Pordenone, la rinascita di Pasa: “Ora sogno l’Inter”

Pordenone, la rinascita di Pasa: “Ora sogno l’Inter”

Tra gli artefici della grande cavalcata del Pordenone nel girone A, c’è anche Simone Pasa, ex biancoscudato, di mestiere difensore centrale (ma all’occorrenza anche interno sinistro). Figlio d’arte (suo padre Daniele ha giocato in serie A, anche a Udine dove era il vice di un certo Zico e ora è allenatore) e prospetto di casa Inter. Il giovane calciatore classe ’94 originario di Montebelluna (in provincia di Treviso), infatti, è arrivato in Friuli lo scorso agosto in prestito dal club nerazzurro, con il quale ha esordito nella massima divisione nella stagione 2012-2013, collezionando quattro presenze in campionato e due in Europa League. Vi proponiamo qui di seguito l’intervista fatta da mondoudinese.it (un altro sito del network GazzaNet):

Pasa, domenica sarete attesi da una sfida doppiamente importante ai fini della classifica…

Sì, sicuramente sarà una partita molto bella, che ci siamo meritati nell’arco del campionato. Partiamo dal presupposto che nessuno pensava a inizio stagione che saremmo arrivati a questo punto, adesso andiamo al Mercante, daremo il massimo come abbiamo fatto in queste partite. Sono convinto che possiamo uscire con un risultato positivo, andremo a giocarcela per conquistare i tre punti.

Bassano è una squadra costruita fin dall’inizio per le posizioni di vertice. Qual è il loro punto di forza?

Sono una buonissima squadra, in ogni ruolo hanno giocatori molto forti. Esprimono anche un calcio molto offensivo, davanti in particolare hanno quattro giocatori con qualità importanti. Stiamo lavorando per farci trovare pronti e cercare di colpirli.

Vi presenterete al Mercante reduci da nove risultati utili… di chi il merito principale?

Il merito va condiviso tra tutti. In questi sei, sette mesi di lavoro siamo riusciti a creare un ottimo gruppo di lavoro, è questo che ci ha dato la spinta principale. Poi qui c’è una società che ci dà una grossa mano e lo staff tecnico che per ogni partita ci prepara benissimo. Ma ripeto, ciò che sta facendo la differenza è il gruppo che si è creato tra di noi, è quella spinta in più che ci consente di superare anche i momenti di difficoltà.

A proposito di difficoltà, lei è un giocatore che, complici alcune assenze, sta rivestendo più ruoli: da difensore centrale a centrocampista… come sta vivendo questa esperienza a Pordenone?

Io sono felicissimo, appena arrivato qui mi sono trovato bene. Aggiungere minuti ogni domenica aiuta senza dubbio a fare sempre meglio. Il fatto di ricoprire più ruoli l’ho sempre fatto, fin da piccolo. Quest’anno si vede un po’ di più perché li sto cambiando molto spesso, comunque io mi metto sempre a disposizione del mister, penso che questa sia una delle mie qualità e dunque va bene così.

Pordenone Simone Pasa 3E’ arrivato in Friuli con un curriculum importante. Dell’esperienza nell’Inter di Andrea Stramaccioni cosa le è rimasto?

Un ricordo bellissimo. Anche se quando ho giocato non mi sono sentito arrivato, perché era una situazione particolare, erano le ultime partite, però credo che per un ragazzo di 17-18 anni sia un’emozione fantastica. Ringrazio mister Stramaccioni per avermi dato la possibilità di giocare e tutti i compagni che mi hanno fatto sentire un giocatore dell’Inter a tutti gli effetti in quel periodo. Credo sia un’emozione che non tutti potranno provare. A me, intanto, è capitata, poi vediamo in futuro se riuscirò a ripeterla.

Quindi il suo sogno è tornare a vestire la casacca nerazzurra in futuro?

Penso che se hai 22 anni e giochi in Lega Pro non ti devi precludere nulla. Qui sto facendo bene, grazie anche ai miei compagni, e non nascondo che un giorno spero di tornare a giocare in serie A.

L’Inter, però, in passato si è lasciata sfuggire alcuni talenti italiani, basti pensare a Giulio Donati o Luca Caldirola “dirottati” in Bundesliga. E spesso si dice che i giocatori nostrani facciano fatica a trovare spazio, non solo nelle grandi squadre. Qual è la sua opinione a riguardo?

Magari le grandi squadre cercano più il giocatore pronto, quello è vero. Però penso che in Italia nei team non di vertice e in molti di serie B ci siano diversi giovani che stanno facendo bene, tanti dei quali li conosco per averci giocato assieme o contro. Sicuramente in altri campionati c’è stato un progetto per far crescere i talenti di casa, ora mi auguro che in Italia si riparta allo stesso modo per tutelare il nostro futuro.

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