Calcioscommesse: Catania, Teramo e Savona, ecco la dura sentenza

Calcioscommesse: Catania, Teramo e Savona, ecco la dura sentenza

Catania in Lega Pro a -12, Teramo e Savona in D

Qualche piccola limatura qua e là, ma la sostanza è la stessa. Come annunciato alla vigilia, l’impianto accusatorio di Stefano Palazzi ha retto alla prova del Tribunale federale. I due collegi giudicanti, entrambi presieduti da Sergio Artico, hanno sostanzialmente accolto le richieste della Procura federale, almeno per quanto riguarda i due processi principali, cercando solo di ridurre la distanza messa in campo dall’accusa tra la scelta di “premiare” le rivelazioni di Pulvirenti e quella di “stangare” le responsabilità di Campitelli e Dellepiane, che invece hanno negato tutto. La distanza è rimasta, ma è meno abissale: per le sei partite comprate, decisive a mantenere la Serie B, il Catania viene retrocesso in Lega Pro e condannato a cominciare il prossimo campionato da -12. Al club etneo è comminata anche una multa di 150mila euro, cui vanno aggiunti i 300mila per Pulvirenti, che grazie alle sue ammissioni (su cinque delle sei sfide incriminate) scampa alla radiazione, “ottenendo” cinque anni di squalifica. Condannato, ma a quattro anni, anche l’ex a.d. etneo Cosentino, con ammenda di 50mila euro. Leggermente rimodulate le richieste di Palazzi, più che raddoppiata la penalizzazione (aveva proposto -5) e aggiunta la sanzione record. In sostanza, questa sentenza introduce il pentitismo nella giustizia sportiva italiana: chi collabora ha uno sconto di pena, una filosofia che potrebbe fare strada anche nelle altre discipline (e nei casi di doping, magari). Per Teramo e Savona, invece, non c’è stato scampo: dopo lunghi confronti, Artico ha convinto i quattro membri del collegio giudicante (in modo particolare il relatore non credeva al consapevole coinvolgimento dei presidenti) della validità dell’impianto accusatorio di Palazzi, incentrato sulle responsabilità dirette dei due club (sulla combine della sfida nessuno aveva dubbi). Perciò, Teramo e Savona vengono condannati alla Serie D, con un’ammenda di 30mila euro, ma senza penalizzazioni (Palazzi aveva chiesto -20 e -10). Per i due presidenti, Campitelli e Dellepiane, accolte in pieno le richieste del procuratore: cinque anni di squalifica più preclusione. Per i tifosi abruzzesi una beffa inimmaginabile: pochi mesi fa avevano realizzato il sogno di sbarcare per la prima volta in Serie B e ora, solo dopo averla accarezzata, ripiombano mestamente tra i Dilettanti.

Per tutti tra una decina di giorni i processi di secondo grado presso la Corte d’appello federale. Entro lunedì le difese dovranno presentare gli eventuali ricorsi. Scontato che lo facciano i legali di Teramo e Savona, probabile che lo farà anche il Catania, nonostante lo sconto.

 

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