Che festa sugli spalti: i settemila del Penzo battono la Bora, con tanti sfottò e striscioni

Che festa sugli spalti: i settemila del Penzo battono la Bora, con tanti sfottò e striscioni

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Sette lunghi anni di attesa, ma finalmente anche il derby è tornato. Venezia-Padova è stata una festa: biancoscudata, per un successo che è estasi pura, ma prima di tutto di sport. Quasi settemila spettatori sugli spalti, inun“Penzo” stracolmo e che non registrava un simile afflusso di pubblico dall’ultimo incrocio tra le due formazioni, datato 2009. Nessun incidente, tanto colore e tifo:come dovrebbe sempre essere. I tifosi veneziani cominciano a farsi sentire ben prima del fischio d’inizio: “Chi non salta è un padovano”, cantano dalla Curva Sud. I tifosi biancoscudati arrivano in due tranche: la prima, quella dei supporters giunti in treno, approda al “Penzo” con ampio anticipo, e già volano i primi sfottò, con le forze dell’ordine schierate per evitare il contatto tra le due fazioni.
Il traghetto con la fetta più consistente della tifoseria arriva a mezz’ora dal fischio d’inizio, e come se non bastassero già il freddo pungente e la bora a sferzare lo stadio, a pochi minuti dal fischio d’inizio anche gli idranti contribuiscono a raffreddare i bollenti spiriti sulle tribune. Ma il “Penzo” è caldo, e le due coreografie (arancioverde sulle tribune, esplosione di fumogeni e colore nel settore biancoscudato) sono il degno saluto ad una gara che mancava da troppo tempo.
Quando inizia la partita, la superiorità numerica dei tifosi veneziani si vede e si sente, ma la risposta della curva del Padova non è da meno. E non mancano, naturalmente, gli sfottò:un primo striscione dei padovani reca la scritta “Meticci”, per rimarcare la fusione tra Venezia e Mestre, un altro recita “Veneziani gran signori, coi schei dei zugadori”. Arrivano i tradizionali “Oh issa!”, proprio quando la partita si accende. Il Venezia passa e il “Penzo” esplode,mala gioia dura poco: dopo 3 minuti Dettori replica e la curva biancoscudata si rianima, andando in estasi con il rigore di Russo. Nella ripresa il muro biancoscudato quasi “sorveglia” la porta di Bindi. Che regge, fino al 3-1 di Neto: alla fine i leoni sono biancoscudati, e pure la squadra salta insieme ai suoi tifosi. Estasi pura, comenonsi vedeva datempo. (Da Il Mattino)

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