Foggia, la malavita ha imposto l’ingaggio di due giocatori

Foggia, la malavita ha imposto l’ingaggio di due giocatori

di Redazione PadovaSport.TV

C’è anche il Foggia come parte lesa nelle 286 pagine dell’inchiesta «Decima Azione» della Procura della Repubblica, che ieri ha portato all’arresto di 30 esponenti della criminalità locale. Sarebbero state esercitate pressioni sull’ex d.s. Giuseppe Di Bari, sull’ex allenatore Roberto De Zerbi (oggi al Sassuolo) e sul figlio del patron Antonio Sannella, per imporre l’ingaggio di un calciatore in Lega Pro e il precontratto da professionista per un giovane della Berretti. I fatti risalgono all’estate 2016 quando fu tesserato e poi girato in prestito al Melfi l’attaccante Luca Pompilio (già in rossonero nel 2012). Pressioni sarebbero state fatte anche per ottenere un contratto da professionista al giovane della Berretti, Antonio Bruno. Nelle intercettazioni tra affiliati sono emersi i nomi di Di Bari e De Zerbi. Nell’ordinanza sono evidenziate minacce dirette al figlio del patron da parte di uno degli arrestati per imporre i calciatori. L’ingaggio, nell’estate 2016, di Pompilio, per gli inquirenti sarebbe conseguenza di richieste estorsive.

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