Torino, la promozione parte dalla difesa

Torino, la promozione parte dalla difesa

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Solo il tempo ci potrà confermare i propositi di promozione del Torino, ma l’impressione è che, dopo tre anni di calvario in cadetteria, i Granata siano pronti per il ritorno nella massima serie.

Merito di Giampiero Ventura, un tecnico di categoria superiore che ha saputo imprimere un preciso stampo a questa squadra. Il 4-2-4 ideato dalla guida genovese in estate, prevedeva “calcio champagne” e caterve di gol, ma dopo 17 gare il ruolino parla di “soli” 20 gol fatti e 8 subiti: miglior differenza reti del torneo e una difesa a dir poco impenetrabile. Poco importa, il fine è uno e si chiama Serie A, se la promozione arriverà dalla retroguardia, l’offensivista Ventura se ne farà una ragione.

Attualmente i Granata viaggiano ad una quota di +5 sull’inseguitrice Pescara e hanno subito la miseria di una marcatura (del barese Borghese, ndr) negli ultimi 450 minuti. Unico passo falso del Ventura Team: il 22 ottobre a Gubbio, partita sofferta  contro gli umbri rivitalizzati dalla cura Simoni.

Attualmente Ventura opta per un 4-3-3 più equilibrato, con tanti interpreti di categoria superiore.

Tra i pali regna indiscusso  Ferdinando Coppola, titolare della porta torinese dopo tante scorpacciate di A tra Atalanta, Ascoli, Reggina e Napoli. Confermata l’invidiabile coppia di centrali formata dall’azzurro Angelo Ogbonna e dal polacco Glik, rincalzo a Palermo l’anno scorso. A sinistra non ci sarà il goleador Alessandro Parisi, squalificato, al suo posto l’argentino Zavagno. Sul versante di destra D’Ambrosio è oramai una presenza fissa.

In mediana scelte obbligate per Ventura, che non potrà disporre degli squalificati Vives e Basha: accanto allo stakanovista Iori – tra le sorprese di questo inizio di stagione –  agirà De Feudis,  in campo solo 18 minuti in stagione. Per la terza maglia difficile rivedere il rumeno Suciu, out dal 30 settembre scorso, Ventura potrebbe indietreggiare Surraco a centrocampo (anche lui non è al meglio) o rispolverare il 4-2-4, visto il ritorno di Rolando Bianchi dopo la squalifica (ridotta da tre a due giornate, ndr). In avanti dunque Stevanovic e uno tra Ebagua e Sgrigna sugli esterni e il capitano in posizione di centravanti o, in alternativa, un centrocampista in meno con Antenucci dal primo minuto.

In casa Toro le mosse in attacco sono un optional: con un muro difensivo del genere Ventura può dormire sonni tranquilli…

 

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