I tifosi ci scrivono: il futuro… è adesso

I tifosi ci scrivono: il futuro… è adesso

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Filippo: “Cari amici di PadovaSport, ma è vero che potrebbe venire Giampaolo al Padova? Se dovessi scegliere io punterei su un nome importante in panchina e una squadra fatta soprattutto di giovani talenti (mi è piaciuto un sacco il Crotone di quest’anno, spesa quasi zero, tantissima qualità). 

Lele: “D’accordo con le vostre pagelle, forse a Foschi avrei dato anche 6,5… Non dimentichiamoci anche di quello che ha fatto in passato e di quanti stipendi ha dovuto farsi carico (vedi vantaggiato ad esempio)”.

Fabio: “vorrei tanto sapere chi ha scritto e da dove è uscita la sparata ( per non dire di peggio ) che il team manager Bellini vanta uno ”  stipendio inutilmente pesante “. conosco personalmente e da molti anni ” Dino” e vi assicuro che chi ha affermato ciò non conosce la situazione e lo prego vivamente se non è a conoscenza di quello che percepisce Bellini di informarsi molto bene prima di dire e scrivere certe minchiate… tanto vi dovevo”.

Luca: “Ho letto l’articolo del ridimensionamento societario e devo dire che ho sorriso leggendo di Bellini… tempo fa ero a Bresseo, arrivò un macchinone (mi pare un’audi q5 o q7) dal quale scese un uomo vestito tutto firmato dalla testa ai piedi. Chiesi ai custodi se era un nuovo socio mi dissero invece che si chiamava Bellini e faceva il team manager. Ho pensato subito che c’era qualcosa che non tornava… Allora non sono l’unico!!!”

Nicola: Alzi la mano chi tra noi tifosi non ha mai sognato di essere il presidente del Padova e di poter disegnare la società e la squadra a proprio piacimento, soprattutto in questo periodo di incertezze. Potrebbe non interessare a nessuno, ma voglio comunque condividere con voi quella che io immagino essere una strategia low-cost per i prossimi anni, strategia che permetta comunque una progettualità che ad oggi è mancata a mio parere per una logica errata di scelta degli uomini. Anticipo che in ottica di contenimento dei costi esprimerò dei pensieri per i quali potrei in questi giorni essere lapidato in pubblica piazza. Prima di tutto due linee guida fondamentali: 1. Evitare di porre sotto contratto persone che, in ogni ruolo, credano di essere al Manchester City, al Chelsea o al PSG. Il petrolio non scorre da queste parti, perciò serve ambizione, non megalomania. 2. Pescare dal basso con voglia di risalire e non dall’alto con voglia di accasarsi in un ambiente rilassato quale è comunemente ritenuto quello di Padova.

MANAGEMENT

Ad e direttore generale: una sola persona di esperienza (Baraldi?).

Direttore sportivo: un giovane esperto di categoria e di settori giovanili (Marchetti?)

MARKETING E COMUNICAZIONE

Non serve un direttore marketing, è sufficiente una delega al direttore generale. Piuttosto che pagare una persona full time, meglio affidare progetti mirati ad aziende specializzate. Si deve strutturare una, scusate il termine abusato, “operazione simpatia” attorno alla squadra con l’obiettivo primario di puntare sui giovanissimi sia come serbatoio di tifosi sia come potenziali futuri giocatori. In quest’ottica va potenziato con la partecipazione attiva dei giocatori il Progetto Scuola che già esiste. Sono infatti gli anni delle scuole elementari e delle medie quelli in cui nascono le vere passioni che poi ci si porta dietro tutta la vita, quelli in cui si creano nella nostra sfera emotiva l’attaccamento ai simboli e ai “miti” e l’orgoglio di appartenere ad un gruppo che condivide qualcosa. Per un ragazzo di Padova è oggi purtroppo più facile cominciare a tifare per Juventus, Inter o Milan, piuttosto che per il Padova. Le prime hanno dalla loro il bombardamento mediatico, la seconda avrebbe, se ben veicolata, la vicinanza fisica. Affiancare a quella istituzionale una linea di merchandising pensata dai ragazzi della Fattori. I loro prodotti sono sempre più carichi di emotività rispetto a quelli ufficiali, a volte belli ma sempre ovviamente più asettici. Rendere più accogliente l’Euganeo con piccoli e anche banali interventi: un bel bar e un’area ristoro esterni, la promozione di iniziative collaterali alla partita che invoglino le persone a non arrivare allo stadio all’ultimo momento. Abbinare al possesso del biglietto o dell’abbonamento allo stadio convenzioni con esercizi o aziende private e pubbliche. Ad esempio: agli abbonati regalare o dare la possibilità di acquistare a prezzo simbolico un carnet di 42 biglietti dell’autobus o del tram (andata e ritorno per le 21 partite casalinghe). Sconti sul merchandising a chi presenta due o tre biglietti di ingresso allo stadio, da raddoppiare se sono biglietti di gare fuori casa.

Imporre nella policy aziendale l’abolizione dei proclami dalle comunicazioni e dalle esternazioni di tutti i tesserati del Calcio Padova. Sono convinto che se ora ci troviamo tutti in questo stato di amara disillusione è anche a causa delle “sparate” di inizio stagione.

AREA TECNICA

Osservatori: una persona esperta di Lega Pro e settori giovanili.

Preparatori atletici: non conosco nomi ma si deve far tesoro dei propri errori esaminando perché l’anno scorso a fine campionato la squadra correva più delle altre e quest’anno invece era imballata (non può essere solo una questione di diverso entusiasmo, se non si hanno le gambe si può essere il giocatore più entusiasta del campionato ma sulla palla ci arriva prima l’avversario). Applicazione di nuove tecniche di preparazione atletica come la Yo-Yo Technology e il Versa-Pulley per il lavoro eccentrico adottate ad esempio da Barcellona e Juventus.

Allenatore: confermare Dal Canto. Sono stato tra i primi a criticarlo, ma a bocce ferme ci ho ripensato. È giovane, ha un altro anno di contratto, in questa stagione ne ha combinate di tutti i colori, e forse anche di più, ma non è stupido, quindi può imparare dai propri errori. Imporgli di pensare ad una idea di gioco ed assecondarlo in questa. Non credo che il feeling con la “piazza” sia fondamentale perché Padova, a differenza di altre città come Verona, ha purtroppo un tifo poco stabile e quindi strettamente legato ai risultati: diventa simpatico chi vince e antipatico chi perde.

Squadra: tenere l’ossatura composta da chi è affezionato alla maglia biancoscudata, o comunque da chi ha dimostrato serietà anche nei momenti difficili: Cano, Renzetti, Legati, Italiano (se risulterà completamente estraneo alle vicende giudiziarie), Marcolini, Succi, forse anche Cutolo. Evitare la logica dei prestiti di nomi altisonanti e recuperare invece per ogni reparto uno o due giocatori già esperti di B che magari quest’anno sono incappati in una stagione sfortunata della loro squadra e che hanno quindi voglia di affermare o di riaffermare il proprio nome. Pescare infine a piene mani dalla nostra Primavera o da settori giovanili locali.

Un saluto a tutti e restiamo in attesa del prossimo consiglio di amministrazione … quanto sarebbe bello esserci!

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