio Padova in primis ed i suoi tifosi in secondo luogo (per motivi diversi). Tutti argomenti che mi riprometto di affrontare ed approfondire a tempo debito. Intanto pongo una domanda a tutti voi cari tifosi: vi sembra che il Calcio Padova, di fronte alle mancanze di rispetto che ho appena elencato e che va detto non dipendono direttamente da loro (stadio, prevendite e sparate del sindaco) sia mai intervenuto con decisioni per prendere le parti dei suoi datori di lavoro, alias i suoi tifosi? Voi stessi ne siete stati testimoni e molto spesso protagonisti, pertanto chi volesse raccontare qualche episodio, qualche esempio di queste palesi “mancanze di rispetto” può farlo inviandomi una mail a lapadovabene@hotmail.it. Cercherò di darvi spazio a tutti.

Nel frattempo, buon finale di stagione a tutti.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy