Appiani, ora c’è da salvare la gradinata est

Appiani, ora c’è da salvare la gradinata est

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A due anni e mezzo dall’assegnazione del bando, è stato aperto ieri mattina il cantiere per il primo stralcio di lavori di ristrutturazione dello stadio Appiani. Un’opera che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale e di Interbrau (l’azienda che ha finanziato il progetto), dovrebbe essere completata in tre mesi e porterà alla messa a norma e al restyling della tribuna centrale, con 921 posti a sedere, al rifacimento della recinzione tra la tribuna e il campo e alla creazione di un locale per il pronto soccorso nel tunnel che collega le gradinate. Allo stesso tempo, il Comune sta già vagliando un secondo stralcio di lavori, in gradinata Est ma prima di delineare un piano, dovrà capire in che modo sistemare la gradinata, che rischia l’abbattimento. Via ai lavori. Il costo dei lavori è di 150 mila euro, interamente finanziato da Interbrau, dopo il bando lanciato a fine 2012 dalla vecchia amministrazione. Oltre alla messa a norma della tribuna, con il colore dei seggiolini che richiamerà lo stemma del Comune di Padova, saranno create postazioni per i disabili e rifatti i bagni. L’aspetto più stuzzicante riguarda la parete superiore della tribuna, nella quale verranno affissi 12 pannelli. Quattro sono riservati allo sponsor, mentre negli altri 8 saranno stampate immagini storiche del Calcio Padova all’interno dello stadio Appiani, in modo da creare un piccolo museo all’aperto. Ll’idea è quella di lanciare nelle prossime settimane un sondaggio per decidere le immagini da installare. Secondo stralcio. Il sindaco Bitonci e il presidente della Biancoscudati Bergamin, dopo aver ringraziato i fratelli Vecchiato, titolari di Interbrau, hanno rinnovato l’appello ad altri imprenditori perché possano raccoglierne il testimone. Il Comune ha già messo a bilancio una cifra poco superiore ai 600 mila euro per il secondo stralcio di lavori, che dovrebbe prevedere il rifacimento della curva sud e della gradinata Est, a seconda anche di eventuali nuovi finanziatori. Ma c’è un problema, che ne sarà della vecchia gradinata? «I tecnici sono al lavoro per verificarne la staticità», ha spiegato Bitonci. «Essendo una vecchia struttura in cemento armato è difficile da verificare. Noi vorremmo recuperarla, ma se non fosse possibile, si renderebbe necessario l’abbattimento e la sostituzione con una tribuna, magari mobile. L’ideale sarebbe completare i lavori, anche per quanto riguarda gli spogliatoi, in un paio d’anni». Escluso che il Padova possa tornare a giocare le partite di campionato in via Carducci (si parla solo di amichevoli e allenamenti quotidiani) in questi tre mesi l’impianto resterà comunque agibile per le giovanili biancoscudate e per qualche seduta della prima squadra.

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