Cestaro, una cena a Vicenza per raccogliere “sponsor”

Cestaro, una cena a Vicenza per raccogliere “sponsor”

Tutti a cena, al ristorante “Storione” di Vicenza (specialità pesce), ospiti di Marcello Cestaro. È lunedì 7 luglio e intorno allo stesso tavolo si trovano una ventina di persone. Per parlare di calcio, e in particolare del Padova. Oltre al cavaliere, ci sono Walter Pulcini, direttore finanziario di Unicomm, gli avvocati e i consulenti del Gruppo di Dueville, ma ci sono pure i due legali bresciani del presidente Diego Penocchio (assente) e c’è Alessandro Giacomini, amministratore delegato di Gsport, la concessionaria di pubblicità della società biancoscudata e “socio occulto”, secondo la Guardia di Finanza, dell’attuale numero uno di viale Rocco. Tra gli altri commensali non mancano, però, nomi conosciuti dell’imprenditoria padovana: Fabio Franceschi, presidente di Grafica Veneta di Trebaseleghe (editoria), accompagnato dall’avvocato di fiducia; Paolo Brustio, direttore generale della Elbi di Limena (termoidraulica); Claudio Pancolini, presidente di Cib Unigas di Campodarsego (bruciatori); Francesco Peghin, presidente della Blowtherm di Camposampiero (cabine forno di verniciatura per auto) ma anche ex vice-presidente ed ex consigliere del Padova; Sandro Vecchiato, amministratore delegato di Interbrau di Ronchi di Villafranca (birra), e co-sponsor del Biancoscudo sino al 30 giugno scorso; Andrea e Mario Casella, titolari di Quadro Advertising di Padova (pubblicità). Di cosa si parla, fra un piatto e l’altro, se non della situazione di passività del club? Così i consulenti dell’ex patron, insieme ai legali di Penocchio, fanno il punto: servono 5 milioni di euro, di cui 3 subito, per consentire di iscrivere la squadra in Lega Pro. Cestaro ha voluto intorno a sè questi personaggi perché è convinto di poter ricevere da loro l’aiuto che gli serve per garantire la salvezza del club. Sullo sfondo aleggia lo spettro del fallimento e nella discussione il tema viene toccato più volte. Ma il cavaliere non ne vuole sapere di percorrere una strada che avrebbe conseguenze deleterie per la sua immagine e per quella del colosso della grande distribuzione di cui è a capo. Il primo a salutare in anticipo è Franceschi, il giorno dopo deve volare a Mosca. Gli altri ascoltano, chiedono informazioni, vogliono capirci di più. Cosa ne scaturisca alla fine non si sa. Ma la sensazione è che anche su questo fronte Cestaro, Gsport e Penocchio non raccolgano grandi disponibilità. Ad azzerare il deficit ci devono pensare loro tre, poi si potrà ripartire, magari con qualcuno degli interlocutori invogliato ad investire nel calcio. Già, ma chi?

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