Marcolini, Serena e Pea quanti ex ci sfideranno

Marcolini, Serena e Pea quanti ex ci sfideranno

Il valzer degli allenatori è entrato nella fase più calda. Con la chiusura della stagione 2014/2015, dopo la finale di ritorno playoff che ha deciso l’ultima promossa in Serie B, la Lega Pro si tuffa nel futuro. Tra incertezze (troppe) e progetti (pochi), il girone A della prossima stagione al netto di future defezioni – Venezia, Real Vicenza, Lumezzane, Mantova e Castiglione rischiano di non iscriversi – è ormai delineato. Il Padova è pronto a rituffarsi nel professionismo, e lo farà con obiettivi ambiziosi. Ma sulla sua strada, con Carlo Sabatini volato in Serie B, ci sono già tre “ex” pronti a mettersi di traverso. Il debuttante. Sulla panchina del Pavia, eliminato ai playoff dal Matera, siederà Michele Marcolini, alla sua prima esperienza in sella ad una fuoriserie della categoria. Appena Lino Diquigiovanni ha paventato l’ipotesi – tuttora concreta – di abbassare le serrande sul Real Vicenza, l’ex centrocampista del Chievo ha colto al balzo la palla passatagli da una delle big del girone. A Padova, suo malgrado, ha vissuto una sola stagione, quella dello squadrone costruito da Rino Foschi a suon di milioni e traghettato da Dal Canto senza nemmeno riuscire ad entrare nei playoff: fino all’avvento di Penocchio, nella memoria dei tifosi una delle stagioni peggiori degli ultimi anni. Da allenatore, prima con il Lumezzane, poi a Vicenza, ha mostrato subito grandi qualità. A Pavia si punterà alla promozione: per un centrocampo roccioso, Marcolini si è portato Cristini da Vicenza e ha ingaggiato l’ex biancoscudato La Camera, quest’anno alla Juve Stabia. «Per me è una grandissima occasione», ammette il tecnico dei bresciani. «La società ha detto che l’obiettivo è migliorare il terzo posto dell’ultima stagione». Quanto al Padova, per Marcolini sarà un ritorno comunque piacevole: «Se ripenso a quell’anno, c’è un po’ di dispiacere per com’è andata, ma sarà bello tornare all’Euganeo. A Padova c’è tanta fame di calcio, tanto amore per la squadra, e con una piazza così mi aspetto che venga costruita una formazione da medio-alta classifica». La rivincita. «Nelle passate stagioni ho allenato in ambienti non proprio ideali: volevo solidità e serietà, e qui le ho trovate». Dopo i fallimenti di Mantova e Venezia, dopo l’anno nero del Padova di Penocchio, e quindi l’eterna incertezza del Venezia di Korablin, Michele Serena a Salò respira un’aria nuova. Società solida, budget per puntare ai playoff. Allenerà una Feralpi che insegue le piazze d’onore: «Il mio obiettivo è migliorare l’ultima stagione della Feralpi, che aveva già fatto molto bene: sarà una bella sfida», confessa Serena. «Da osservatore esterno, senza sapere che progetti abbia in mente, credo che il Padova per blasone, storia e passato farà una squadra competitiva. Ai nastri di partenza la vedo tra quelle che cercheranno di vincere il campionato». L’esperienza. E infine il tecnico che nell’ultimo mese si sono contese almeno 5 società. Fulvio Pea, dopo aver portato alla salvezza un Monza smembrato a gennaio e fallito a maggio, alla fine ha scelto la Cremonese del suo mentore Gigi Simoni, al cui fianco fece la lunga gavetta nelle giovanili dell’Inter: giovedì o venerdì, dopo il colloquio con il presidente Arvedi, l’accordo sarà ufficializzato. Ma fino a che non sarà delineata bene la situazione di Monza, con la prima asta fallimentare fissata per oggi, l’ex tecnico del Padova non potrà rilasciare interviste. L’unica certezza è che, dopo aver portato i lombardi ad una salvezza miracolosa, a Cremona servirà un’altra cura massiva: la Cremonese negli ultimi anni ha investito tanto, raccogliendo poco o nulla.

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