La lettera di Merighi a Cestaro

La lettera di Merighi a Cestaro

Pubblichiamo di seguito la lettera aperta dello storico tifoso Mario Merighi, indirizzata a Marcello Cestaro. La lettera è riportata sull’ultimo numero del giornale Biancoscudo, pubblicazione a cura dell’AICB. Ringraziamo l’avvocato Mario Liccardo per la segnalazione.

 

Una lettera aperta di MARIO MERIGHI  a MARCELLO CESTARO

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“E’ UNA SCONFITTA ANCHE SUA, CI AIUTI A RISORGERE !”

 

Egregio Cav. Marcello Cestaro,

mentre scrivo, dopo l’ultimo risultato negativo, mi viene da piangere.

Sono tifoso biancoscudato “dalla nascita”, ho seguito i biancoscudsati in tutta Italia, serie A,B,C1 o C2 che fosse, ho gioito e pianto; e vedo, ahimè, fantasmi riemergere dal passato: Farina, Longhin, Viganò…

Soffro maledettamente; ma sono certo che soffre anche Lei, perché non ho dubbi sulla genuinità della Sua passione sportiva, in base alla quale ha agito – talvolta anche impulsivamente e perciò “male”, ma sicuramente credendo di far bene – nei 10 anni passati con noi.

Ma proprio per questo non posso non chiederLe : PERCHE’ ?…

Perché ha ceduto la società ad un personaggio che è tanto diverso da Lei:

senza vera passione (di quella che arde dentro il cuore e si percepisce quando c’è o non c’è) 

senza una forza economica propria (non si è mai visto: cessione senza debiti ed anche contributo per 3 anni !…)

senza una conoscenza del territorio e dei suoi umori (e neppure uno sforzo, successivamente, almeno per capire)

senza la consapevolezza che la società di calcio  che porta il nome di una città è “privata” solo giuridicamente

senza neppure dare atto della nostra storia (…il “background”…)

Mi macera un dubbio: Lei sapeva chi era l’acquirente o si è fidato ciecamente di Baraldi, o magari neppure al momento della firma Le hanno detto tutta la verità ?…

In particolare, non Le è venuto in mente che “dietro” potesse esserci il Parma o chissà chi ?…

E subito dopo, quando Lei era ancora nel CdA, non ha avuto nulla da ridire sull’organigramma ?… La figlia del presidente per seguire il marketing,  anche se un addetto a tale funzione c’era già (attraverso GSport); un amministratore delegato, il quale a sua volta ha portato dentro il figlio come Ds, anche se un Ds c’era già… E poi il ricorso contro il Carpi dopo che Lei a parti invertite aveva vinto quello col Torino…

E che ne pensa  del  modo con cui in questi mesi sono state gestite le questioni tecniche, le relazioni con le istituzioni calcistiche e con le altre società, con la città e con il pubblico dell’Euganeo (passato dal Suo sanguigno “forsa ragassi !” all’atteggiamento di sfida di nuovo Presidente e Valentini senior, di fronte alle contestazioni per i pessimi risultati  ?…)

Le mie domande, come capisce, sono retoriche. E capisce anche che ho tanta rabbia dentro, come sicuramente ce l’ha Lei.

Ma proprio per questo arrivo ad una domanda vera: Lei cav Cestaro, dopo 10 anni spesi (in tutti i sensi) per il Padova, è sicuro di non potere fare nulla di concreto, adesso, in questo momento, per mettere una pezza a questa situazione ?

Io sono convinto che Lei abbia mezzi giuridici (è vero che le azioni del Calcio Padova sono ancora intestate ad Unicomm ?…) argomenti economici (possibile che la sponsorizzazione della stessa Unicomm in C valga come quella in B ?…) e soprattutto la passione ed il carisma per aiutarci a spazzare via questa società; magari solo stabilendo un “ponte” perché qualche padovano di buona volontà – adesso che tutti hanno capito l’antifona – si decida ad offrire un’alternativa valida.

Forza Cavaliere, Lei è abituato a vincere, ma la retrocessione del Padova è anche una Sua sconfitta ! Reagisca ed agisca: ma a titolo personale, per carità, senza consigliori che non hanno la Sua passione e passionalità.

Non Le chiedo di investire ancora soldi, ma di aiutarci si, utilizzando le relazioni che ha e gli strumenti “persuasivi” disponibili, per evitare che resti questa società (magari con qualche cambio di amministratore più o meno fittizio: film già visto ai tempi di Farina); altrimenti sarà un ulteriore declino già scritto

                                                                                                                  Mario  Merighi

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