Amirante, il calvario di Savona e la rinascita: “A Padova sto vivendo il momento migliore della mia carriera. In Lega Pro sarebbe fantastico…”

Amirante, il calvario di Savona e la rinascita: “A Padova sto vivendo il momento migliore della mia carriera. In Lega Pro sarebbe fantastico…”

«Dopo tre anni d’inferno ho trovato il paradiso». È al settimo cielo Salvatore “Savio” Amirante, protagonista con una doppietta (terza in biancoscudato) della vittoria sul Belluno. Arrivato come colpo “last minute” nel mercato di riparazione, ha già messo a segno 8 sigilli. Anche se il suo totale stagionale ha raggiunto quota 14 considerando i sei centri in dieci gare con la Lavagnese (serie D ligure) prima appunto di approdare all’ombra del Santo. «Sono felicissimo. Sta andando tutto bene e sono contento di dare una mano alla squadra a suon di gol». Tre anni d’inferno, diceva l’attaccante. Riferimento al calvario per il lungo infortunio al ginocchio subìto quando era al Savona. «Avevano sbagliato l’operazione, è stato uno dei periodi più brutti della mia vita, adesso mi sto rifacendo. Con gli interessi? Penso di no, anche perché è difficile recuperare tre anni persi. Però sono felice di come sta andando». Si può etichettare la sua esperienza biancoscudata come la più bella in carriera? «Direi di sì, ma ho passato altri momenti molto belli nei quali ho vinto qualche altro campionato. Però questo è uno dei più emozionanti e c’è una tifoseria che ti segue molto, è fantastico». Due gol in un colpo solo li aveva già segnati all’esordio con l’Union Ripa e poi con il Mori: domenica a Belluno la terza doppietta. «Cunico ha messo due cioccolatini che erano solo da trasformare in gol. Di sicuro non ho fatto tutto da solo, erano situazioni provate in allenamento. L’altro ieri non ho vinto solo io, l’ha fatto tutta la squadra. Abbiamo disputato una grande partita ed è giusto che a fine gara tutta la squadra abbia ricevuto i complimenti». Per lei ne sarà arrivato qualcuno di speciale. «I miei genitori e mia sorella mi chiamano sempre dopo la partita. Mio padre l’ha vista in internet, era contento. Mi ha detto di continuare così e di non mollare». Ha appena citato Cunico, sempre più leader della squadra. «È il capitano, ma qui ci sono tanti giocatori importanti e stiamo facendo tutti molto bene. Siamo un gruppo davvero molto unito». Nelle ultime tre gare è partito sempre titolare segnando quattro gol, complici le condizioni non ottimali di Zubin e Ferretti . Avrebbe giocato se ci fossero stati? «Chi lo sa, ma non è un problema. Ripeto, siamo una squadra composta da ottimi giocatori e le scelte spettano all’allenatore. Anche Zubin e Ferretti erano contentissimi per la vittoria, siamo un gruppo fortissimo. Se segno io loro sono contenti per me e viceversa. Siamo qui tutti per lo stesso obiettivo e dobbiamo cercare di raggiungerlo il prima possibile». Oltre a Zubin e Ferretti, domenica mancavano anche Sentinelli e Lanzotti. È stata una prova di forza anche alla luce delle assenze. «Abbiamo dimostrato che siamo venticinque giocatori ottimi. Ogni settimana ci giochiamo il posto, ma in campo uno vale l’altro. Tutti possiamo fare bene». Segnando a ripetizione come sta facendo, lei spera naturalmente di essere confermato per la prossima stagione. «Bisogna fare sempre bene per vedere cosa si può fare l’anno prossimo. Disputare la Lega Pro con il Padova sarebbe uno spettacolo, è una delle piazze più importanti. A questo punto soltanto noi possiamo perdere il campionato, il nostro obiettivo è vincere tutte le partite».

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