Glerean fa le carte a Padova e Cittadella

Glerean fa le carte a Padova e Cittadella

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«Cosa faccio adesso? Curo la mia casetta nel bosco». Sembra uscito da una fiaba. Eppure il mondo del pallone lo ha (quasi) dimenticato. Ma lui, Ezio Gleran, il Profeta friulanveneziano, tiene a precisare. «Questo è un calcio che non mi appartiene più. Sono disposto a ripartire dai dilettanti, magari curando il settore giovanile. Ho visto come fanno all’Ajax, in Olanda. O meglio ancora al Barcellona. Qui in Italia sembra di essere nel Terzo Mondo, calcisticamente parlando».

Padova, la solita fatica. Glerean ammette. «Il Padova ha la fortuna di avere un grande presidente come Cestaro, un buon tecnico, Calori, nonché un ottimo preparatore, Munzone. Però siamo alle solite, manca la pazienza: tutto e subito non è possibile. E ricordo i miei sette mesi all’ombra del Santo, quasi gli stessi discorsi. Però la squadra c’è, può arrivare ai play off. Non sarà facile, ma sono alla portata».

Cittadella, quanta sofferenza. «Inutile nasconderlo, i granata stanno facendo il loro campionato tra mille difficoltà. D’altronde, è una condizione fisiologica, visto che hanno cambiato moltissimo e la qualità non è la stessa della passata stagione. Per fortuna che Claudio (Foscarini, ndr) è bravissimo, quasi una garanzia per il Citta. Sì, per me centrerà la salvezza, anche se quest’anno c’è molto più equilibrio».

Il futuro del Profeta. «Viaggio molto, sono andato a vedere il Viareggio, mi informo. Ma in Italia è più facile fare il procuratore. L’allenatore ha troppe pressioni addosso e per chi la pensa come me, viene messo quasi al bando. Ma se devo essere sincero, questo mondo non mi manca proprio per niente».

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