105 anni Padova, Bergamin: “Il nostro auspicio è che sia l’unico compleanno con il nome Biancoscudati”

105 anni Padova, Bergamin: “Il nostro auspicio è che sia l’unico compleanno con il nome Biancoscudati”

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Da centocinque anni fa battere il cuore dei tifosi padovani. E anche se oggi, a distanza di sette mesi dai giorni neri che ne hanno segnato la fine sportiva, non ha lo stesso nome storico, per i tifosi è comunque un giorno speciale. Il 29 gennaio del 1910 nasceva il Calcio Padova con l’atto di costituzione firmato dal primo presidente, il barone De’ Bonfili, in piazzetta Garzeria. A distanza di un secolo e un lustro, oggi il glorioso scudo crociato è custodito in un cassetto, a dimenticare l’onta della mancata iscrizione dello scorso luglio e in attesa di poter tornare a splendere. E trentacinque presidenti dopo, Giuseppe Bergamin, al primo compleanno al timone di viale Rocco, non nasconde l’emozione: «Prima però devo ricordarmi di chiamare mia figlia Maddalena, oggi compie gli anni pure lei», sorride il patron. «Sta diventando grande anche lei, anche se fa solo 29 anni, e non certo 105…». Come vive, da presidente, la ricorrenza di oggi? «Un po’ di emozione si sente, lo ammetto. Credo che abbiamo onorato al massimo delle nostre possibilità questa nuova società, che interpreto anche come una continuazione della storia del Padova. Mi auguro che in futuro si riesca a gratificare ancora di più chi questa storia l’apprezza e l’ama». Sarà il primo compleanno senza il nome Calcio Padova e lo scudo storico. Che effetto le fa? «Un effetto un po’ particolare, ma siamo già sulla strada buona per tornare a possedere l’effigie del Biancoscudo e la denominazione che rappresenta la storia del Padova. Credo che il buon senso, da parte di tutti entro qualche mese ci permetterà di rinascere anche da questo punto di vista». Siete attivi in prima persona in questa battaglia? «Il nostro punto di riferimento è l’amministrazione comunale, che si sta occupando anche da un punto di vista formale della situazione. Noi personalmente non abbiamo contatti diretti, non credo nemmeno ci competa una trattativa di questo tipo con la vecchia proprietà». Avete già individuato quindi il regalo di compleanno da fare ai tifosi? «Che questo sia l’unico compleanno sotto il nome Biancoscudati e con uno stemma che non è quello nato 105 anni fa. Questo è il mio augurio, e credo che si possa fare». In tempi brevi? «Siamo sulla buona strada: ci sono dei passaggi burocratici e legali che non si risolvono dall’oggi al domani, ma penso che nella prossima stagione potremmo davvero tornare a chiamarci Calcio Padova 1910». Come società, invece, come festeggerete? «Staremo vicini ai nostri tifosi, partecipando alle iniziative come quella di sabato in centro storico. Vogliamo lasciare che siano loro gli artefici della festa, noi partecipiamo come parte in causa ma la festa e i protagonisti sono loro. Sarà comunque un bel compleanno: la classifica ci mette proprio nelle condizioni di far festa, abbiamo ritrovato un primo posto che adesso dobbiamo difendere». Ce l’ha invece lei, una richiesta da fare? «Nelle ultime due partite, per un motivo o per l’altro, ho visto una minor partecipazione del pubblico. Mi auguro che, da primi in classifica e verso l’ultima parte di campionato, si ritorni ad un tifo caloroso e numeroso come all’inizio dell’anno».

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