Arcella-Padova 1-5, prima tappa del tour di fronte ad oltre duecento spettatori e nel ricordo di Scagnellato. Si rivedono in campo Dionisi, Bruzzi, Denè e Ferretti

Arcella-Padova 1-5, prima tappa del tour di fronte ad oltre duecento spettatori e nel ricordo di Scagnellato. Si rivedono in campo Dionisi, Bruzzi, Denè e Ferretti

di Redazione PadovaSport.TV

Il nuovo Padova nel segno della tradizione. E non solo per il bell’omaggio reso alla memoria di Lello Scagnellato al cimitero dell’Arcella attorno all’una e mezza da una delegazione biancoscudata. Già ai tempi di Rocco, infatti, il giovedì era giorno di partitella di allenamento contro i ragazzi di Tansini per prepararsi al meglio in vista della sfida domenicale. Oltre sessant’anni dopo, ecco la neonata società dei Biancoscudati Padova inaugurare un tour che porterà ogni settimana i ragazzi di mister Parlato ad affrontare le piccole realtà locali del territorio, con l’obiettivo di radicarsi sempre più in quest’ultimo fortificando il legame con i tifosi.

A giudicare dalla gara di oggi, disputata sul campo dell’Arcella (squadra di Seconda Categoria) all’interno del centro parrocchiale di Sant’Antonino, la missione è riuscita con successo: oltre duecento erano infatti gli spettatori che hanno assistito al match, vinto per 5 a 1 dai biancoscudati. Un’ottima occasione per mister Parlato per mettere a punto i meccanismi anti-Triestina e per testare la gamba dei suoi giocatori, specialmente quelli appena usciti dall’infermeria. Tenuti precauzionalmente a riposo i due pilastri della retroguardia Sentinelli e Niccolini, entrambi in fase di recupero da alcune noie fisiche di lieve entità, nel primo tempo il tecnico napoletano sceglie di utilizzare il 4-3-1-2, schierando di fronte al portiere di riserva Cicioni una linea difensiva formata da Busetto, Dionisi (di rientro dall’infortunio patito due settimane fa a Fano), Thomassen e Degrassi. Di fronte a loro, poi, gli stessi volti di Arzignano, con Nichele, Segato e Mazzocco ad agire dietro a Cunico e tandem offensivo formato da Ilari e Tiboni. In una gara dove l’imperativo è quello di non farsi male ed i ritmi non si rivelano certo indiavolati, inutile sottolineare la superiorità tecnica dei biancoscudati, che già all’8′ aprono le marcature con un pregevole calcio di punizione di Segato dai venti metri, per poi chiudere il primo tempo (da 40′) sul punteggio di 3 a 0 alla luce della doppietta di Mazzocco, abile al 17′ a gonfiare la rete con una staffilata al volo dal limite dell’ area ed al 25′ a trovare il bis insaccando da pochi passi il terzo gol di giornata dopo aver raccolto una respinta del portiere di casa su tiro di Tiboni. Molte le variazioni nel secondo tempo, a partire dal modulo, ossia il 4-2-3-1. Tra i pali scende in campo Vanzato, in difesa Bragagnolo e Russo subentrano a Busetto e Degrassi, mentre in mediana Bedin va a fare coppia con Segato. Ma le vere novità appaiono dalla cintola in su, prima fra tutte quella di Salam Denè, finalmente al rientro in campo dopo un lungo stop che si protraeva dai primi giorni di ritiro ad Asiago. Insieme a lui, dietro un altro rientrante come Ferretti (di ritorno in campo dopo lo stiramento di secondo grado al flessore della coscia sinistra rimediato soli venticinque giorni fa contro il Mezzocorona) figurano sulla linea dei trequartisti Aperi e Petrilli. Tempo dodici minuti, ed il Padova fa manita con le reti di Aperi e di Bragagnolo, ma nel frattempo rischia anche di subire gol per mano (o meglio, per piede) di Latalardo, che spara alta una conclusione volante da posizione propizia, e di Costa, che su punizione fa la barba al palo alla destra di Vanzato. Nonostante questi campanelli d’allarme, la difesa biancoscudata, però, continua a rivelarsi un po’ troppo “ballerina”, e, dopo aver rischiato grosso in occasione di uno sbilenco cross di Varotto che va a stamparsi sull’incrocio dei pali, al minuto 62 concede ai padroni di casa un calcio di rigore che Ferron insacca con freddezza. Una disattenzione che mister Parlato non avrà certamente passato sotto silenzio negli spogliatoi… Ad ogni modo, tre minuti più tardi ecco gli ultimi cambi biancoscudati, con Bruzzi (altro reduce da noie muscolari) che prende il posto di Denè (solo venti minuti dunque per lui) e Montinaro e Formigoni che subentrano a Thomassen e Segato e si posizionano in mediana con l’arretramento di Bedin sulla linea dei difensori. Poco altro ci dirà la gara, che non vedrà più mutare il suo risultato. Da segnalare solamente un’ulteriore occasione dell’Arcella con Oliva, che devia di testa di poco a lato una conclusione sbilenca dalle retrovie, ed un elegante ma inefficace tentativo di rovesciata da parte del Rulo Ferretti.

Prossima tappa del tour biancoscudato tra sette giorni a Sant’Angelo di Piove di Sacco, dove Cunico e compagni sfideranno la formazione locale della Santangiolese. Ma prima, domenica alle ore 14.30, all’Euganeo arriva la Triestina, per una sfida che il sapore della Serie D proprio non ce l’ha. A proposito di tradizione…

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