PDT: Lettera aperta sullo stadio Euganeo

PDT: Lettera aperta sullo stadio Euganeo

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

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Egregio Presidente Cestaro e cari tifosi biancoscudati tutti,

Vi scrivo a proposito del progetto di “stadio privato” di cui si parla da un pò qui a Padova in vista dell’approvazione della “Legge Crimi”. Sarò sincero: sono un pò scettico relativamente all’approvazione di questa legge, primo perchè viviamo una fase storica in cui “schei no ghe ne xè!”, come si dice da queste parti; e secondo perchè temo che gli stadi privati possano essere la fine definitiva della nostra passione ed il lasciapassare per un calcio di plastica con le gradinate popolate da spettatori-clienti e non da tifosi veri. Tuttavia mi rendo anche conto che il mondo del calcio va in questa direzione, e che la “società civile” oggi non può più permettersi di prendersi sul groppone le spese di un luogo pubblico (gli stadi) in cui si rappresenta uno spettacolo privato. Credo che la costruzione di stadi privati sia un passo inevitabile, e che sia utile non farsi cogliere impreparati o spiazzati da una legge (in fase di approvazione) che può essere una grande opportunità ma anche un’arma a doppio taglio. Qui a Padova ne sappiamo qualcosa di “armi a doppio taglio”: nei primi anni ’90 continuavano a ripeterci che “lo stadio nuovo è necessario per poter giocare in serie A”; tanto che in quel periodo abbiamo perso per due volte l’opportunità di fare il “grande salto” in maniera quanto meno strana, per ritrovarci alla fine con uno stadio enorme, troppo grande per le esigenze stesse della città, in cui la partita non si vede e non si vive. Uno stadio spersonalizzante, che in qualche maniera ha influito anche sul crollo del Calcio Padova negli anni successivi alla serie A (sfido chiunque a dimostrarmi che, giocando all’Appiani, saremmo finiti in C2!). Oggi si presenta finalmente l’opportunità di metterci mano sul serio all’Euganeo e di renderlo uno stadio “per il Calcio Padova e per la città di Padova”; pertanto forti, dell’esperienza passata, credo sia quanto mai opportuno non ripetere gli errori fatti.

Mi rendo conto che per mantenere uno stadio privato, una società deve essere in grado di ammortizzarne le spese riempendolo il più possibile, nonchè di averne un ritorno economico; quindi ben vengano delle attività commerciali interne alla struttura. Quello che mi preme sottolineare è che lo stadio va prima di tutto amato dai tifosi, i veri tifosi, che sono quelli che poi l’andranno a riempire…

Nel calcio di oggi si cerca sempre più spesso di tenere a casa i tifosi dallo stadio per favorire gli abbonamenti alle pay-tv; ed in questo senso vanno provvedimenti “mascherati” da sicurezza come tessere del tifoso, trasferte vietate, biglietti nominativi e tornelli. Credo sia quanto mai opportuno rivedere almeno in parte questi provvedimenti se si vogliono gli stadi privati, anche perchè quale padre porterebbe mai il proprio figlio a passare la domenica in una caserma? Ma ancor di più, va coinvolta la tifoseria nel progetto, nel senso che come ho già detto i tifosi saranno poi i primi a dover usufruire dello stadio e pertanto lo debbono amare, sentire “proprio”. Ecco, io non vorrei che si finisse per privilegiare gli sponsor o le esigenze di qualche struttura commerciale a scapito dei tifosi, come molto spesso si finisce per fare in Italia. In questo potremmo prendere esempio dalla Germania, da stadi come l’Allianz Arena di Monaco, studiato sulla base delle esigenze stesse dei tifosi, con una capienza adeguata al seguito della squadra e con servizi efficienti sia per i tifosi di casa che per gli ospiti (che hanno pieno diritto di assistere alla partita della loro squadra in trasferta, senza che per questo vengano “sopravvanzati” rispetto ai padroni di casa). Si pensi per esempio alla possibilità che hanno creato in quello stadio di inserire dei seggiolini rimuovibili nelle curve, in modo da poterlo rendere utilizzabile sia per le partite di Coppa (dove richiedono posti a sedere), sia per quelle di Bundesliga dove il pubblico delle curve ha esigenza di stare in piedi e sostenere la propria squadra.

L’Allianz Arena è sicuramente un progetto ambizioso, fuori dalla portata di una città come Padova; ma ciò non toglie che si possano “copiarne” gli aspetti migliori e più incisivi…

Con questo scritto sono a chiedere un coinvolgimento della tifoseria sul tema dello stadio: se esistono già dei progetti per la ristrutturazione dell’Euganeo, chiedo siano resi noti e che la spesa venga affrontata anche con l’approvazione dei tifosi. Il sito Lapadovabene.it è a disposizione per valutare progetti e proposte (una l’abbiamo valutata ultimamente, e ci stiamo lavorando su, senza per questo volerla imporre a tutte le parti in causa…) e per fare da collante fra tifoseria e società in questo progetto sicuramente ambizioso ma non impossibile.

Si potrebbe proporre anche una Class Action fra tifosi, come venne fatto a metà anni ’90 fra i tifosi della Reggiana per la costruzione del Giglio (che poi fosse una struttura troppo grande per la Reggiana si è visto, ma questo è un altro discorso…); ma tutto ciò è valutabile in seguito all’approvazione della Legge Crimi, ed all’effettiva volontà di coinvolgere ed ascoltare i tifosi. Altrimenti rischiamo di ritrovarci con un’altra cattedrale nel deserto, che questa volta andrà a pesare sul groppone del Calcio Padova e di chi lo rappresenta.

A disposizione

Lapadovabene.it

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