Lega Pro, si chiude un 2017 disastroso. E il nuovo anno può iniziare ancora peggio

Lega Pro, si chiude un 2017 disastroso. E il nuovo anno può iniziare ancora peggio

di Redazione PadovaSport.TV

Sulla Lega Pro nel 2017 sembra essersi abbattuta la tempesta perfetta. Qui su queste pagine già a luglio avevamo espresso forti perplessità su alcune decisioni del Palazzo. Il seguito è stato un susseguirsi di errori. Mai è capitata una stagione così incerta, in cui una società (Modena) ha interrotto il campionato e altre due rischiano di fare la stessa fine (Vicenza e Arezzo). In estate i prodromi: il caso Rende, lo scacco matto dell’AIC e lo sciopero, i gironi che passano a 19 squadre, poi il crac del Modena con l’arrivo di Taddeo e adesso il Vicenza che si prepara a fare la stessa fine con il passaggio di proprietà all’ex talent scout di veline Fabio Sanfilippo (anche qui, così come con Taddeo, nessun controllo da parte della Lega Pro sul nuovo proprietario). L’imbarazzo iniziale ora è sfociato nel grottesco, il girone B in particolare (già monco con i suoi due turni di riposo) rischia di perdere un’altra squadra dopo il Modena, il girone A potrebbe invece “salutare” l’Arezzo (anche se la situazione del club toscano a oggi pare più rosea, anche se è un eufemismo definirla tale, di quella del Vicenza). Eppure Gravina, da due anni presidente della Lega Pro, aveva parlato in questi termini appena un mese fa: “Il cambio di proprietà di un club deve essere un aiuto a quelle società che scelgono di farlo per dare maggiore qualità alle proprie realtà, non una sorta di macigno che le trascina verso il basso“. E invece…
La colpa ovviamente non può essere attribuita esclusivamente ai vertici, in questo caso a Gabriele Gravina: il malessere della terza serie nazionale dura da tempo, il Modena è la ventisettesima società fallita negli ultimi cinque anni in serie C. Ogni stagione però lo stesso copione: tempi biblici, date che slittano, club claudicanti, regolamenti che cambiano a stagione in corso (vedi play-off di quest’anno), loschi figuri che si propongono come salvatori della Patria ingannando i tifosi e giocando sulla passione di molte persone.
Nel 2018 la musica cambierà? Ancora non si vedono schiarite all’orizzonte, anzi.

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