Bergamin al Gazzettino: “Questi 41 punti sono l’espressione di quanto facciamo in campo. Futuro? C’è un piano A e un piano B…”

Bergamin al Gazzettino: “Questi 41 punti sono l’espressione di quanto facciamo in campo. Futuro? C’è un piano A e un piano B…”

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L’intervista rilasciata dal presidente del Padova, Giuseppe Bergamin, al Gazzettino:

Presidente Giuseppe Bergamin, trascorso bene il Natale?

«Sì, sono rimasto a casa in famiglia. Sono state feste all’insegna del relax».

La squadra è tornata al lavoro, è già ora di mettere nel mirino la super sfida con l’Altovicentino.

«Siamo tutti partecipi per questa sfida che comunque non segnerà niente di importante. Però è una partita che sentiamo e vogliamo essere pronti per dire la nostra e per confermare le nostre capacità e qualità, oltre alla determinazione che abbiamo sempre dimostrato».

In occasione della cena natalizia del Padova ha affermato che domenica porterete gli auguri all’Altovicentino, c’era anche un pizzico di ironia nelle sue parole.

«C’era una componente scherzosa, ma gli auguri si fanno a tutti indipendentemente da quello che sarà il risultato sul campo».

Avrà modo di incontrare anche il suo collega vicentino Dalle Rive.

«Sarà l’occasione per conoscerlo. Mi sembra una persona simpatica che vive il calcio con passione».

L’Altovicentino ha scelto come allenatore Diego Zanin, tra l’altro ex biancoscudato.

«Non lo ricordo come giocatore e non lo conosco come tecnico. Però guardando il suo curriculum è una persona capace, mi sembra di avere capito che sia un sergente di ferro. Se hanno fatto questa scelta è perché ritengono che sia una figura che dia a loro garanzie».

Altovicentino più temibile con Zanin?

«Avrà pochi giorni per lavorare, speriamo che non faccia in tempo a mettere a posto le loro cose. Di solito a un allenatore servono un paio di settimane, speriamo che occorrano anche in questa circostanza».

Passando agli affari biancoscudati, come giudica l’operato della squadra fino a questo punto?

«Credo che il bilancio provvisorio sia positivo e che i punti che abbiamo in classifica siano giusti. Qualche volta abbiamo conquistato la vittoria all’ultimo minuto, qualche volta abbiamo perso qualche punto immeritatamente. Gli attuali 41 punti sono la giusta espressione di quanto abbiamo dimostrato sul campo, anche se volendo essere egoisti potevamo avere anche un paio di lunghezze in più, e magari senza quella sconfitta con la Sacilese».

Come gioco espresso è contento?

«Sono soddisfatto, anche se nel girone di ritorno dobbiamo dimostrare meglio le nostre potenzialità dal punto di vista tecnico e agonistico. Da adesso in avanti tutte le partite avranno un altro sapore dato che inizia la seconda parte del campionato e bisogna sfruttare tutte le occasioni per raccogliere tutto ciò che si può».

A livello societario si può dire che siete promossi a pieni voti?

«Sì, ci stiamo guardando dentro per capire ciò che abbiamo fatto e cosa c’è da fare in questo campionato e anche in prospettiva».

State approntando un auspicato piano A (promozione in Lega Pro) e un malaugurato piano B (permanenza in serie D)?

«È così, non si possono aspettare gli ultimi giorni, tutto deve essere previsto in tempi corretti».

Avete le idee chiare sul futuro?

«Stiamo mettendo sul tavolo tutte le prospettive e diventeranno oggetto di analisi una volta che avremo individuato obiettivi e possibilità».

Tornando alla squadra, Parlato è sempre più padrone della situazione.

«E il gruppo lo segue. Tutti i ragazzi hanno capito la sua mentalità e si comportano in modo professionale in ogni situazionie».

Un giocatore che più l’ha sorpresa?

«Sono contento che sia rimasto con noi Pittarello, vedo un buon futuro per lui se continua ad applicarsi come sta facendo».

Circola voce che sia nel mirino di qualche club professionistico.

«Ho sentito anch’io, ma abbiamo pensato che sta bene con noi. Potenzialmente è bravo sul piano tecnico e fisicamente è dotato, anche se ovviamente deve ancora maturare. Lo teniamo per farlo crescere e per utilizzarlo in prospettiva. Un diciottenne con le sue caratteristiche è un valore importante per una società come la nostra».

Abbiamo accennato alle questioni societarie. Il suo rapporto con Roberto Bonetto?

«Ci conoscevamo in maniera superficiale, adesso siamo diventati anche amici e stiamo dimostrando di essere complementari: il binomio è indovinato. Abbiamo condiviso tutte le scelte e c’è una fiducia reciproca sia oggi e sia per il futuro».

Il nuovo anno è ormai alle porte. Cosa si attende dal 2015?

«Mi sto dedicando con lo stesso massimo impegno alla mia attività lavorativa e al Padova, oltre che alla mia famiglia. Mi aspetto di continuare a lavorare in serenità, che produce risultati. Se si è tesi, diventa tutto difficile. Lavorare in serenità dà soddisfazione, quindi cercherò di mantenere il giusto equilibrio».

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