Ecco le società  a rischio, Padova e Reggina sull’orlo del precipizio

Ecco le società  a rischio, Padova e Reggina sull’orlo del precipizio

Ecco, in questo articolo di Vittorio Galigani il quadro della situazione relativo alle società a rischio in serie B e Lega Pro:

Bologna, Reggina, Padova sono i casi più eclatanti. L’ intervento ed il sostegno finanziario di alcuni tifosi eccellenti (Gianni Morandi) ha momentaneamente salvato la Società felsinea.

La Reggina è oberata da una massa debitoria ragguardevole. Si parla di un monte passivo che supera i sei milioni di euro. Lillo Foti, inossidabile presidente, non demorde e le sta provando di tutte per farsi trovare in regola ai controlli di Covisoc e Lega. I suoi stanno diventato veri e propri “dribbling” da antologia per superare tutti gli ostacoli. Anche nel caso dei “granata” non si dispera sull’ aiuto concreto, sul filo di lana, di qualche imprenditore appassionato.

La situazione del Padova è tra le più difficili. Lo scorso 5 giugno la Guardia di Finanza del capoluogo veneto, per presunte irregolarità fiscali ed amministrative, ha posto sotto sequestro tutta la documentazione contabile della Società. Inclusi computer, chiavette per pc ed hard disk. Ad oggi, ultimo giorno utile,  non risulterebbero essere stati ancora pagati gli stipendi di marzo, aprile e relativi contributi. Il Padova ed il suo presidente, già deferiti, rischiano di nuovo. Sul connubio Penocchio (tutt’ ora proprietario del 5% delle quote del Parma calcio), Valentini si addensano situazioni minacciose. A meno di importanti interventi finanziari, dall’ esterno, (Cestaro incluso) il futuro della gloriosa casacca bianco scudata appare oltremodo nebuloso.

Diversa la situazione di Grosseto e Pro Patria. Piero Camilli è sempre stato un buon amministratore, nonchè buon conoscitore delle cose del calcio. Il fatto è che, attratto dalle vicende della Viterbese, sembra voglia abbandonare il club toscano. A dire il vero era già intenzionato a farlo dalla scorsa stagione. I biancorossi, ove non venisse scovato l’ amatore, rischiano di dover ripartire dai dilettanti. Sarebbe un peccato. Simile, in alcuni aspetti la posizione di Vavassori, attuale patron dei lombardi, mai, a dire il vero, in grande sintonia con la piazza di Busto Arsizio. Pur con i conti in regola (da azienda modello) la compagine bianco azzurra sembra una sedotta ed abbandonata. Molto vicino agli interessi della Reggiana come di altre Società, Vavassori sta trascurando, da tempo, le vicende dei bustocchi. I “tigrotti” hanno però un acquirente concretamente interessato e la trattativa, secondo i rumors del territorio, potrebbe andare a buon fine nel volgere di poche ore.

Indecifrabile, al momento, la situazione dell’Ischia. Un tira e molla sull’ adesso si ed adesso no, che non lascia sperare nulla di positivo in merito alla permanenza in categoria.

Piccole turbolenze, che auguriamo vengano risolte, si registrano anche tra qualche neo promossa. Il testo volutamente rigido di quella fidejussione da 600mila euro provoca tentennamenti in alcuni dirigenti che si presentano per la prima volta al tavolo dei professionisti. 

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