“Cinquemila abbonati in Lega Pro? Perchè no…”

“Cinquemila abbonati in Lega Pro? Perchè no…”

«E adesso ci aspettiamo 5mila abbonamenti!». L’appello, provocatorio e suggestivo, è servito dai tifosi dell’Aicb nel bel mezzo della festa che ha concluso una stagione trionfale e celebrato i 40 anni dell’Associazione dei club biancoscudati. Il punto finale della storia della Biancoscudati Padova, che dal prossimo 1º luglio tornerà a chiamarsi Calcio Padova, è stato messo venerdì sera nella cena organizzata dai club organizzati al ristorante “Al Bosco” di Fossona di Cervarese Santa Croce. Giocatori a parte, tra i più di 250 invitati c’erano tutti i protagonisti di questa annata: Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto, De Poli e Parlato, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, ma soprattutto i tifosi dei club e della tribuna Fattori. E tra un ricordo e l’altro si sono iniziate a gettare le basi della prossima stagione, per quel che riguarda la partecipazione del popolo bisncoscudato. L’obiettivo minimo è superare i 3.625 abbonati della Serie D: più di 5mila è un sogno, forse nemmeno irrealizzabile. La società deciderà presto la strategia da attuare per le tessere stagionali, non prima di un colloquio (probabilmente la settimana prossima) con i rappresentanti dell’Azionariato Popolare Magico Padova, che a breve dovrebbero rivelare le proprie prime mosse, anche per quel che riguarda abbonamenti e Tessera del Tifoso, che tornerà in vigore con la Lega Pro. Nel frattempo, ci sono già i nomi dei primi due abbonati alla prossima stagione. La società, infatti, dopo aver regalato una targa commemorativa per i 40 anni dell’Aicb, ha messo a disposizione della lotteria che si è svolta in tarda serata due tessere stagionali per la tribuna Est. Ad aggiudicarsele sono stati Giorgio Maistro, del club Amissi Biancoscudati, e Aldo Tomat, della Fossa dei Leoni, che lo metterà a disposizione di un tifoso del suo gruppo. La storia. Il tifo organizzato biancoscudato è nato giusto 40 anni fa, con il Padova, proprio come nella prossima stagione, impegnato nella serie C unica. Fondatore Ruggero Ranzato, presente alla festa di venerdì, assieme al suo successore negli anni ’80, Mario Merighi, che proprio in questa stagione è tornato a vivere attivamente lo stadio e ha deciso di far produrre 16 medagliette d’oro, regalate ad alcuni dei protagonisti dell’ultima annata: giornalisti, tifosi dei club, Tribuna Fattori, Comune e ovviamente società e tecnici. Commosso il presidente attuale dei club, Giorgio Ferretti: «Nonostante tutto quello che è successo, siamo ancora vivi, ci saremo anche in futuro e possiamo festeggiare l’anniversario e una passione rifiorita, come sempre, grazie a una società padovana». Futuro. Dei 5.000 abbonamenti si è detto, così come del ritorno al nome Calcio Padova a partire da luglio. Ma che squadra sarà? Roberto Bonetto ha tenuto a fare un inciso: «Siamo arrivati a raggiungere l’obiettivo grazie ad un gruppo meraviglioso, che ha sposato la nostra causa. Avrebbero meritato tutti la riconferma, ma sappiamo che non è possibile. L’unica cosa che mi ha infastidito in questa stagione è che a Valdagno ci abbiano dato dei falliti. Noi padovani non lo siamo e alla fine lo abbiamo dimostrato, vincendo il campionato con 15 punti di vantaggio. Loro, al massimo, potranno comprarsi un titolo sportivo». Per Carmine Parlato il futuro dovrà ricalcare, per certi versi, quanto vissuto durante l’ultima stagione: «Non dovranno mancare l’empatia e la simbiosi che c’è stata tra noi e i nostri tifosi. Una chiave fondamentale del nostro successo». Il direttore sportivo Fabrizio De Poli ha provato a sbilanciarsi: «Per me il difficile viene adesso, anche perché il prossimo sarà un anno importante. Ma quello che vogliamo è essere competitivi anche in Lega Pro»

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