Tante sorprese e poche conferme: ecco cosa ci ha detto il girone d’andata della Serie B

Tante sorprese e poche conferme: ecco cosa ci ha detto il girone d’andata della Serie B

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Siamo al giro di boa della Serie B 2013-2014. In attesa della ripresa del 25 gennaio, è tempo di tirare le somme di questa prima parte di stagione. Come al solito la serie cadetta si è rivelata imprevedibile, equilibrata e ricca di sorprese nel bene, come nel male. Hanno impressionato le quattro neopromosse: Avellino, Latina, Carpi e Trapani, oltre a compagini come Crotone e Lanciano che, ai nastri di partenza, nessuno avrebbe pronosticato in zona-playoff  a questo punto della stagione. Le delusioni più inaspettate sono senza dubbio rappresentate da Novara e Padova, entrambe allestite quantomeno per lottare per i playoff e che si trovano invece impantanate nelle zone basse della classifica. Chi al contrario ha rispettato i pronostici della vigilia è sicuramente il Palermo che, non senza fatica, ha concluso il girone d’andata in vetta alla classifica, ed è pronto a riconquistare la massima serie. Agli antipodi della classifica, sembra ormai condannata all’onta della retrocessione la Juve Stabia, che gira a quota 9 punti. Pochi, pochissimi, tenendo conto che la quota salvezza in Serie B è solitamente attorno ai 50 punti. Rischia grosso anche alla Reggina a quota 14. Ma andiamo con ordine, con l’elenco delle ventidue squadre della serie cadetta in ordine alfabetico:

Avellino: insieme al Lanciano, rappresenta la più grande sorpresa di questa Serie B, almeno per ora. Gli irpini sembrano non aver minimamente risentito del salto di categoria, avendo disputato un girone d’andata di vertice, senza mai scendere al di sotto dell’ottavo posto, l’ultimo utile per la qualificazione ai playoff. Gli uomini di Rastelli chiudono il girone d’andata al terzo posto con 37 punti, ma in vetta alla classifica relativa alle partite in casa, a quota 26. Ma si sapeva. Il Partenio è storicamente campo difficile da espugnare. Sugli scudi, l’ariete bulgaro Galabinov e il giovane esterno Zappacosta.

Bari: l’attuale quindicesimo posto vale quasi come uno scudetto per i galletti, tormentati fin dal precampionato da problemi societari e da evidenti ristrettezze economiche, che hanno causato due dei tre punti di penalizzazione, comminati dalla federazione per i mancati pagamenti degli stipendi (il terzo è legato al calcioscommesse). Non solo: non convinto del progetto pugliese, Carmine Gautieri  ha rassegnato le proprie dimissioni il 5 agosto, nemmeno tre settimane prima dell’inizio della serie B. Notevole dunque il lavoro di Mister Alberti, che ha saputo (almeno sin ora) tenere a galla la squadra più giovane della B, con una media di 23 anni e 4 mesi. Occorrerà confermarsi in un girone di ritorno che si profila infuocato.

Brescia: le rondinelle sono una delle cinque squadre appaiate a quota 30 punti che lottano per un posto ai playoff e, in effetti, l’organico è stato allestito proprio per questo. Provvidenziale comunque l’arrivo in panchina di Cristiano Bergodi, che ha ereditato la squadra al sedicesimo posto e ha trovato la ricetta giusta, frutto di un mix di giovani (Cragno, Kukoc, Camigliano e Benali ) ed esperti (Zambelli, Budel, Scaglia e Caracciolo). Sarà un “osso duro” per tutti nel girone di ritorno. Secondo indiscrezioni di questi giorni, è a buon punto la trattativa per il passaggio della società dallo storico presidente Gino Corioni alla Mapi, gruppo sloveno, che potrebbe intervenire con capitali freschi già nel mercato di gennaio.

Carpi: nelle classiche griglie di partenza estive si pronosticava un campionato di bassa classifica per la squadra emiliana; invece, dopo aver affrontato un inizio non certo dei più agevoli a livello di calendario, ecco la matricola Carpi girare a quota 30 punti, tra l’altro con una partita sub iudice, quella con il Padova. Ottimo il lavoro del DS Giuntoli, che ha portato a Carpi giocatori di valore ed esperienza come Pesoli, Porcari, Sgrigna, anche tenendo conto dell’obiettivo della società emiliana, ossia la salvezza. Gli uomini di Vecchi sono già a buon punto.

Cesena: rendimento in linea col potenziale della rosa per gli uomini di Bisoli, che si attestano stabilmente in zona playoff nell’arco di tutto il girone d’andata. Una sola vittoria nelle ultime undici gare, contro la disastrata Juve Stabia, ma i pareggi sono stati ben otto, quanto basta per restare in zona playoff. Il parco-giocatori è equilibrato, e un tecnico esperto come Bisoli è garanzia di solidità. Durante il girone di ritorno i romagnoli daranno filo da torcere a chiunque.

Cittadella: l’eterna Cenerentola della Serie B. Anche quest’anno la premiata ditta Gabrielli-Marchetti-Foscarini è riuscita ad allestire una squadra che può lottare per la salvezza. La ricetta è sempre la stessa: tanti giovani e poco cash. Girare a quota 21 non è poi così male, l’impresa è possibile, ma servirà continuità. Peccato per la striscia di dieci partite senza vittorie, che ha fatto precipitare i granata dall’ottavo al diciannovesimo posto. La pausa invernale può essere utile per riordinare le idee in vista di un girone di ritorno che si preannuncia a dir poco agguerrito. Sarà fondamentale intervenire in sede di mercato a gennaio puntellando l’undici titolare con alcuni elementi d’esperienza.

Crotone: come già detto sopra, è una delle sorprese della Serie B 2013-2014. Ha pagato un calendario arduo in avvio, ma poi si è ripreso alla grande, stabilendosi in zona playoff per tutto il girone d’andata, nonostante, stranamente, il rendimento casalingo non sia stato dei migliori (solo 15 i punti conquistati allo Scida). Drago si conferma ottimo valorizzatore di giovani: in evidenza quest’anno Dezi, Bernardeschi, Bidaoui, Pettinari e Cataldi. Sarà interessante vedere se riuscirà a confermarsi nella seconda parte della stagione.

Empoli: in casa Empoli la ricetta è sempre la stessa: cambiare poco. In un campionato dove l’affiatamento conta tantissimo, la squadra toscana mantiene invariata gran parte della formazione titolare da un paio di stagioni e i risultati si vedono fin da subito. Conclude il girone d’andata al secondo posto alle spalle della corazzata Palermo, il che significherebbe promozione diretta. Sembrano non risentire dell’anagrafe Ciccio Tavano e Big Mac Maccarone, le due bocche di fuoco della squadra di Sarri, che può anche contare sulla difesa meno battuta del campionato, sorretta dall’ ottima e giovane coppia centrale Rugani-Tonelli. Scalzarla dalla zona-promozione non sarà semplice, ma la concorrenza sarà forte.

Juve Stabia: c’è odore di Lega Pro. La situazione è critica. Cosa dire di una squadra che dopo il girone d’andata ha racimolato solamente 9 punti? Ci pare, francamente, inverosimile che le vespe riescano nel miracolo di conquistare i 35-40 punti che dovrebbero garantire almeno i playout. L’arrivo di Fulvio Pea non ha portato i frutti sperati, tanto che si sta già meditando sul ritorno di Braglia. Una cosa è certa: la squadra ha dei grossi limiti e a gennaio dovrà subire profonde modifiche per cambiare marcia. Ma in Serie B l’affiatamento è fondamentale.

Lanciano: alla vigilia della prima giornata di campionato, la Gazzetta dello Sport condannava i frentani all’ultima posizione (foto a lato). I fatti l’hanno smentita clamorosamente. Ecco la grande sorpresa della serie cadetta, a riconferma della divertente imprevedibilità della B. Molte sono le squadre con un tasso tecnico più elevato, ma Mister Baroni ha trovato la formula magica con cui ha regalato al Lanciano la zona playoff, occupata costantemente per tutta l’andata. Di più: i frentani sono stati in vetta alla classifica per sette giornate consecutive (7-13), a conferma della grande costanza di risultati della squadra, almeno fino a dicembre, quando la Virtus ha accusato un periodo di involuzione con un solo punto conquistato in cinque gare. La sosta può aiutare a riordinare le idee e a rinforzare la squadra, magari in attacco, dove manca un efficace terminale offensivo. La salvezza è ormai cosa acquisita. Sarà durissima, ma Lanciano può continuare a sognare.

Latina: un’altra delle squadre a 30 punti. Era sembrato molto affrettato l’esonero di Auteri dopo tre giornate (due sconfitte e una pareggio), ma l’arrivo di Breda ha prodotto frutti sorprendenti. 13 le partite senza sconfitte per i pontini (fra le quali spicca la vittoria di Palermo del 24 novembre), che si sono stabiliti in zona playoff per quattro giornate, prima di accusare una fisiologica flessione. La rosa è buona, ma ci sono compagini più attrezzate. Per i playoff ci sarà da lottare, ma la salvezza è alla portata.

Modena: rendimento altalenante in questa prima parte di stagione per i canarini. Sino alla dodicesima giornata molto bene l’andamento casalingo, con cinque vittorie e un pareggio (contro il Palermo), contrariamente a quello esterno, con un solo punto ottenuto in sei partite, il che aveva garantito comunque un tranquillo piazzamento di metà classifica alla banda-Novellino. Poi qualcosa si è inceppato. Nove giornate senza vittorie, Novellino in bilico, con la zona playout a solo un punto di distanza. La pausa invernale è una manna dal cielo e può aiutare a invertire la tendenza. Sugli scudi l’ex biancoscudato Babacar, autore di dieci reti.

Novara: una delle maggiori delusioni di questa stagione. La rosa è, sulla carta, una delle più attrezzate del campionato, ma si sa, in Serie B i pronostici contano poco. Ecco dunque il Novara girare a quota 20 punti (con una partita in meno), in zona playout. Eppure l’inizio non era stato poi così negativo, con dieci punti in sette partite. Ma dopo le sconfitte contro Lanciano, Carpi e Ternana, la squadra non ha più vinto, ad eccezione della partita contro la Juve Stabia, fanalino di coda. Il cambio di guida tecnica da Aglietti a Calori sembra non aver giovato alla squadra, che potrà approfittare della sosta per ritrovare se stessa, anche con l’aiuto di qualche innesto mirato, magari in attacco dove la coppia Gonzalez-Comi ha trovato la via del gol solo 4 in quattro occasioni.

Padova: sarà dura limitarsi a scrivere poche righe sulla tribolata stagione biancoscudata; faremo il possibile. Senza dubbio ci si aspettava ben altro piazzamento a questo punto del campionato, invece il Padova chiude l’andata in zona retrocessione, al terzultimo posto. Le cause di ciò sono molteplici, e vanno ricercate sin dal precampionato. Innanzitutto il passaggio di società e il conseguente insediamento della nuova dirigenza hanno fatto iniziare in ritardo il calciomercato, condotto su due binari diversi da due direttori sportivi, Secco e Valentini. In secondo luogo la scelta di affidare la guida tecnica della squadra a Marcolin si è rivelata infelice, con un solo punto raccolto in sei gare, complici anche alcune decisioni arbitrali penalizzanti. Con l’arrivo di Mutti la situazione è migliorata, il tecnico bergamasco ha ottenuto 17 punti in 14 partite, alla media di 1,21 a partita, in perfetta media salvezza. Il Padova ha dunque chiuso l’andata a quota 18 punti, con una partita sub iudice, quella col Carpi. Occorrerà fare meglio nel girone di ritorno per mantenere la categoria. Il tasso tecnico della squadra non corrisponde certamente al piazzamento attuale e se a gennaio Mutti riuscirà a trovare la quadratura del cerchio, integrando bene qualche nuovo innesto, i tifosi biancoscudati potranno dormire sonni tranquilli. Certo, tutte queste voci di imminenti ribaltoni a livello di DS e allenatore non fanno bene all’ambiente. Occorre remare tutti nella stessa direzione e non essere disfattisti. Il Padova ha infatti, come detto, una gara in meno rispetto alle altre squadre e la zona salvezza dista soli 4 punti. Non è ancora il momento di preoccuparsi. E’ il momento di lavorare. Con Mutti.

Palermo: la corazzata. La candidata principale per il primo posto finale, posizione che già occupa. A livello tecnico è una spanna sopra tutti. Eppure non è stata una passeggiata per i rosanero. La scommessa-Gattuso in panchina non ha dato i frutti sperati, e Iachini, arrivato in Sicilia dopo la sesta giornata, ha condotto la squadra dall’undicesimo al primo posto, laureandosi così campione d’inverno. Se la media-punti di Iachini (2,2 a partita) verrà mantenuta, i rosanero riabbracceranno la Serie A dopo un solo anno di purgatorio. Per l’ex tecnico del Siena sarebbe la quarta promozione in Serie A della sua carriera, dopo quelle ottenute con Chievo, Brescia e Samp. Insomma, gli ingredienti ci sono tutti. Capocannoniere stagionale è il nazionale uruguaiano Abel Hernandez, ma in attacco si è distinto anche l’under 21 Belotti, a segno in sei occasioni.

Pescara: e pensare a come si stava mettendo… Squadra bifronte, il Pescara. Progettata per le zone nobili della classifica, alla decima giornata si trovava inaspettatamente in zona-playout, con Marino sull’orlo dell’esonero, ma con la vittoria esterna contro la Reggina la musica è cambiata e ora occupa il quarto posto a quota 34 punti, 26 dei quali ottenuti in dieci partite, a cavallo fra l’undicesima e la ventesima giornata, sinonimo di otto vittorie e due pareggi. Il tasso tecnico complessivo è ottimo. Molto ben assortito il reparto offensivo, ideato per il 4-3-3 di Marino con Maniero (o Sforzini, perseguitato da problemi fisici) come punta centrale, supportato da due fra Ragusa, Cutolo e Politano, con Mascara a fare da jolly, anche a centrocampo. Tenterà sicuramente l’assalto alla promozione diretta.

Reggina: rischiano grosso anche gli amaranto, che chiudono l’andata con soli 14 punti in saccoccia, frutto di tre vittorie contro Juve Stabia, Empoli (!) e Padova, cinque pareggi e tredici sconfitte. Castori non è riuscito a rimediare alla deficitaria situazione di classifica della Reggina, ottenendo quattro punti in quattro partite, dopo le quali è stato richiamato Gianluca Atzori. Come nel caso della Juve Stabia, a gennaio occorrerà intervenire profondamente sul mercato per dare un’anima che questa squadra, al momento, sembra non avere. La salvezza è quantomai lontana.

Siena: se non fosse per la palla al piede rappresentata dai cinque punti di penalizzazione, il Siena si troverebbe al quarto posto, in coabitazione col Pescara a quota 24 punti. La squadra di Beretta non si è infatti demoralizzata di fronte alla retrocessione e ha affrontato la nuova sfida cadetta col piglio giusto, esibendo un’ottima regolarità di risultati, con otto vittorie, dieci pareggi e sole tre sconfitte, record della Serie B. Notevole anche il rendimento casalingo con 21 punti conquistati fra le mura amiche del Franchi. La Robur è una delle candidate alla conquista dei playoff, considerato anche il tasso di esperienza di elementi come Dellafiore, Angelo, Vergassola, D’Agostino, Giacomazzi, Pulzetti, Valiani, Mannini e Rosina. Giovani in evidenza: Schiavone, Giannetti e Rosseti.

Spezia: altra squadra dall’elevato tasso tecnico, allestita dall’ambizioso Patron Volpi per tentare l’assalto alla Serie A, che invece, sino ad oggi, ha in realtà deluso. Il rendimento con Stroppa in panchina è stato in effetti al di sotto delle aspettative, ragion per cui si è optato per il cambio di guida tecnica con l’arrivo di Devis Mangia al timone degli aquilotti. Per ora l’ex tecnico dell’Under 21 ha ottenuto due vittorie e una sconfitta, e lo Spezia ha concluso il girone d’andata a trenta punti, a ridosso dei playoff. A gennaio la squadra verrà ulteriormente rinforzata, con l’obiettivo di non porsi limiti. Difficile trovare punti deboli. Sarà un osso duro per chiunque.

Ternana: stagione di stenti per le “fere”, che chiudono l’andata a quota 22 punti, uno in più della zona playout, piazzamento inaspettato data la qualità della rosa. Mimmo Toscano è stato perennemente sulla graticola, ed è stato oggi esonerato. Il nuovo mister è Attilio Tesser e approfitterà della sosta per conoscere la squadra, inserendo nuovi innesti per tentare di migliorare il rendimento nel girone di ritorno, specialmente lontano dal Liberati, dove fin ora sono arrivati solamente quattro punti.

Trapani: si scrive Trapani, si legge Mancosu. La squadra di Boscaglia è la terza neopromossa a girare a quota 30 punti, niente male in ottica salvezza e ringrazia il proprio bomber sardo, Matteo Mancosu, che dall’alto delle sue 14 reti è in vetta alla classifica-cannonieri e ha regalato valanghe di punti alla formazione siciliana. Gli occhi di mezza Serie A sono già puntati su di lui, ma il Trapani a gennaio non lo lascerà partire. Un plauso alla società che ha confermato il tecnico Boscaglia, nonostante le nove partite senza vittorie che avevano fatto piombare la squadra in zona-playout. Ora invece sono otto le partite senza sconfitte. Rendimento altalenante, ma la salvezza è a portata di mano.

Varese: chiude l’andata a metà classifica con 27 punti (e una partita in meno). Ma il Presidente Nicola Laurenza non è contento, vuole i playoff. Per centrarli servirà qualche acquisto nella finestra invernale del mercato. Dopo la sconfitta contro il Lanciano alla quindicesima giornata si è optato per sollevare dall’incarico di allenatore Stefano Sottili, che nelle precedenti sette giornate aveva raccolto solo sei punti. Per il momento, anche Gautieri non ha ottenuto grandi risultati e la squadra è scesa al quattordicesimo posto. Staremo a vedere se la formazione lombarda si riprenderà.

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