Abodi risponde a De Stefani: “Un meeting non può condizionare le infrastrutture”

Abodi risponde a De Stefani: “Un meeting non può condizionare le infrastrutture”

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Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, ha risposto tramite le pagine de Il Mattino alle dichiarazioni di De Stefani, presidente di Assindustria Sport, che si era detto perplesso sul progetto B Futura e sugli stadi dedicati esclusivamente al calcio.

Il calcio che vogliamo rappresentare, al di là degli slogan, guarda al tifoso come un patrimonio da rispettare e tutelare. È questo uno dei principi ispiratori del progetto infrastrutturale “B Futura” nell’ambito del quale la Lega serie B intende richiedere ai club, per l’iscrizione al campionato, a partire dal 2020 stadi di calcio e per il calcio, con tribune coperte. L’ammodernamento dei nostri stadi rappresenta una delle priorità di fronte alla quale non basta avanzare i soliti dubbi. A meno che si voglia dire agli appassionati di rassegnarsi al declino, a stadi scomodi e a guardare il calcio – magari internazionale – in tv. Io non mi rassegno e non accetto di assistere passivamente, avendo la responsabilità di dare un senso al mio mandato e al ruolo che la Lega deve svolgere nella tutela dell’interesse generale. Alle amministrazioni comunali chiediamo – con grande rispetto del ruolo, dei vincoli e delle rispettive priorità sociali – di favorire un iter amministrativo certo, equo, incentivante e sostenibile. Alle nostre società chiediamo di valorizzare la prospettiva di migliorare o costruire la propria “casa”, da condividere con chi la frequenta già, salvo qualche positiva eccezione, in modo oggettivamente scomodo, aprendola ai tanti che potrebbero tornare o entrare per la prima volta allo stadio sulla base di una proposta adeguata. Le risorse finanziarie, di natura privata, rappresentano più un alibi che un problema, se è vero che il budget di una società tipica della nostra categoria ha ampia capienza per sostenere il peso di un mutuo, sul presupposto di rappresentare la fonte di ricavi incrementali e di andare incontro alle esigenze dei tifosi. A questo proposito prendo come spunto quanto mi disse qualche mese fa l’a.d. del Padova Andrea Valentini, ovvero meglio prendere un giocatore in meno e pagare un mutuo per costruire un impianto. La chiusura la dedico alla cultura sportiva richiamata dal signor de’ Stefani di Assindustria Sport, che ritiene che la nostra proposta vada contro il buon senso, che sia un’idea balzana lanciata per far rumore (!?!) e che ha poche possibilità di essere accolta. I margini di miglioramento culturali del nostro Paese sono enormi e io ne sono una testimonianza vivente, quindi anche la cultura sportiva può e deve crescere. Faccio però fatica a comprendere la ragione per la quale uno storico e prestigioso meeting di atletica leggera – disciplina nobile e certamente non “minore” – debba dettare le condizioni infrastrutturali a migliaia di appassionati che credo vogliano semplicemente parità di trattamento con i “colleghi” tedeschi, spagnoli o inglesi. Si può fare! Andrea Abodi presidente Lega di serie B

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