PDT: TESSERA DEL TIFOSO? NO GRAZIE, SONO GIA’ FIDELIZZATO!

PDT: TESSERA DEL TIFOSO? NO GRAZIE, SONO GIA’ FIDELIZZATO!

Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. “Parola di tifoso” (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.

L’entrata in vigore della Tessera del Tifoso a partire dalla prossima stagione è un argomento di scottante attualità, che la rubrica “Parola di Tifoso” vuole analizzare approfonditamente nel corso delle prossime settimane.

Sabato 1 maggio a Venezia si è tenuto un convegno alla presenza di varie tifoserie italiane (da Nord a Sud, dalla A ai dilettanti) sulla Tessera del Tifoso; che il Ministro Maroni vorrebbe rendere obbligatoria a partire dalla stagione 2010/11.

A differenza di altre realtà, in cui il progetto della Tessera è già in fase avanzata, qui a Padova ancora non se ne parla, e la cosa mi preoccupa. Mi preoccupa considerando le menti che comandano nella nostra città (dal Comune alla Questura, senza dimenticare la Società Calcio Padova), che non hanno la benchè minima cognizione di cosa significa in realtà “tifo organizzato” ed il cui unico scopo è di farsi belli finendo sui giornali come “esempio da seguire”. Tutti noi abbiamo ascoltato le iniziative da far-west del sindaco a proposito di prostituzione e spaccio di droga (problematiche che non sono certo sparite ne si sono attenuate dopo le cervellotiche pensate del primo cittadino, anzi! Però sono servite per costruire un’immagine di “sceriffo” e far parlare di se sui giornali e sulle reti nazionali…), e chiunque frequenti lo stadio conosce bene il modus operandi della questura di Padova. Pertanto, lasciatemi dire che questo silenzio mi preoccupa non poco, e che credo sia il momento giusto per affrontare anche in queste pagine l’arrivo di un grosso problema, che rischia di svuotare ulteriormente gli stadi e di far sparire il tifo tradizionale, che tutti noi (tifosi ed addetti ai lavori) amiamo e che ci fa sentire orgogliosi…

Innanzitutto un passo indietro: negli ultimi vent’anni l’emergenza-stadio in Italia ha avuto priorità assoluta rispetto a qualsiasi altra problematica di ordine pubblico. Dal 1989 ad oggi sono state varate ben 5 (cinque!!!) leggi speciali sullo stadio, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Siamo passati dalle prime diffide di un anno dei primi anni ’90 (provvedimento di per se inconstituzionale, perché di fatto limita la libertà di un individuo senza che questo abbia subito un regolare processo, visto che il provvedimento viene emanato da un questore dopo la lettura di un rapporto di polizia, non certo da un giudice che emette una sentenza!) alla realtà di oggi fatta di tornelli, biglietti nominativi e trasferte vietate. Gli stadi si sono pian piano svuotati perché la gente non va a chiudersi in una caserma per vedere una partita (in questo hanno trasformato gli stadi!) e di contro i gruppo ultras hanno resistito contro tutto e tutti per non darla vinta a chi con queste leggi avrebbe voluto la loro scomparsa. Insomma, un fallimento totale, lo capirebbe anche un ritardato! Forse chi non lo capisce è chi va in TV a raccontare di gente normale che al mercato (invece che essere preoccupata per un salario con sempre meno potere d’acquisto e per il lavoro che non c’è) dice di essere stanca degli ultras, ma queste d’altra parte sono sparate da campagna elettorale… Al contrario, lo stesso segretario del SIULP (uno dei principali sindacati di polizia), il Dottor Marinelli, ha recentemente dovuto ammettere il fallimento della politica repressiva dello stato: “abbiamo ottenuto il solo effetto di sbaragliare chi agiva alla luce del sole. Magari non erano stinchi di santo, si parla di gruppi di tifosi non di comitive di boy scout, ma almeno erano interlocutori e controparti riconoscibili”.

Appurato questo, vediamo ora di capire a grandi linee cosa è questa Tessera del Tifoso (in futuro, approfondirò sempre su questa rubrica ogni singolo dettaglio). A prima vista si presenta come una sorta di bancomat, sulla cui superficie sono riportati i dati personali e la foto tessera del titolare della carta. Funziona come una normale carta ricaricabile che sostituisce i biglietti d’ingresso allo stadio e che viene rilasciata tramite nulla osta della questura. E’ dotata inoltre di Tecnologia RFID (Altro aspetto che analizzeremo adeguatamente in seguito), dei chip che grazie alla piattaforma telematica della Telecom saranno in grado di TRACCIARE i suoi possessori ovunque. Questo accadrà se il sistema RFID sarà di tipo “attivo” e non “passivo”, cosa non spiegata dal Ministero dell’Interno. In poche parole i possessori della Tessera potranno essere identificati anche al bagno!

Ma chi può e chi non può beneficiare della Tessera? Secondo l’articolo 9 del Decreto Amato (Varato nel 2007 dopo la morte di Raciti) l’acquisto di titoli per assistere a eventi sportivi organizzati dalle Società sportive aderenti (c.d. Società Partner) è riservata a persone fisiche che non siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n, 401, o di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive”. Messa così la legge significa solo una cosa: non può accedere alla Tessera chi sia stato anche solo denunciato per reati da stadio in passato pur avendo scontato la sua pena. Faccio un esempio ancora più semplice: se nel 1991 mi sono trovato coinvolto in una rissa da stadio e sono stato denunciato, poi in fase processuale sono stato assolto, e nel corso degli anni ho cambiato vita, ho messo la testa a posto e mi sono fatto una famiglia; ebbene, io oggi (anno 2010) non posso accedere alla Tessera del Tifoso in quanto la questura non mi concederà il nulla osta perché sul loro terminale io risulto segnalato per quella rissa del 1991!

Nelle intenzioni del Ministro Maroni la Tessera doveva essere obbligatoria già nel gennaio di quest’anno per chiunque avesse voluto seguire la sua squadra in trasferta nel settore ospiti. Il mondo ultras si è mosso in questo senso: nell’ottobre 2009 quasi diecimila tifosi di tutta Italia hanno sfilato a Roma contro la Tessera ed il 24 dello stesso mese l’Avvocato Lorenzo Contucci presenta due disegni di legge firmati da una coalizione trasversale di parlamentari che mirano ad eliminare la retroattività dell’articolo 9 del Decreto Amato. Il 14 novembre gli avvocati Luca Maggi, Giovanni Adami e Lorenzo Contucci presentano contro la tessera due ricorsi al TAR del Lazio. Nascono forti dubbi di costituzionalità e di legittimità del provvedimento. Tutto questo blocca i progetti di Maroni e l’entrata in vigore della tessera viene fatta slittare all’inizio della prossima stagione calcistica. Nel frattempo le istituzioni formano un tavolo di lavoro per risolvere la questione. Nel corso dei mesi vengono chiariti alcuni punti oscuri di questo “strano” progetto: si specifica che la tessera non può essere rilasciata solo a chi ha un Daspo in corso ed a chi è stato condannato per reati da stadio anche con sentenza non definitiva negli ultimi cinque anni, si specifica che al momento del decadimento del Daspo per scadenza di termini o perché annullato da un tribunale di stato il soggetto può ricevere la tessera, e che i tifosi che non hanno la tessera possono recarsi ugualmente in trasferta a seguire la propria squadra del cuore, acquistando un biglietto di un qualsiasi settore di casa, tutto ovviamente a discrezione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. Così è almeno a parole: in realtà le insidie si nascondono dietro l’angolo, visto che il famigerato articolo 9 non è ancora stato modificato e che la leggenda che “quando entrerà in vigore la tessera non ci saranno più trasferte vietate” rimane appunto una leggenda, visto che come si può leggere nei vari moduli di sottoscrizione della medesima “Le decisioni sono rimesse comunque alle direttive emanate dal Casms e dall’Osservatorio”.

Dubbi che rimangono tali vedendo le procedure attuate dalle (poche) società che hanno già varato il programma della Tessera del Tifoso: per esempio non potranno sottoscrivere le tessere del tifoso di Roma, Sampdoria e Modena coloro i quali siano stati denunciati o condannati con sentenza definitiva, ovvero che si siano resi responsabili di violazioni del regolamento d’uso dell’impianto (condizione questa che prevede un’ampia gamma di reati amministrativi che vanno dallo sporcare la struttura a guardare la partita in piedi ad occupare un posto diverso da quello assegnato). La stessa violazione del regolamento d’uso dell’impianto vale la non emissione per la tessera del tifoso del Siena, mentre per quella del Varese non potranno accedervi coloro che sono stati destinatari di un Daspo in passato o che siano stati condannati per reati da stadio. Insomma, c’è molta confusione anche fra le società, che non sanno bene come applicare la normativa, ed il fatto stesso che alcune di queste società (Roma e Samp su tutte) abbiano inserito la sottoscrizione della loro tessera come obbligatoria poi per sottoscrivere l’abbonamento, fa ben capire quanto in realtà siano state ricattate (proprio così) dalle rispettive questure.

Tutti argomenti che avremo modo di approfondire nel corso delle settimane. Oggi ci si sta muovendo particolarmente su due fronti: l’approvazione del disegno di legge presentato alla camera il 24 ottobre 2009 (quello che dovrebbe eliminare la retroattività della tessera) e la sensibilizzazione dell’Uefa sul tema. Perché proprio l’Uefa? Perché recentemente i vertici del calcio europeo sono stati chiari: se l’Italia vuole ospitare gli Europei del 2016 deve eliminare dai propri stadi barriere divisorie e biglietti nominativi. Figuratevi se può accettare un’abberrazione come la Tessera del Tifoso imposta dal Viminale. E non c’è niente di strano in tutto ciò: siamo l’unico paese in Europa a conoscere certe restrizioni e ad avere certi provvedimenti di legge! A tal proposito, chi volesse segnalare il proprio malcontento all’Uefa può farlo semplicemente registrandosi al sito ufficiale ed inviando una mail con questo testo (CLICCA). Per chi avesse problemi con l’inglese, la traduzione italiana dice testualmente: “Crediamo che l’Italia non abbia il diritto di organizzare gli Europei del 2016. Il nostro governo – attraverso il Ministro dell’Interno – mantiene l’ordine pubblico operando discriminazioni territoriali e chiudendo i settori ospiti. Molte partite importanti vengono vietate ai tifosi che non vivono nella città dove il match è giocato. Stanno facendo tutto questo solo per sostenere il progetto “tessera del tifoso”,che non è dedicato ai tifosi, come dicono, ma è solo finalizzato ad ottenere più soldi da loro. Gli stadi italiani sono sempre più vuoti in paragone agli anni passati e nelle serie inferiori il calcio sta morendo. Chiudere i settori ospiti e inserire discriminazioni territoriali per comprare i biglietti, dimostra semplicemente una cosa: l’Italia non può organizzare gli Europei del 2016”

Ora qualcuno dirà “Tanto non cambia niente e fanno quello che vogliono”, ed invece non è vero: molto è stato fatto e molto ancora si farà, e se a tuttoggi comunque è stato ottenuto di far passare una linea più morbida rispetto a quella di partenza lo si deve soprattutto alla grande mobilitazione che c’è stata. Qualcun altro invece potrebbe pensare che alla fine chi non vuol fare la tessera è perché ha qualcosa da nascondere, dovrebbe però riuscire a darmi una spiegazione chiara e razionale su come la tessera dovrebbe secondo lui fermare la violenza negli stadi, e dubito che sarà in grado di farlo… Ad ogni modo, ciascuno di noi agirà come meglio crede. Io mi limito a dire come agirò io: dovesse passare la “linea” attuale del governo, non sotto scriverò la tessera (qualora il Padova dovesse mai lanciarne una propria versione) e se per far questo sarà necessario rinunciare all’abbonamento, ci rinuncerò. E’ una questione di principio: non accetto di chiedere il nulla osta alla questura per quello che è un mio diritto di cittadino (assistere a una partita di calcio) e men che meno di infilarmi in tasca un microchip come nei film di spionaggio. Non mi vengano a dire che serve per “fidelizzare” i tifosi, in quanto io sono fidelizzato al Padova dalla nascita e non mi serve una tessera per dimostrarlo; e non mi raccontino che serve per debellare la violenza. Al prossimo derby di Roma, o al prossimo Milan-Genoa, i tifosi continueranno a menarsi per le strade, non sarà certo una tessera a fermarli… Per le partite in casa mi basterà comprare il biglietto al botteghino o in prevendita durante la settimana (dubito fortemente che la Fattori verrà esaurita in abbonamenti, a maggior ragione se dovessimo finire in C); per le trasferte, nel caso mi venisse precluso l’acquisto di un biglietto per il settore ospiti, mi adeguerò comprando un biglietto di Tribuna o dei Distinti ed assistendo alla partita in mezzo ai tifosi di casa. Mi auguro ovviamente di non essere l’unico ad accettare questo stato di cose, ed allora butto li una provocazione: e se un domani ci si trovasse tutti insieme a cantare per il Padova con le nostre pezze e le nostre bandiere nella Tribuna di qualsiasi stadio in mezzo ai tifosi di casa? Ipotesi fantasiosa forse, però io dico che alla fine il “settore ospiti” possiamo benissimo costruirlo noi, delimitandolo con la nostra presenza… Vi invito tutti a pensarci: in gioco non c’è solo il futuro del nostro tifo, del modo di tifare che tutti noi conosciamo (e che rischierebbe di scomparire se si lasciasse fare a “lor signori”); ma anche la nostra libertà individuale!

A presto con nuovi aggiornamenti.

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