Riflettori sull’Euganeo (che poi si spengono)… Giannini re della trasferta, ma annuncia le dimissioni

Riflettori sull’Euganeo (che poi si spengono)… Giannini re della trasferta, ma annuncia le dimissioni

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Luci a San Siro di quella sera che c’è di strano siamo stati tutti là, ricordi il gioco dentro la nebbia? Tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là”. Così cantava Roberto Vecchioni, così vorrebbe cantare Alessandro Dal Canto, ma l’impianto di illuminazione fa le bizze e il mister non trova né il suo amore né il suo Padova vincente col Torino. Nel giorno nel 105imo compleanno dei granata, i bianco scudati rubano la scena allo storico club piemontese: Cacia sbaglia due gol facili facili, ma la sterilità del rientrante Bianchi è l’emblema del momento del Toro (3 reti nelle ultime 5 partite). Nella ripresa Ruopolo ritrova un gol dopo tre mesi di stallo, ma al 79’ il quarto blackout dell’impianto di illuminazione porta alla sospensione della sfida. Resteranno da recuperare dieci minuti sull’1 a 0 – domani alle 14,30 – una mini partitella in cui Ventura dovrà giocarsi bene le sue carte.

In standby la partitissima del 18imo turno, ma il Pescara di Zeman non ne approfitta contro il Grosseto bifronte di Beppe Giannini. Il Principe è imbattibile in trasferta e vince in rimonta contro un Pescara a cui manca un gol fantasma di Immobile ed un Insigne terribilmente sprecone. Abruzzesi passati in vantaggio con il decimo sigillo di Sansovini, poi i tanti errori svegliano gli ospiti che rientrano con l’argentino Alfageme e con un capolavoro mancino del solito Sforzini. A fine partita Giannini annuncia alla stampa le sue inaspettate dimissioni, progettate a suo dire già in settimana e frutto dell’accanimento della piazza nei suoi confronti.

Tra i due contendenti, il terzo gode, e neanche poco. L’Hellas Verona è sempre più immenso: a Livorno settima vittoria consecutiva dei Mandorlini All Stars, grazie ai gol di Maietta e Jorginho.

Scaligeri che salgono al secondo posto, a -4 dal Toro, e scavalcano Pescara e…Sassuolo.

Prosegue il mini break negativo degli uomini di Pea che, dopo lo stop con il Padova, non trovano il bottino pieno a Crotone: il Sassuolo  mette la freccia e sorpassa con il rientrante Masucci (quarto sigillo), ma Calil si conferma supereroe dal mantello rossoblu.

Suicidio Brescia a Varese, anzi omicidio visto che sarà mister Scienza a pagar cara la pelle: Jonathas (settimo gol stagionale) e Juan Antonio si travestono da Ghostbusters per scacciare i fantasmi vittoria, ma De Luca e una straordinaria mezza rovesciata di Neto Pereira pareggiano le distanze. Seconda remuntada di Maran dopo quella, clamorosa, di Nocera, si attende invece una decisione circa il futuro di Scienza sulla panchina delle Rondinelle.

Arrivano solo conferme invece dal Vicenza: con Cagni c’è stato il cambiamento di rotta auspicato, e il tre a zero sul Modena  (Soligo, Abbruscato, Mustacchio) catapulta i biancorossi al di fuori della zona playout. Stesso discorso per l’Empoli, che frena la riscossa dell’Ascoli con un sofferto tre a due. Il 13imo splendido gol di Tavano, Lazzari e Gorzegno mettono la partita in carreggiata, ma Papa Waigo e Beretta fanno tremare i toscani, che forse hanno trovato finalmente il bandolo della matassa con Carboni.

Gol e spettacolo anche a Bergamo dove Albinoleffe e Nocerina si annullano sul due a due: il seriano Laner apre e chiude il quartetto di reti, in mezzo il pareggio e il vantaggio dei campani con Plasmati-Negro.

Vince infine lo Juve Stabia, che batte il Gubbio col il sesto centro di Sau e si lancia verso i piani alti della classifica.

Alle 18 Reggina e Sampdoria si affronteranno nell’incrocio tra le grandi deluse, mentre domani nel posticipo il Bari cerca una vittoria scaccia-crisi contro il Cittadella.

 

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