Gli scenari del nuovo Padova: dal San Paolo a una newco

Gli scenari del nuovo Padova: dal San Paolo a una newco

Tre avvocati-tifosi al capezzale del Padova. Ieri pomeriggio, al Caffè Pedrocchi, Diego Bonavina, Mario Liccardo e Jacopo Tognon hanno tenuto una conferenza-stampa per chiarire, sulla base delle loro conoscenze delle norme federali, quali siano le soluzioni possibili per non far morire il calcio in città. Due gli scenari delineati: il piano A prevede una ripartenza con una newco da zero, il piano B porta all’Atletico San Paolo. Liccardo: «Abbiamo due problemi enormi al momento. Il 7 settembre inizia il campionato di serie D e bisogna a tutti i costi cercare di salvare la categoria, almeno quella. È importante ora trovare una figura di garanzia per condurre in porto l’operazione. La soluzione B dell’Atletico San Paolo avrebbe costo zero quanto ad iscrizione, mentre dall’altra parte si dovrebbero pagare a 300mila euro». Bonavina: «Il problema potrebbe essere rappresentato dal neonato Atletico San Paolo che, a rigor di logica, fa parte dello stesso territorio su cui opererebbe la nuova società (ma il Padova non è ancora fallito, ndr). A questo punto interviene il sindaco come garante e decide quale sia la rappresentativa della città. Anche Bitonci prenda in mano la situazione, non disperdiamo le forze e non dividiamoci fra noi». Tognon: «La soluzione A è la formazione di una newco che riparta da zero. Può essere ammessa alla serie D ma non è automatico, per esempio il Treviso lo scorso anno anno è ripartito dalla Promozione perché non aveva i 300mila euro di fidejussione a fondo perduto per l’iscrizione o i 100mila per l’Eccellenza. I tempi sono strettissimi. Pare che l’Atletico San Paolo abbia già chiesto e ottenuto di giocare all’Euganeo. Una nuova società dovrebbe completare la richiesta di ripescaggio in sovrannumero entro la prima settimana di agosto, perché i calendari vengono emessi attorno al 10 agosto. Lo scenario B è il seguente: si potrebbe cercare di acquistare il San Paolo o la Thermal Abano o l’Este. Si può acquistare il club, cambiare i colori sociali, cambiare la maglia, mentre non si può cambiare la denominazione fino al prossimo anno perché sono cambiati i regolamenti. Successivamente, se fra cinque mesi in caso molto probabile di fallimento si va all’asta, l’Atletico San Paolo può acquistare lo scudo e il logo sociale e il prossimo anno cambiare denominazione diventando Calcio Padova».

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