PDT: Lo dice anche il film, “Slavi, brava gente!”

PDT: Lo dice anche il film, “Slavi, brava gente!”

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

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La battaglia di Genova non poteva passare inosservata, e per quanto negli ultimi mesi Zanna Bianca Maroni abbia difeso a spada tratta le sue trovate geniali (come la Tessera inutile che vi hanno imposto per abbonarvi); tutto il castello è crollato di fronte a qualche centinaio di nazionalisti serbi, a qualche torcia ed a qualche petardo… Mica una guerra civile! Maroni ha parlato di “Nuovo Heysel evitato” e la cosa francamente fa ridere: cosa ne sa lui dell’Heysel, che non sia ciò che ha letto sui giornali? Si è documentato? E’ a conoscenza per esempio del fatto che per quella tragica finale anche l’Uefa venne condannata dal tribunale internazionale per “manifeste lacune organizzative”? Piuttosto sarebbe utile che per una volta il Ministro Zanna Bianca abbandonasse la sua propaganda e facesse una severa autocritica… In attesa di una sua “maturazione” (i fatti dimostrano che lui oggi non ha la maturità e la capacità di dialogo necessaria per svolgere un ruolo importante come il Ministro degli Interni) si ciuccia le mie di critiche, e ci mancherebbe altro!

Il castello di sabbia. l’UEFA ha stigmatizzato duramente anche l’organizzazione italiana. Non sarebbero state prese adeguate contromisure per contenere i serbi… Possiamo dargli torto? Il giorno dopo da Genova arrivano i racconti di tifosi di casa a cui è stato vietato di entrare allo stadio con felpe del Genoa o della Samp (nello stadio di casa loro! Ci rendiamo conto del delirio che ha colpito le forze dell’ordine in questo paese?), mentre tutti hanno visto come i serbi siano riusciti ad entrare con qualsiasi cosa… L’impressione netta è che i serbi siano stati sottovalutati, ed in questo senso le “arrampicate sugli specchi” di Masucci e di Maroni non funzionano. Non è retorica, si tratta di logica: i serbi sono partiti in pullman da Belgrado, hanno attraversato ben due frontiere (Serbia-Croazia e Croazia-Slovenia) di paesi non certo amici (e che quindi di certo non vanno a coprire dei criminali di guerra, ammesso che ce ne fossero!) e giunti in Italia si sono fatti 700 km di autostrada fra Trieste e Genova, dove hanno avuto anche modo di fare shopping (nei pullman sono stati trovati taglierini ed altri “oggettini” acquistati in Italia con regolari scontrini). Nessuno se n’è accorto? Ammesso anche che durante il viaggio abbiano tenuto un profilo sufficientemente basso (anche se il buon Ivan non mi sembra proprio il tipo di persona che passa inosservato, ed altri con lui ovviamente!), al casello autostradale di Genova dovrebbero essere stati presi in consegna dalle forze dell’ordine italiane. Dico “dovrebbero” perchè a Marassi ci sono stato, e mi ricordo bene il casello di Genova Est blindato dalla polizia che ci controllò i pullman prima di scortarci al Luigi Ferraris. Come abbiamo visto i serbi sono arrivati in città, hanno dato vita a due cortei distinti per raggiungere lo stadio durante i quali si sono sfogati lanciando oggetti sui passanti e spaccando macchine, quindi sono entrati con tutto ciò che volevano dentro lo stadio… Come fanno i vertici italioti a dire che “non sapevano”, che “si sono trovati impreparati”, che “non c’è stata collaborazione da parte del governo serbo”? Deve essere il governo serbo a controllare la frontiera con la Croazia? Deve essere il governo serbo a prendere i tifosi al casello di Genova Est e scortarli a Marassi?

La gestione dell’ordine pubblico nel “bel” paese è stata spesso criticata dai governi stranieri, e lo stesso Platini ha detto chiaro e tondo di non amare le schedature modello Tessera del Tifoso e biglietto nominale: “In Italia si debbono punire i violenti, non chiudere gli stadi!” è il succo dei vari messaggi lanciati… Ma in un paese dove si vietano le trasferte o si giocano a porte chiuse per “problemi di ordine pubblico” partite come Aprilia-Monterotondo per poi dormire sogni d’oro di fronte alla calata di 2.000 serbi con la scusa che non avevamo informazioni che qualificassero i tifosi serbi così ad alto rischio, cosa si può pretendere? A questo punto ho ottimi motivi per pensare che un gruppo di Talebani che volessero fare un attentato in Italia troverebbero via libera, e probabilmente anche chi gli vende l’esplosivo!

Stato confusionale. “No Bobo, tu mi fai solo un pò di pena…”, avrebbe detto la signora Fantozzi. Effettivamente Maroni un pò di pena la fa, il suo sistema è sconfitto, fallito, e lui si ostina a non ammetterlo. Anzi, sulla Gazzetta dello Sport rilancia: “Se fosse stato vigente il sistema italiano, daspo più tessera del tifoso, non ci sarebbero stati i fatti di Genova. Scriverò una lettera a Platini, in cui chiederò all’Uefa di adottare il sistema italiano”. Platini probabilmente vorrebbe conoscere il suo spacciatore… Ma la vera perla arriva poche righe dopo: “I serbi avrebbero potuto fare una cosa semplicissima con gli ultrà: vietare loro di uscire dalla Serbia”. Continua a non capire che in Europa non si può vietare alla gente di muoversi dal proprio paese in mancanza di provvedimenti di polizia o di un giudice che ne giustifichino l’impedimento, ed anche in Italia sarebbe anticostituzionale! I controlli casomai avrebbe dovuto farli la polizia italiana alla frontiera, troppo comodo lo scarica barile coi serbi! Per fortuna anche il mondo della politica pian piano sta aprendo gli occhi sull’inutilità e l’improduttività di questa battaglia per “riportare la legalità negli stadi” che finisce col colpire solo il tifo organizzato e non certo il tifo violento: sono in molti i suoi colleghi a chiederne le dimissioni; anche se potremmo discutere dell’opportunismo di molti (escludo Paolo Cento, che su certe battaglie “anti-repressione” gli va dato atto che è sempre stato in prima fila!)… Chiedere all’Uefa di adottare la tessera del tifoso è di una comicità unica, visto che è dimostrato che non serve semplicemente a nulla se non a peggiorare la situazione; ma questo probabilmente l’avrebbe capito pure la sua controfigura che lo imita a “Striscia la Notizia”!

Italioti. Ovviamente, se anche voi giudicate questo Ministro un pagliaccio, fareste bene a prendere atto prima di tutto che è un degno rappresentante di questo paese… L’itaGlia è il paese in cui tutti parlano ma pochissimi hanno reale coscienza dell’argomento di cui parlano. Ma finchè si parla di gente che in uno stadio non ci ha mai messo piede gli si può fare benissimo una risatina di compatimento e tirare oltre (il loro parere non ha mai contato e mai conterà, è che sono convinti che qualche politico li ascolti…). Diventa grave invece se a fare certi discorsi sono giornalisti o persone che cmq il calcio lo vivono e che dovrebbero capirne un pò di più della media. Per esempio, Vialli che a Sky si dice “favorevolissimo alla Tessera del Tifoso di fronte a scene come queste…”: ma che cazzo centra? Così i serbi se li trovavano mischiati al pubblico della tribuna… ari-complimenti! E vogliamo parlare del “passaporto del tifoso” proposto da Italo Cucci in diretta a “Porta a porta”, condotta dall’integerrimo Bruno “chistriscianoninciampa” Vespa? Un’altra “genialata” di qualche “mente pensante” di casa nostra, che fa la coppia con “la tessera del tifoso europeo” che Maroni vuole proporre a Platini… Poi si stupiscono se all’estero ci ridono dietro!

La verità è che in Italia gli ultras esistono da 40 anni, ma mai nessuno si è preoccupato di conoscerli realmente. Anzi, c’è una chiusura mentale totale sull’argomento: praticamente il movimento ultras italiano è il più grande ed il più longevo movimento giovanile di sempre (numeri alla mano) ma è pressochè sconosciuto a chi sta “al di fuori” delle curve. Per l’italiota medio gli ultras sono quelli che lanciano il motorino da San Siro, chiuso. Nessuno ha mai tentato di analizzare e capire (che non vuol dire “giustificare”) le cause della violenza negli stadi, e di studiare opportuni provvedimenti che non fossero solo “manganello e manette”… la famosa “intelligence”… dove cazzo è questa intelligence se nel 2010 duemila serbi arrivano a Genova praticamente indisturbati? Lo stesso Maroni non ha mai voluto per esempio discutere con gli ultras sull’argomento della tessera del tifoso, in quanto “Lui con i violenti non ci discute”: complimenti! La sua ottusità gli sta scavando la fossa…

Igor Bogdanov. Alla fine, l’unico vero vincitore della serata è stato lui, che ha ottenuto ciò che voleva: un ruolo da protagonista! Non so quanti hanno il realismo necessario per rendersene conto, ma questo è riuscito a sospendere una partita praticamente solo arrampicandosi sulla vetrata a lanciare cori e tagliando la rete di recinzione che gli rendeva complicato l’equilibrio, direi che la dice lunga sulla “capacità” del servizio d’ordine italiota! Oggi nel mondo è famoso, se volesse potrebbe utilizzare la sua immagine in passamontagna con t-shirt “cetnica” per farsi un bel pacco di soldi: su facebook la sua “pagina” creata da qualche ammiratore subito dopo la partita ha qualcosa come 8.500 fan, e se tutto va bene gli scapperà anche qualche sana scopata… So che il mondo è ingiusto, ma questo sistema lo create e lo creiamo tutti noi! Io, fedele alla mia “anti-ipocrisia” gli rendo omaggio: in questa foto sta dicendo a Stankovic “non preoccuparti che vinciamo 5-0”!

 

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