PDT: PLAYOUT, ATTO PRIMO

PDT: PLAYOUT, ATTO PRIMO

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

“Voglio dire grazie a tutti i padovani che ci hanno sostenuto oggi in maniera esemplare, e a loro lancio un appello: Sosteneteci in massa anche a Trieste!”. Queste parole di Marcello Cestaro andrebbero incorniciate, perché il pubblico di Padova ancora una volta ha dimostrato di meritare pienamente la categoria. Non ho intenzione a star qui a parlare del tifo, rischierei di essere ripetitivo o di dare l’impressione di osannare troppo la mia parte. Ci tengo solo a sottolineare un dato di fatto: Padova non è una piazza da serie C, assolutamente! E tutti lo debbono capire, in primis le istituzioni, i mass-media e le personalità cittadine. Chiediamo e pretendiamo il rispetto che si deve a una tifoseria che, in un’epoca in cui l’aggregazione giovanile fa paura e viene repressa a tutti i livelli (forse perché la gente quando è unita fa paura, discorso lungo…), è più che mai ed a pieno titolo l’anima di questa città. I primi a capirlo dovrebbero essere i vertici societari. Belle le parole di Cestaro, ma ciò non basta. Vengono fatti molti errori, sicuramente in buona fede, ma forse sarebbe l’ora di capirli e correggerli. Parlo per esempio del fatto che per i playout non è stata studiata nessun tipo di prelazione per i 4.000 abbonati biancoscudati, ovvero la gente che viene tutto l’anno e non solo nelle grandi occasioni. Certo, i tempi erano stretti, ma qualcosa si poteva pur studiare, per esempio “congelando” i posti riservati agli abbonati. E garantendo ai circa 1200 abbonati che ci sono in Fattori il proprio biglietto. Perché sinceramente, sapere di ragazzi (poco furbi se si vuole, ma questo è un altro discorso) che per tutto l’anno hanno incitato il Padova in Fattori e che per la partita della vita si sono visti costretti ad emigrare in Est per non aver trovato il biglietto dispiace. Per il resto vedremo se le belle parole del Cavaliere avranno un seguito, per esempio capendo e “boicottando” il progetto della tessera del tifoso, che farebbe crollare il numero di abbonati e rischierebbe di svuotare lo stadio. Vi ricordo, mettendo le mani avanti, che nessuna legge obbliga le società a sottoscriverla, e che quelle che la rendono “obbligatoria” per l’abbonamento, lo fanno dietro ricatto delle rispettive questure. Ci sarà modo di parlarne quest’estate…

Il servizio d’ordine era decisamente meno pressante che col Brescia. Ma alcune cose mi lasciano perplesso. Per esempio quell’inutile camionetta di carabinieri posizionata all’ingresso del parcheggio Sud. Ma non avevano installato nuove telecamere nel parcheggio che avrebbero prevenuto gli atti di violenza ed allo stesso tempo ridotto il numero di forze dell’ordine da impiegare? Sempre più perplesso su queste presunte “norme antiviolenza”… Fa proprio ridere invece il divieto di acquisto per i biglietti ai non residenti in Veneto: lo sappiamo che il Padova vanta tifosi anche da fuori regione ed all’estero? E se uno di questi avesse voluto venire a vedersi la partita con la Triestina? Sarebbe stato discriminato, ecco tutto! Discriminazioni che non piacciono per niente per esempio all’Uefa (Euro 2016… oh noooo!) e che in Italia vengono spesso utilizzate a senso unico ed in maniera del tutto strumentale (per esempio, per qualche mistero il coro “Balottelli figlio di p……!” che sicuramente non è un coro da educande, viene trasformato in “coro razzista” da gente che probabilmente non sa nemmeno cos’è il razzismo, con conseguente squalifica del campo… viva l’ItaGlia!).

Chiusa questa piccola parentesi, ci tengo a fare tre considerazioni: 1) LA COREOGRAFIA: al contrario di ciò che si può pensare, non era minimamente autorizzata, ma è passata ugualmente. Forse ci si sta finalmente rendendo conto che i cartoncini, le bandierine e tutto ciò che fa tifo non fa male proprio a nessuno e che gli stadi vuoti e grigi non sono un bello spettacolo… 2) CHIARIMENTO A PROPOSITO DELL’ARTICOLO DI STEFANO VIAFORA: Nell’articolo “Il bianco di Cestaro diventa un tormentone” (CLICCA QUI PER LEGGERE), Stefano Viafora scrive che la sceneggiata di Cestaro l’ha reso un idolo dei tifosi, che nei vari forum e siti dedicati al Padova l’hanno difeso da un presunto “attacco” di un giornalista, tanto da essere trasformato in “eroe nazionale svedese” su un video di Youtube. Non me ne voglia Stefano, nulla contro di lui, ma ha proprio preso una cantonata: il video diffuso su Youtube è chiaramente ironico, e nessun tifoso in realtà lo ha “difeso” da qualche attacco, perpetraro poi da chi? Borile non me lo vedo proprio nei panni di un pericoloso Rotweiller… Il coro fatto a tema viene fatto per un motivo: perché a noi tifosi l’uscita di Cestaro ci ha fatto crepare dal ridere! Tutti noi ci immaginiamo la scena, le bestemmie, ed il presidente ancora velenoso che chiede un bianco: fa molto osteria veneta… e da bravi Veneti, il torpiloquio e la bestemmia ci fanno divertire! Qualche benpensante probabilmente inorridirà di fronte alla mia ultima frase, ma come ha detto giustamente Stefano nel suo stesso articolo la bestemmia è un’ “abitudine dialettale in verità piuttosto diffusa nella nostra regione per colorire certe espressioni”. Ed allora crepi l’ipocrisia e dateci un bianco ciascuno! 3) PER CHI ABBANDONA LO STADIO A DIECI MINUTI DALLA FINE: è una cosa che mi ha sempre dato molto fastidio, e che credo infastidisca tutti i veri tifosi biancoscudati. Posso capire benissimo lo schifo e la voglia di andarsene di fronte alle prestazioni indecorose e vergognose che spesso abbiamo visto, ma non in una partita bloccata sullo 0-0 in cui c’è in ballo il campionato! Un vero padovano, rimane a soffrire fino alla fine. E non ditemi che si voleva evitare il traffico…

In conclusione: ORA INVADIAMO TRIESTE! Nessuno si dia per vinto, nessuno abbandoni. Non abbiamo scelto noi il nostro destino ma quando si è in ballo bisogna ballare, e noi balleremo fino alla fine. Invito tutta la città a muoversi. Auto, pullman, treno, qualsiasi mezzo a disposizione. Ricordatevi l’epilogo dello scorso anno a Busto, quando anche in quell’occasione al Padova serviva per forza una vittoria e la ottenne. Oggi, col nostro amore per Padova e per i nostri colori, possiamo ottenere un altro miracolo. TUTTI AL ROCCO PER GIOCARE IN CASA! Avanti scudati…

Dite la vostra a: lapadovabene@hotmail.it

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