Cestaro si congeda: “Dieci anni non si dimenticano. Il Padova ha bisogno di rinforzarsi sul mercato, altrimenti è dura”

Cestaro si congeda: “Dieci anni non si dimenticano. Il Padova ha bisogno di rinforzarsi sul mercato, altrimenti è dura”

L’intervista de Il Gazzettino a l’ex presidente Marcello Cestaro:

«Speriamo che Sant’Antonio ci dia una mano. Bisogna confidare nelle cose buone». Esordisce così l’ex presidente Marcello Cestaro quando lo contattiamo al telefono. Il suo timbro di voce è squillante, e nel pronunciare queste parole non manca una piccola risata. Anche il giorno dell’Epifania l’ex patron biancoscudato è in giro per i suoi supermercati Famila. «Sto andando a salutare le persone che non sono riuscito a vedere prima delle feste», ci dice. L’argomento clou della conversazione, però, resta naturalmente il Padova. «Lì ho finito, ormai sono fuori dal giro. Ho fatto l’abbonamento, quando ricomincia il campionato? Speriamo che gennaio porti qualcosa di buono». Ci soffermiamo sul definitivo passaggio di proprietà nelle mani del presidente Diego Penocchio. «È già avvenuto, con il 31 dicembre». Però lei fa sempre parte del consiglio d’amministrazione del club. «Sono ancora dentro, ma le cose vengono definite in questi giorni dopo le vacanze. E viene portato a termine quanto era stato stabilito a suo tempo»

Circola voce che abbia anticipato al presidente Penocchio una delle rate previste nell’ambito della sua sponsorizzazione. «Non ho anticipato nulla, anche noi abbiamo i nostri budget. Sono state stabilite delle cose e manteniamo quelle. Andiamo avanti come è stato detto». Cestaro quindi è definitivamente fuori di scena? «Ho fatto dieci anni al Padova e l’azienda mi impegna sempre di più. Al di là dei soldi che oggi ce ne sono pochi, anche se non piango, è dura in tutti i sensi e per fare calcio bisogna farlo bene. È un’azienda vera e propria e deve avere tutte le attenzioni». Spostiamo il mirino sulla truppa biancoscudata. È dispiaciuto di vederla relegata attualmente al terz’ultimo posto in classifica? «Dispiace sì, dieci anni non si dimenticano. La simpatia che si era creata con i tifosi e con tutto l’ambiente rimane. Tutto ciò che si crea nella vita resta, e di buono c’era parecchio. Mi auguro che adesso riescano a inserire quei due-tre ragazzi che mancano, dato che la squadra ne ha bisogno in difesa e a centrocampo. Non so che idee hanno, ma bisogna trovare due-tre giocatori bravi che diano una mano agli altri e che ci sia la voglia di fare gruppo».

Va avanti. «Quelli che ci sono già sono bravi, anche se qualcuno è un po’ datato, ma due-tre anni può ancora giocare. Personalmente conosco bene i giocatori che ho lasciato, come Cuffa: so quanto ci tiene al Padova. Anche Trevisan e Legati sono ragazzi che possono dare ancora molto per l’età che hanno. Servono stimoli e voglia che qualcuno deve fare venire fuori». Quindi aggiunge. «Conosco poco Mutti, anche se mi sembra una brava persona. Bisogna che tutti facciano quadrato. Se non arrivano rinforzi, è dura. Ma sono sicuro che arriveranno. Bisogna fare uno sforzo per ottenere la salvezza e sono convinto che il presidente Penocchio ce la metterà tutta per dare soddisfazioni ai tifosi». Tornando a lei, prova un pizzico di nostalgia? «Sicuramente sì, mi dispiace. Penso spesso ai tifosi, ai giocatori, ai medici, agli assistenti. Avevamo creato un bel gruppo». Il Padova si salverà? «Sono sicuro che ce la farà».

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