Grosseto, effetti indesiderati della cura Giannini

Grosseto, effetti indesiderati della cura Giannini

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Ogni medicina possiede benefici e controindicazioni ed il cambio allenatore è un po’ come ingerire una pastiglia: i mali possono svanire, ma possono anche moltiplicarsi. Piero Camilli, patron del Grosseto, spera vivamente che Giuseppe Giannini sia un toccasana per la sua squadra, anche perché questa cura l’ha pretesa lui. Scelta bizzarra da parte di un presidente che ha sempre dichiarato il suo amore per la solidità difensiva: meglio prenderne uno in meno che farne uno in più, filosofia tanto cara al nostro calcio (almeno un tempo). Camilli tuttavia è un presidente dal cambio facile: dal luglio 2010 ha alternato quattro allenatori (Apolloni, Moriero, Serena, Ugolotti) prima di scegliere Giuseppe Giannini. Tutti ex difensori (escluso Moriero) per il giudizioso Camilli, il 30 ottobre scorso la svolta: in panca si siede Il Principe, paladino d’attacco. E pensare che Ugolotti non stava facendo male: quattro vittorie, cinque pareggi e due sconfitte prima dello stop in casa del Sassuolo (non propriamente una squadretta) che gli è stato fatale. Camilli forse aspirava a qualcosa di più della metà classifica, perché non imitare il Pescara spumeggiante di Zeman, che vince, convince e segna una caterva di gol? L’esordio di Giannini coincide con la sconfitta interna con il Bari (0-1), ma i biancorossi sono una squadra da A, avrà pensato il presidente, almeno abbiamo preso un solo gol. Seconda puntata, trasferta a Nocera e vittoria per due a uno: ecco il Grosseto pirotecnico che tutti volevano, due gol realizzati, e pazienza se Narciso è dovuto entrare una volta in porta a raccogliere il pallone. Domenica, terza puntata, arriva il Varese di Maran, uno degli attacchi meno prolifici del campionato. Stavolta son due piccioni con una fava, il nostro attacco si sblocca in casa e la difesa resta inviolata. Macchè, 34 minuti e i lombardi vincono cinque a zero, che smacco per l’ex difensivista Camilli. “Oggi tutti i giocatori in campo sono stati un disastro”-tuona il patron, certo come colpevolizzare mister Giannini, la pastiglia che aveva scelto con tanta fiducia. Il Principe la prende con filosofia, rincuora i ragazzi e ricorda che lui l’anno scorso col Gallipoli ne prese cinque proprio dal Vicenza di Maran.

Sabato si va a Padova, terzo attacco del campionato, capace di fermare la capolista Torino a domicilio. Stavolta Camilli ha l’alibi, ma in caso di sconfitta qualche pulce gli potrebbe balzare nell’orecchio: ma era davvero così insopportabile il male Ugolotti?

 

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