Che ne sarà del Plebiscito dopo i primi lavori della Giunta Bitonci? Ecco l’idea di Giordani

Che ne sarà del Plebiscito dopo i primi lavori della Giunta Bitonci? Ecco l’idea di Giordani

Il Padova Baseball nei campi del Valsugana Rugby e i campioni della palla ovale al Plebiscito. Dopo la sconfitta elettorale di Bitonci è tramontata l’ipotesi di veder giocare il Calcio Padova in via Geremia, ma c’è comunque
la necessità di dare un senso al restauro della struttura. Per questo ritorna in auge un’ipotesi di scambio che esisteva prima di Bitonci: trasformare il Plebiscito nella casa del Valsugana e adeguare tutta la struttura solo al rugby, compresi quindi l’attuale campo da baseball e quello da calcio alle spalle, che sarebbero adattati per ospitare gli allenamenti. E spendere così una parte dei 3 milioni previsti dal mutuo aperto con il Credito sportivo. In via Querini invece traslocherebbe il baseball, che ha sempre avuto problemi di gestione nell’attuale impianto, anche per via della presenza di auto e case, spesso danneggiate dai “fuori campo”. In realtà l’amministrazione comunale ha già alzato le protezioni, in modo da contenere il problema, e nei prossimi mesi sono previsti ulteriori rinforzi. Un piano suggestivo che però coglie di sorpresa entrambe le società: «È la prima volta che ne sento parlare – ha dichiarato Franco Beraldin, presidente del Valsugana Rugby – Ma è ovvio che se ci saranno dei progetti concreti saremo obbligati a fare una valutazione. Siccome a me non risulta nulla non me la sento di dare giudizi al buio». «Ho sentito qualche voce, ma non mi pare ci sia nulla di consistente – ha risposto invece il general manager del Padova Baseball, Marco Flores D’Arcais – Anche perché è vero che al Plebiscito stiamo avendo dei problemi, ma ci siamo affezionati e un’operazione del genere non la chiudi in un mese. In linea di principio non siamo contrari, ma andrebbero discussi moltissimi aspetti». Tra questi ci sono soprattutto quelli economici. La società rugbistica ha investito quasi 1 milione di euro dal 2004, è radicata ad Altichiero dal quasi quarant’anni, quando si chiamava ancora “Sacro Cuore Valsugana”, e ha una convenzione con il Comune in scadenza nel 2020. (Da Il Mattino)

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