Padova-Union Pro, derby del “cuore” per Michele Serena

Padova-Union Pro, derby del “cuore” per Michele Serena

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Leggendo le formazioni in campo domenica all’Euganeo nella prima sfida di campionato contro l’Union Pro, i tifosi biancoscudati troveranno tra gli avversari un cognome che sicuramente non potrà lasciarli indifferenti. Nella portacolori di Mogliano Veneto milita infatti Riccardo Serena, figlio di Michele, allenatore del Padova nell’ultima parte dello scorso campionato di B. Nato a Firenze nel 1996, quando il papà giocava con i viola, Riccardo è un centrocampista: corsa e generosità le sue doti, ma anche lui, come la sua squadra, debutta in serie D, essendo arrivato in prestito dal Favaro Marcon (Eccellenza). «Domenica non sarò a Padova – spiega Michele Serena – perché sono fuori città per alcuni giorni, ma senza questo impegno sarei venuto volentieri». È il classico esempio di cuore diviso a metà: «Sotto l’aspetto affettivo è normale che si stia dalla parte del proprio figlio, ma mi tengo bello stretto il legame e le emozioni vissute in questa piazza e nessuno potrà cancellarle».

Difficile dimenticare l’ultima giornata in cui, nonostante la retrocessione, il tecnico e pochi altri giocatori furono chiamati sotto la Fattori per l’applauso finale: «L’affetto è reciproco e immagino che se fossi venuto domenica sarebbe stato un tourbillon di emozioni». Dal recente passato al presente, legato al sangue del suo sangue: «Riccardo viene utilizzato come interno e si misura per la prima volta con un campionato impegnativo come quello di serie D». Che consigli le ha dato? «Pochi e tutti da padre, più che da ex giocatore, per non influenzarlo troppo. Semplicemente che si diverta, che metta impegno nelle sue cose e porti avanti gli studi. È lo stesso che mi diceva mio papà e non voglio essere invadente; i figli si possono indirizzare, ma poi devono seguire il proprio percorso». Così sull’Union Pro: «Un’ottima realtà, neopromossa e capace di fare cose eccezionali in tempi recenti, sapendo la propria dimensione e con un ambiente sano e familiare».

E l’entusiasmo di queste squadre potrebbe essere la classica buccia di banana per Ferretti e colleghi: «Inutile negarlo, saranno tutti contro il Padova. I biancoscudati sanno a cosa vanno incontro e conoscono le aspettative delle avversarie che contro di loro giocheranno la partita della vita, ma di sicuro Parlato terrà conto di questo aspetto. Il Padova ha i numeri per fare bene». Anche per Serena l’avversario numero uno è l’Altovicentino: «Ha perso la promozione all’ultima giornata e ha un piccolo vantaggio legato all’esperienza della scorsa stagione e al ritardo con cui sono partiti i biancoscudati». Nonostante la sparizione dal calcio dilettantistico l’ambiente sta affrontando la nuova avventura con la giusta dose di entusiasmo: «L’amore rimane e l’entusiasmo si avverte quando c’è trasparenza». Sia pure indiretto, questo è uno dei pochi riferimenti di Serena al recente passato: «Inutile negare che rimangono grande amarezza e dispiacere perché mai avrei pensato che potesse finire così. Noi abbiamo mostrato la nostra professionalità fino all’ultimo, vincendo due gare su tre».. Il più grande rimpianto? «Che il Padova era primo nella lista delle ripescate. Con poco ci si poteva iscrivere al campionato di competenza e questo andava fatto, al di la dei ripescaggi, per rispetto dei professionisti presenti e della piazza».

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