Il Sassuolo pedina la capolista Torino, tifosi indignados verso Brescia e Samp e Atzori saluta

Il Sassuolo pedina la capolista Torino, tifosi indignados verso Brescia e Samp e Atzori saluta

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La 15esima giornata d’andata della Serie bwin registra molte conferme e qualche sorpresa.

Nelle zone nobili della classifica perde terreno l’ultra offensivo Pescara di Zeman: nel clinic di 4-3-3 dell’anticipo contro il Padova, un gollonzo di Trevisan nel recupero interrompe la striscia di sette vittorie casalinghe dei ragazzini terribili del boemo, passati in vantaggio con il folletto tatuato Lorenzo Insigne. Palo dell’altro gioiello Immobile, poi la beffa nel finale per un pareggio più che giusto. In attesa dell’eventuale fuga del Torino nel posticipo con il Bari, il Sassuolo sveste i panni di Cenerentola del campionato e afferma a muso duro le  ambizioni di promozione. L’allievo Pea supera il maestro Simoni grazie al sinistro magico di Sansone che  regala i tre punti in casa del Gubbio; i romagnoli così staccano il Pescara e restano in scia del Torino dopo il pareggio a reti inviolate del turno precedente. Anche la Reggina rimembra il suo dna da Serie A e supera la Nocerina in volata nel lunch match: granata in vantaggio con un siluro di Emerson, pareggio rossonero con un penalty dubbio conquistato e trasformato dal brasiliano Farias, poi il rientrante Emiliano Bonazzoli tira fuori gli artigli e batte Gori con la specialità della casa, l’incornata a centro area. Il capitano della Reggina ritrova un gol che mancava da oltre cinque mesi (5 giugno contro il Novara, ndr) e si candida come traghettatore del gruppo di Breda.

Un’altra nobile decaduta riassapora sensazioni magiche: si tratta dell’Hellas Verona, che dopo la quarta vittoria consecutiva, sogna il derby con il Chievo dopo due lustri di astinenza: il panzer austriaco Pichlmann sblocca il risultato contro il Crotone al 17’, a cinque minuti dal termine i calabresi rientrano con una punizione di Caetano deviata da Mareco nella propria rete, ma Maietta sottoscrive la legge dell’ex procurando un semi infarto al passionale Mandorlini.

La sfida di metà classifica tra Cittadella e Livorno termina sul due a due: gli uomini di Novellino recuperano per due volte lo svantaggio, prima Schiattarella replica a Martinelli, nel recupero Paulinho di testa rimedia al gol del due a uno di Schiavon. Entrambe erano a caccia della seconda vittoria consecutiva, ma si devono accontentare di un pari che serve a ben poco.

In zona playout palpitante pareggio tra Juve Stabia e Albinoleffe. Finisce due a due, ma i campani all’intervallo comandavano con il doppio vantaggio firmato da Erpen e da Riccardo “Mancini” Cazzola. L’epiteto affibbiato al centrocampista giallo blu è giustificabile dopo il fantastico colpo di tacco del due a zero, che richiama la memoria alla prodezze sul campo della guida dei Citizens. Il giocatore è incredulo dopo la magia, ma i suoi compagni restano imbambolati a gongolare e si fanno raggiungere nella ripresa dai gol di Germinale e Lebran.

Non solo gioie, sorrisi ed eurogol: la 15 esima giornata regala anche i primi mugugni.

A Brescia i tifosi contestano la famiglia Corioni dopo lo stop casalingo contro il fanalino di coda Ascoli: il siluro su calcio piazzato di Falconieri regala il saldo positivo ai bianconeri (che annullano finalmente la penalizzazione) e gettano nel baratro i Leoni di Scienza. Il tecnico bresciano non è in discussione, ma forse dovrebbe imparare qualcosa dal collega Guardiola, presente sugli spalti ufficialmente per sostenere un pezzo di cuore, ma ufficiosamente per seguire le evoluzioni dei gioiellini Leali e Salamon.

A Genova invece i fischi sono tutti rivolti, prima e dopo la partita, al tecnico Gianluca Atzori. Il presidente Garrone aveva tuonato un “vietato sbagliare” , ma nemmeno il recupero di Palombo è stato utile per fare punti contro il Vicenza vestito di nuovo. Il gol di Martinelli dimostra che la cura Cagni sta funzionando: i biancorossi non vincevano in trasferta da sei mesi e con l’esperto tecnico bresciano hanno raccolto 13 punti in 7 partite.

Atzori a fine partita saluta la Sampdoria per un addio inevitabile. Chi non rischia l’esonero è Giuseppe Giannini, allenatore del Grosseto: il “Principe” si è accomodato sulla panchina toscana lo scorso 30 ottobre e dopo la sconfitta interna con il Bari era arrivata la vittoria esterna con la Nocerina. L’ex capitano della Roma desiderava ardentemente il primo successo allo Zecchini, ma di fronte si è trovato lo sbrigliato Varese di Rolando Maran. Dopo 34 minuti i lombardi sono già sullo zero a cinque, frutto delle reti di Martinetti, Carrozza, Zecchin e doppio Cellini. La faccia di Giannini in panca è tutto un programma e il gol della bandiera di Sforzini nella ripresa difficilmente renderà meno amaro il boccone di puro fiele.

Gli ultimi musi lunghi arrivano da Modena, dove i padroni di casa e l’Empoli si sfidano per non retrocedere. Un verdetto inatteso ad inizio stagione e non a caso sia Bergodi che Pillon si giocavano la panchina. Ma è l’ex difensore della Lazio ad andare in ginocchio dopo i gol del capocannoniere Tavano (decima rete stagionale) e di Antonio Buscè.

Per la serie non solo Atzori: anche Bergodi ora è agli scongiuri e in settimana potremmo assistere ad un altro esilio.

 

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