Serie A: finale al veleno. Scontro tra Zamparini, Bonacini e Setti

Serie A: finale al veleno. Scontro tra Zamparini, Bonacini e Setti

Finale di Serie A avvelenato in coda dalle polemiche tra presidenti di squadre a rischio retrocessione o già retrocesse. Il patron del Palermo Maurizio Zamparini ha ricordato le recenti polemiche sugli arbitri. «Non ho fatto delle accuse, sono da 35 anni nel calcio e sono smaliziato. Ho solo richiamato l’attenzione sulla corsa salvezza. Non c’è solo lo scudetto. Sappiamo cosa è successo negli anni passati, abbiamo visto le vicende di Calciopoli. Ho invitato il designatore a pensare che la lotta salvezza fosse importante ed a mandare gli arbitri più in forma. E lo ha fatto. Furbescamente ho lanciato un messaggio per fare in modo che gli arbitri delle partite siano sempre i migliori e i più in forma». Gli ha replicato il patron del Carpi, Stefano Bonacini. Il suo club, staccato di un punto dai rosanero, rischia di tornare in B dopo un solo anno nella massima serie. «Noi abbiamo sempre cercato di far parlare il campo, e mai polemizzato. Zamparini ha in qualche modo accusato il Verona per la partita persa con il Frosinone. Mi piacerebbe vedere che domenica, a Palermo, il Verona giocasse come ha giocato col Milan e con la Juve. A noi nessuno ha regalato niente, spero che il Verona domenica faccia la sua parte. Fossi il presidente del Verona, se mi dicono che il risultato col Frosinone ha aspetti non molto corretti, cercherei di incitare la squadra al massimo». A Bonacini non è piaciuto l’atteggiamento di Zamparini e non lo ha nascosto: «Dire che furbescamente ha fatto illazioni sugli arbitri è di cattivo gusto. Se meriteremo di retrocedere, lo accetteremo, ma ognuno deve fare la sua partita». Il Verona ha risposto con una nota del presidente Maurizio Setti: «Non accettiamo lezioni di fair play e di etica calcistica, da nessuno: purtroppo questi sono atteggiamenti tipici del nostro Paese dove si guarda prima agli altri e poi alle proprie situazioni. So e sappiamo bene cosa fare e l’Hellas onorerà il suo percorso come ha sempre fatto. Noi siamo retrocessi e sappiamo che siamo stati artefici del nostro destino e non abbiamo mai guardato in casa d’altri. Invitiamo quindi tutti gli altri a far parlare solo il campo». (Da Il Mattino)

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