ACP 1910 in serie D, ecco un possibile piano

ACP 1910 in serie D, ecco un possibile piano

Altri criticano, chiacchierano, insultano, minacciano noi cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo con un’idea, una proposta, che per funzionare però deve essere condivisa e accettata, in primis dalle istituzioni e dai tifosi. Non ci interessa favorire nessuno, questa testata come abbiamo scritto molte volte nasce con l’idea di informare ma anche di sostenere e difendere, qualora servisse, il Calcio Padova (e lo sport della città in generale), pur con il sacrosanto diritto di critica. Un esempio: siamo stati noi a svelare, a suo tempo, che il giudice Valente era un tifoso del Torino (rendendo evidente che sul caso del black-out fu minacciata la garanzia di imparzialità e terzietà del giudizio). Questa che presentiamo è la soluzione che abbiamo pensato, non è detto che sia infallibile ovviamente, perchè per andare a buon fine come detto è condizione necessaria l’aiuto di tutti.

Partiamo anche dal presupposto che tutti, sia chi caldeggia l’ipotesi di una newco sia noi (decisamente controcorrente) che siamo più orientati verso il proseguimento dell’ACP 1910, abbiamo a cuore le sorti della squadra di calcio di Padova. Tutti vogliamo tornare a tifare la nostra squadra, e, al più presto, nel calcio che conta. Noi siamo più favorevoli all’idea di un risanamento (possibile) del Calcio Padova 1910, di dare continuità alla storia e di far disinnescare le micce da quelle stesse persone che hanno procurato il dissesto (Cestaro, soprattutto, e Penocchio, che si è ritrovato con il cerino in mano, e anche davanti all’evidente fallimento sportivo non ha trovato di meglio che pontificare e straparlare). Perchè Cestaro e Penocchio dovrebbero farlo? Perchè conviene soprattutto a loro. Il punto è che la maggiorparte dei tifosi non vuole più avere niente a che fare con Cestaro e Penocchio (e Valentini). Meglio anzi farli fallire e ricominciare daccapo. E’ un’opinione rispettabile e giustificata dall’anno terribile che abbiamo appena vissuto, il peggiore della storia del Padova. Noi semplicemente riteniamo più ragionevole tenere in vita l’ACP1910, per una serie di motivi che in parte abbiamo già illustrato e perchè al momento non vediamo nell’opzione newco con Bergamin una valida alternativa.

Qui di seguito pubblichiamo più nel dettaglio un possibile piano per ripartire con il Calcio Padova 1910:

In tutta evidenza la situazione presenta alcune criticità.

Da una parte l’attuale proprietà desidera evitare il fallimento ed ha

un piano per impostare la gestione, come avevamo ipotizzato, basato su

3 aspetti:

a) riportare il risultato di gestione in pareggio;

b) gestire attraverso i crediti in Lega i debiti del 2013-2014;

c) gestire attraverso la sponsorizzazione Unicomm i debiti di Cestaro.

Dall’altra si sente parlare di un grande attivismo di imprenditori e cordate ma,

ci sia permesso di fare questa valutazione, se questi soggetti sono venuti

allo scoperto solo ora, o neppure sin qui, forse il desiderio di coinvolgersi

nei fatti calcistici padovani non è proprio in cima ai loro pensieri.

D’altra parte vi immaginate che confusione, anche per il Sindaco Bitonci,

doversi trovare di fronte ad un Calcio Padova 1910 Spa avente titolo

e ad un Padova Newco Spa richiedente quanto disciplinato dall’art.52 NOIF.

Abbiamo quindi ipotizzato una soluzione per una exit strategy che ha il pregio

di:

a) evitare il fallimento del Calcio Padova Spa 1910;

b) evitare la confusione che si verrebbe a creare tra Padova 1910 e Padova Newco,

senza contare anche gli imbarazzi per l’Amministrazione ed il fatto ineludibile

che è il Padova 1910 l’effettivo portatore della tradizione calcistica padovana;

c) consentire all’attuale gestione di ripulire la società attuale, Padova 1910,

dai debiti;

d) per poi trasferirla gratuitamente alla compagine di soci padovani.

Torniamo per un attimo al piano della attuale proprietà:

1) Primo aspetto

La gestione caratteristica deve generare risorse in grado di permettere un risultato

economico della gestione non negativo. Abbiamo già ipotizzato come in un precedente

articolo (vedi qui). Abbiamo qui sotto, invece, ipotizzato un conto economico/ricavi

per le annualità 2014-2015 e 2015-2016:

Ricavi della gestione caratteristica

Settore giovanile

Corsi di formazione estivi ed invernali

2014/15: 350.000,00

2015/16: 400.000,00

Premi di preparazione

2014/15: 350.000,00

2015/16: 50.000,00

Prima Squadra

Abbonamenti

2014/15: 50.000,00

2015/16: 100.000,00

Ticketing

2014/15: 350.000,00

2015/16: 400.000,00

Ricavi di altra natura

Diritti radio-TV

2014/15: 25.000,00

2015/16: 50.000,00

Ricavi da pubblicità e sponsoring

2014/15: 500.000,00

2015/16: 600.000,00

Totale ricavi 2014/15: 1.625.000,00

Totale ricavi 2015/16: 1.600.000,00

Analizziamo le varie tipologie di ricavo con attenzione:

CORSI DI FORMAZIONE ESTIVI ED INVERNALI

Le attività della Scuola Calcio estiva ed invernale sono in grado di generare ricavi per 350.000/400.000.

Abbiamo indicato prudenzialmente € 350.000 per l’esercizio 2015-2016 e € 400.000 per il successivo.

PREMI DI PREPARAZIONE

Non si riferiscono ai giovani di serie, che verranno sicuramente persi in quanto svincolati, ma alla diaspora

dei piccoli tesserati con cartellino annuale che passeranno ad altre società professionistiche.

Il Padova 1910, divenuto società dilettantistica, potrà richiedere alle nuove società il premio suddetto, secondo

le tabelle indicate dall’art. 96 delle NOIF.

I ricavi in questione si riducono nell’esercizio 2015-2016 dal momento che il grosso della emoraggia di tesserati

avverrà quest’estate, anche se non bisogna omettere di considerare che per alcuni di questi ragazzini

il tesseramento quali giovani di serie potrebbe non perfezionarsi subito in ragione di 2 aspetti:

a) età dei ragazzini;

b) il fatto che le altre società prof aspetteranno di vedere che tipo di tesseramento proporre in base

al fatto che vi sia o meno il Calcio Padova 1910.

L’unico problema di questa titpologia di ricavo è rappresentato dal fatto che per quanto sia stato

indicato per competenza nelle’esercizio in cui maturerà il diritto, la manifestazione finanziaria potrebbe

presentarsi nell’esercizio successivo.

ABBONAMENTI

Abbiamo ipotizzato un modesto risultato della campagna abbonamenti a causa del fatto che vi sarà poco tempo,

dal momento che riteniamo realistico che il Padova 1910 venga ammesso in Serie D non prima di settembre,

ed anche per l’evidente ostilità di una parte dell’opinione pubblica. Abbiamo altresì ritenuto che l’anno successivo

il risultato della campagna abbonamenti possa essere più soddisfacente.

TICKETING

Rienteniamo che sia realistico ritenere che il risultato economico del ticketing non possa essere inferiore a quello

degli ultimi anni di Serie C1 (stagioni dal 2002 al 2007), ma prudenzialmente abbiamo dimezzato quel dato,

imputando € 350.000 all’esercizio 2014-2015 e € 400.000 all’esercizio successivo.

DIRITTI RADIO TV

Analoghe considerazioni come sopra-

SPONSORING E INSERZIONI PROMO-PUBBLICITARIE

I valori indicati potrebbero apparire oltremodo ottimistici. Più sotto vi diremo perché potrebbero non esserlo.

I COSTI

Non conosciamo a tal punto le dinamiche interne per poterci sbilanciare per ciò che attiene all’aspetto dei costi

in maniera così analitica. Riteniamo di poter fare le seguenti considerazioni:

COSTO DEL SETTORE GIOVANILE E DELLA SCUOLA CALCIO

Il costo complessivo dell’attività giovanile può essere compresso in € 350.000/400.000. Significa ridurre del 20/25%

rispetto al costo sostenuto sino alla scorsa stagione. Potrebbe apparire un taglio significativo, ma in realtà l’area giovanile

rimarrebbe quella con variazioni meno significative rispetto alle altre aree (Prima Squadra, Organizzazione Generale).

COSTI DELL’ORGANIZZAZIONE GENERALE

Purtroppo l’organizzazione generale dovrebbe subire pesanti tagli rispetto al passato, ma questo è di palmare evidenza,

anche in considerazione del fatto che l’organizzazione negli ultimi anni è stata fin troppo pletorica.

Considerando il numero di dipendenti in organico è ipotizzabile un costo di 700.000/800.000 comprensivo di sede, campi allenamento, personale, acquisiti di servizi vari, beni e merci.

COSTI DELLA PRIMA SQUADRA

Vanno contenuti entro i 400.000/500.000 il che, comunque, in Serie D, significherebbe essere tra le società con un budget di spesa più importante.

Ed ecco la nostra proposta sopra annunciata.

PREMESSA

Gli imprenditori padovani vogliono un Padova tutto nuovo libero dai debiti (senza spendere troppo, però).

L’attuale proprietà non vuole fallire, poi regalerà il Padova 1910 dopo averlo messo in sicurezza.

IMPEGNO DELL’ATTUALE PROPRIETA’

L’attuale proprietà dovrebbe impegnarsi a fare quanto segue:

a) lasciare il Calcio Padova

a) fare gestire per 1 o 2 stagioni l’attività in Serie D come sopra indicato

b) pagare, anche transando, i debiti maturati nell’anno sportivo 2013-2014 (l’esercizio è annuale);

c) riducendo la massa debitoria delle gestione Cestaro attraverso la sponsorizzazione.

Dopo 2 anni avremmo la seguente situazione:

a) gestione economica messa in sicurezza (non era forse l’elevato sbilanciamento costi/ricavi ad avere sempre generato le perplessità da parte dei potenziali nuovi soci?);

b) debiti del 2013-2014 chiusi;

c) debiti di Cestaro in significativa parte chiusi (non era forse la presenza di significativa massa debitoria ad avere generato perplessità nei nuovi potenziali soci?).

Al termine delle 2 stagioni 2014-2015 e 2015-2016 l’attuale proprietà trasferirà a titolo non oneroso le quote societarie a sostegno in termini di pubblicità e sponsorizzazione (vedi sopra) avranno permesso di generare quel positivo riequilibrio tra costi e ricavi della gestione ordinaria.

IMPEGNI DEI NUOVI PROPRIETARI

Contribuire con pubblicità e sponsorizzazioni per 2 stagioni alla gestione del Calcio Padova 1910, in modo da permettere all’attuale proprietà di procedere sulla strada del risanamento aziendale.

Nel corso dell’estate 2016 il trasferimento delle quote avverrà a titolo non oneroso. La società sarà, a quel punto, risanata alla massa debitoria ed avrà un conto economico performante.

Si tratta senza dubbio della soluzione meno onerosa e più semplice per tutti.

Questo è quanto abbiamo pensato noi sottolineando che la nostra testata non ha contatti con il presidente Diego Penocchio da maggio. Per rendere questo piano più verosimile possibile, dopo vani tentativi siamo riusciti a contattare Andrea Valentini per avere la certezza che l’attuale proprietà lasci Padova da subito, occupandosi solamente di estinguere il debito (la risposta è stata affermativa). Questo Padova dev’essere affidato interamente a persone che facciano da garanti (Molon potrebbe essere il direttore sportivo, in società potrebbe esserci un rappresentante dei tifosi o una quota destinata all’azionariato).

Prendendo in considerazione il fatto che a) il Calcio Padova 1910 non è fallito e che l’attuale dirigenza (con la vecchia) hanno intenzione e interesse a non farlo fallire e b) la piazza vuole un radicale cambiamento e nomi graditi, possibilmente padovani; questa ci sembra l’ipotesi migliore per evitare il serio rischio di avere due squadra che rappresentano Padova.

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