Si stringe il cerchio attorno a Doni. Domani la confessione?

Si stringe il cerchio attorno a Doni. Domani la confessione?

Commenta per primo!

Domani potrebbe essere un giorno clou per Atalanta e Padova. Gli inquirenti metteranno Doni con le spalle al muro, di fronte ai fatti. C’è chi assicura che l’ex capitano nerazzurro sia stravolto e pronto a confessare tutto. Sono in tanti adesso a tremare. Una cosa è certa, in questi ultimi giorni è cambiato completamente l’atteggiamento della piazza atalantina verso il proprio beniamino: dalla certezza che si trattasse solo di una bufala e di un complotto contro la propria squadra e il proprio capitano, alla presa di coscienza di un reale e grave coinvolgimento dello stesso Doni e, forse, della società . Riportiamo l’editoriale del sito bergamonerazzurra che ben descrive l’umore della piazza atalatina, in queste ore travagliate:

Più passano le ore e più il partito di chi si schiera contro Doni, aumenta in modo esponenziale. Un popolo, una tifoseria e una città  che si sente tradita, c’è chi non lo vorrebbe mai più vedere a Bergamo e gli toglierebbe tutti i premi ricevuti dal Comune, compresa la cittadinanza onoraria. Ormai, anche gli ultimi fedelissimi, hanno lasciato ogni speranza sull’innocenza di Doni. Le prove sono schiaccianti, non ci sono più alibi. Solo una confessione di Doni, delle scuse sincere a testa bassa, potrebbero placare l’ira e alleviare la delusione dei tifosi che non dimenticheranno mai questo atto vile di alto tradimento. Dimenticare mai, perdonare si vedrà , forse il tempo e l’indifferenza potrà  far pure passare Doni per un povero martire caduto nella polvere com’è nel destino di tutti i tiranni.

NUOVA ONDATA DI DELUSIONE IN ARRIVO?- Ieri la società  ha rotto il silenzio. I tifosi cominciavano a sospettare che il silenzio di Percassi potesse essere legato alla paura di far dire a Doni cose compromettenti riguardo la stessa società .

Beh, i fatti sono ancora da chiarire, alcuni dirigenti potrebbero essere coinvolti nella vicenda, ma per ora solo supposizioni e voci incontrollate. Una cosa è certa, purtroppo su Doni e non solo, ci saranno altri capitoli, prepariamoci e preparatevi al peggio. La prima ondata è stata spaventosamente devastante, la seconda potrebbe esserlo ancora di più. Di Doni, il sottoscritto, suo malgrado, diceva certe cose da anni, passando come l’infame o il traditore, quello da cacciare dalla sala stampa di ingonia come un Bin Laden da un ceck-in. Beh, da fuori, ho potuto, da cronista giornalaio, ricevere testimonianze, confidenze, venivo visto come colui non supinato. Sono stato avvicinato da persone che mi pregavano di scrivere e dire per loro certe cose a dir poco sconcertanti. Non scrivevo agli ordini di nessuno, pur sostenendo l’Atalanta, ammirando percassi e molti giocatori, volevocontribuire con il mio micro sito insignificante a portare trasparenza onestà  e pulizia totale intorno alla società  e alla tifoseria. Quella tifoseria con cui sono stato a stretto contatto per anni e che per mesi mi ha visto come il traditore o l’infame. No, il mio era un grido di dolore di vedere certe cose, di vedere naufragare l’immagine di una tifoseria fantastica sotto atti di violenza e teppismo fini a se stesso. Queste erano e sono le missioni per cui vado avantio con il mio micro blog un po’ scomodo, ma sempre trasparente ed obiettivo. Come non mi sbagliavo su Doni, dunque, ora posso affermare che non è finita qui. Il tempo scoprirà  altre carte se la magistratura continuerà  ad agire in modo straordinario come ha fato in questi sei mesi. Meriterebbero solo un enorme applauso da parte di tutti gli sportivi onesti.

L’ABBRACCIO MORTALE A PERCASSI- Chi ha potuto stare vicino a Percassi, parla di un presidente furioso, sconcertato, deluso e incredulo di fronte al comportamento di Doni mantenuto in questi tre mesi.

Percassi ha protetto Doni come un bambino dal mare in burrasca, sembravano sincere le lacrime versate durante il raduno della squadra a luglio, sembravano sincere le parole spese sul palco alla festa della Dea, sembravano sincere le confidenze di innocenze dette ogni giorno ai compagni che a turno lo proteggevano e lo aspettavano a braccia aperte prendendolo come esempio. Oggi sono proprio quest’ultimi a  rimanere basiti di fronte a questa conclusione della vicenda. Doni piangeva, sembrava affranto, per poi abbracciare tutta la famiglia Percassi, attorcigliandola però in un abbraccio mortale.

Da buon giocatore di poker ha nascosto le carte e i sentimenti. Ha bluffato fino all’ultimo per poter avere l’appoggio della società  e della tifoseria.

IL MALE INTERIORE- Il male interiore che affliggeva Doni non era la squalifica di 3 anni dal campo, non gli poteva fregar di meno, ma la sua enorme preoccupazione era non perdere la faccia e l’anima davanti  alla città  che l’ha adottato come sportivo e cittadino.

“Non posso girare per strada ed essere visto come un assassino”. Ecco qual era la sua vera preoccupazione che confidava agli amici. Questa paura l’ha portato a negare a se stesso e agli altri la sua colpevolezza e recidività . E’ da 10 anni che la figura di Doni compare in ogni scandalo scommesse e ora, forse, siamo giunti ai titoli di coda.

I colori nerazzurri, i tifosi, la società  chiuderà  una pagina nera della sua storia ma è pronta ad aprirne una nova fin da oggi, i colori e i tifosi restano, gli uomini passano.

LA MISSIONE DI PERCASSI- Ripartiamo da Percassi, un presidente che ora ha due grandi missioni da portare avanti con forza: rendere l’Atalanta una società  trasparente, limpida, senza ombre, stilando un codice etico a cui attenersi, dal magazziniere ai dirigenti. L’onestà  deve venire prima di ogni competenza o bravura. Un bravo dirigente disonesto, prima o poi farà  più dannni di un dirigente incapace ma onesto. Chi fa del male all’Atalanta e ai sentimenti dei bergamaschi va radiato!

Un’altra missione sarà  quella di riavvicinare un pubblico sempre più disaffezionato all’Atalanta. Ci sono arrivati centinaia di messaggi di tifosi pronti a stracciare l’abbonamento o sicuri di non rinnovarlo più nei prossimi anni.  Questa vicenda sarà  una mazzata sulla fedeltà  dei tifosi all’Atalanta. Chi ci crederà  ancora? Chi si potrà  recare allo stadio senza il tarlo del dubbio di una partita combinata?

Percassi allontani le mele marce, una mela marcia in meno, per 10 sane in più!

I TIFOSI A TESTA ALTA- I tifosi non si sentano in colpa di aver sostenuto dentro e fuori dal campo Cristiano Doni, come in ogni partita, il più bravo ( o il più furbo) vince, lui è stato il migliore nel bluffare, nel nascondere le carte, ma alla fine avete vinto voi, ognuno torni nella sua abitazione, per uno sarà  un po’ meno comoda della vostra.

Il sogno di Doni era poter andare a Miami a giocare a poker in modo serio, per ora si alleni nel carcere di Cremona, con una nuova maglia a strisce bianconeri orizzontali.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy