Urge pallottoliere: Torino di misura, defibrillazione Samp

Urge pallottoliere: Torino di misura, defibrillazione Samp

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Quindici reti all’intervallo, ventinove in totale (compreso l’anticipo) per un pomeriggio di B meglio di qualunque cinemino, gita fuori porta e via discorrendo; una prima di ritorno che tiene testa a quella d’andata, che di gol ne totalizzò ben 32, qualche sorpresa e le solite certezze.

Nelle dirette simulcast i poveri inviati si battagliano la linea, sugli spalti e sui divani encefalogrammi impazziti dei tifosi.

L’escursione solitaria del Sassuolo in testa alla classifica dura il tempo di una nottata con dolce risveglio: Sansone regala mezza giornata di gloria ai neroverdi – vittoriosi a Nocera – ma nel pomeriggio arriva l’oste Antenucci ed è tempo di conti.

L’attaccante del Torino si scatena contro  l’ex fidanzatina Ascoli e firma il controsorpasso nella consueta agonia dei granata, placebo di questo Toro che non sa vincere senza soffrire. Il talento di Termoli apre e chiude la sfida, nel mezzo il pari di Ciofani, prima durante e dopo i soliti erroracci di Bianchi ed una traversa clamorosa di Di Cesare.

In attesa del big match, il posticipo tra Pescara e Verona (scaligeri a -4 dalla vetta, ndr), frena il Padova al quinto posto. Gli euganei subiscono la reazione adrenalinica della Sampdoria, che in un sol colpo si libera con un urlo di tutte le paure e ritrova una vittoria che latitava dal primo novembre scorso. Protagonista del match è Cristian Bertani, oggetto misterioso di questa prima parte della stagione: l’ex bomber del Novara confeziona una palla al bacio per Pozzi, poi si occupa personalmente del raddoppio con un capolavoro a giro. Inutile il lampo di Bovo, che poco dopo verrà anche espulso per proteste reiterate. Il marinaio tira fuori la testa dall’acqua, ora i playoff sono distanti soli tre punti e l’esultanza di Iachini la dice lunga sulla situazione della squadra.

La Reggina scalcia il Varese dal sesto posto, ultima chiamata per il treno promozione, pareggiando in extremis in casa del Modena. Al Braglia va in scena un’intera stagione di “Beautiful”: Adejo tradisce il nuovo amore Gregucci e segna nella propria rete, Viola consola il mister in lacrime con un capolavoro ad effetto, mentre Di Gennaro, ex poco amato della Reggina, prova a far male al vecchio flirt, ma colpisce il palo. Popcorn ed aranciata all’intervallo, il capitano modenese Penna si fa espellere per eccessiva passione su Bonazzoli e lo stende in area, Ceravolo prende le redini della situazione e trasforma. Stanco riporta il Modena sulla retta via, e Capini sfrutta il secondo tradimento, stavolta del portiere calabrese Marino, per portare i canarini in vantaggio. Anche Signori si lascia trascinare dalla passione e abbandona anzitempo la scena; Modena in nove, al 93’ D’Alessandro allieva le pene amorose del novello Gregucci con la rete del definito tre a tre.

Si riaffaccia il Mister Hyde del Varese, che imperversa solamente sul prato dell’Ossola. Caputo-Stoian trascinano il Bari alla vittoria esterna, la squadra di Maran è inconsistente in attacco (costante delle gare interne), ma – novità! – in difficoltà in fase difensiva.

A quota 31 i lombardi vengono agganciati dalla Juve Stabia, straripante in casa contro l’Empoli: Danilevicius apre le marcature, poi il talento incontenibile di Sau barra la casella 11 e 12 nello score personale (annullato anche un gol all’ex Foggia), inutile le rete del tre a uno, di pregevole fattura, dell’argentino Brugman. Empoli volenteroso, ma con due aggravanti: l’assenza pesante del bomber Tavano e la pessima prestazione della saracinesca Pelagotti.

Le Vespe scrutano all’orizzonte l’oasi dei playoff e scavalcano un Grosseto quasi impresentabile. Il patron dei toscani Camilli rimpiange il Principe Giannini, e si infuria per i passi falsi con il nuovo tecnico Viviani, ancora a secco di vittorie: in casa del Gubbio l’arbitro fischia sul quattro a zero, in virtù delle reti siglate da Bazzoffia, Graffiedi, Ciofani e Boisfer. Grosseto inesistente, Simoni gongola per il miglior Gubbio della stagione, con un duo stellare Graffiedi-Bazzoffia, aspettando i gol di Mastronunzio.

Torna alla vittoria anche il Livorno, mai sorridente dal lontano 5 novembre. Sansone porta in vantaggio il Crotone, poi Paulinho sfrutta un assist invitante di Dionisi e pareggia; poco prima dell’intervallo il baby portiere amaranto Bardi – protagonista indiscusso del match – salva il risultato sul penalty calciato da Ciano. Nella ripresa Dionisi ribalta gli equilibri proprio con un calcio di rigore, poi nel finale Bardi è strepitoso su Calil e regala il primo sorriso di Armando Madonna sulla nuova panchina.

Prosegue l’infallibile percentuale di vittorie di Alessandro Calori sulla panchina del Brescia: un lampo di El Kaddouri spinge le rondinelle sempre più distanti dalla zona playout, a mò di catapulta, e suggerisce al Vicenza un ricordo sartriano di sconfitte perpetuate all’infanzia del campionato.

Termina con un pareggio la gara tra Albinoleffe e Cittadella: succede tutto in due minuti, Laner e Busellato si annullano a vicenda, anche se al 74’ Germinale spreca malamente il penalty del due a uno.

In attesa del posticipo tra Pescara e Verona, portatore sano di spettacolo, concedetemi una chiosa molto british: “God save the BWin!”

 

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