Cestaro: “Prendiamo subito la metà  di Farias”

Cestaro: “Prendiamo subito la metà  di Farias”

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PADOVA Presidente Marcello Cestaro, è troppo chiederle di raccontarci la verità? «A proposito di che cosa, scusi?» Ma sul Padova che state costruendo adesso e che sabato prossimo tornerà in campo contro il Livorno vice-capolista della B… «Chieda, vedrò di risponderle in modo esauriente». Partiamo dalla vicenda Farias. Nell’incontro che si è svolto fra lei e suo figlio Lorenzo, Baraldi e Salvatori da una parte, Luca Campedelli e Giovanni Sartori dall’altra, avete raggiunto un’intesa per la permanenza del brasiliano in biancoscudato sino a giugno. E ci avete aggiunto pure Silvestri. Non è che, per tenervi entrambi, avete promesso al Chievo di valorizzargli il portiere, promuovendolo titolare fisso? «Un momento, un momento… Partiamo da Farias: il suo procuratore (Mariano Grimaldi, ndr) ha ricevuto delle proposte, c’erano squadre di serie A a cui sarebbe piaciuto avere il ragazzo da subito. Io ho parlato con Diego, che mi ha detto: “Qui sto bene, ma so che devo tornare a Verona a giugno. E a chi non piacerebbe giocare nella categoria superiore?”. Loro, Campedelli e Sartori, pensavano di riprenderselo, ma noi siamo stati chiari: il patto, concordato l’estate scorsa, era che il giocatore avrebbe indossato la maglia biancoscudata sino a fine campionato. Siamo andati oltre, ora glielo posso dire: al Chievo abbiamo replicato che Farias ci interessa, e molto, al punto che ho preso l’impegno per assicurarmi il 50% del suo cartellino e vincolarlo a noi con un contratto triennale. Ad un certo punto, a Campedelli ho parlato chiaro: “Intavoliamo da subito la trattativa, dimmi cosa vuoi per la metà e firmiamo”». Caspita, è un cambio di rotta radicale. L’estate scorsa budget limitato, investimenti con il contagocce, mentre adesso lei è pronto a mettere sul piatto dei bei soldini per tenere sotto la sua ala l’attaccante… (Cestaro ride) «La metta giù come crede, ma se vogliamo i playoff bisogna fare uno sforzo». Dunque, Farias prima di fine gennaio può passare dal prestito alla comproprietà. E Silvestri? «È un buon portiere, promette molto ed è giovane (marzo 1991, ndr). Ai nostri due interlocutori abbiamo chiarito esplicitamente che ci piace pure lui: quindi, siamo pronti a rilevarne, come per Farias, la metà del cartellino e a proporgli un triennale perchè rimanga al Padova». Questo è parlar chiaro, finalmente. Risposte? «Le stiamo aspettando, per ambedue. Con Campedelli mi sono risentito sabato: ci stanno pensando, la doppia offerta è una novità anche per loro». Silvestri sarà tra i pali, al rientro in campionato, per la squalifica del collega. Anania, a questo punto, è destinato a partire? «Anania è il nostro portiere titolare, fa il suo lavoro, però dietro a lui c’è il giovanotto. Allora mi chiedo e le chiedo: così come si alternano difensori, centrocampisti e attaccanti, perché ogni tanto non può succedere lo stesso per chi sta in porta? Per me, comunque, Anania non fa le valigie». D’accordo, tuttavia i casi aperti restano il suo e quelli di Piccioni e Renzetti. Ci aggiorna sugli ultimi due? «L’ex Sassuolo non sta ancora bene, l’infortunio è stato doloroso. Sabato non ci sarà, ma a noi serve uno così. A meno che non decida di optare per altre soluzioni, gli ho sentito dire che resta volentieri. È un professionista e sinora ha fatto egregiamente il suo lavoro. Quanto a Renzetti, ripeto ciò che ho già affermato in precedenza: avrei piacere che non ci lasciasse. La proposta economica è stata buttata lì, il suo procuratore (Paolo Bordonaro, ndr) è una brava persona ed è un amico di Francesco. Sono convinto che, se ci siederemo tutti assieme attorno ad un tavolo, troveremo la soluzione che soddisfi le parti in causa. Renzetti, fra l’altro, vuole vincere con questa maglia. Insomma, me lo faccia dire, sono ottimista». Allora, se Anania, Piccioni e Renzetti rimangono, la campagna acquisti può dirsi chiusa? «Penso proprio di sì. Ci potrebbe essere un’uscita, forse due (ma non rivela chi, anche se è facile pensare a Gallozzi e Galli)». È una rivoluzione, in ogni caso. Ce n’era davvero bisogno? «Cambiando allenatore, e con gli infortuni che ci siamo ritrovati, era necessario agire in questo modo. La retroguardia, se Piccioni non va via, è questa. A centrocampo, con Cuffa e Viviani out, avevamo necessità di trovare un regista, e Iori sembra avere le qualità giuste per ricoprire tale ruolo. In più è arrivato De Feudis, tanta esperienza al servizio degli altri. In attacco, oltre a Bonazzoli, ci siamo ritrovati a sorpresa Vantaggiato, che mi riferiscono si stia impegnando parecchio. Voglio pensare che adesso siamo più competitivi di prima. L’importante è che il gruppo remi compatto dalla parte giusta e che segua senza problemi Colomba».

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