Clodiense-Padova, Cunico ancora out: “àˆ il clou e io sto fuori…”

Clodiense-Padova, Cunico ancora out: “àˆ il clou e io sto fuori…”

Pochi giorni e si ritorna nuovamente in campo. In più: troppi acciacchi da risolvere. A soli quattro giorni di distanza dalla vittoriosa sfida con il Dro, giovedì pomeriggio il Padova sbarcherà a Chioggia per una delle gare più delicate di questo finale di stagione. E non solo per l’alto tasso di rischio che si corre di fronte ad una squadra imbattuta dallo scorso 14 dicembre, ma anche perché Parlato deve fare ancora una volta la conta degli indisponibili. E anche se per Petkovic, dopo lo spavento di sabato pomeriggio, l’allarme è rientrato, il tecnico biancoscudato rischia di dover rinunciare ancora una volta a Cunico, Zubin e Bortot. Tre pedine fondamentali fuori nel momento decisivo della stagione. L’ariete sloveno sta bene, ieri ha svolto parte dell’allenamento con i compagni prima di lavorare a parte, e dovrebbe riuscire ad andare in panchina. Non altrettanto si può dire per il terzino scuola Bassano, che continua a seguire il proprio programma differenziato e potrebbe tornare in campo dopo Pasqua, contro la Sacilese. Quanto a capitan Cunico, si cercherà un recupero in extremis ma le sensazioni, a detta dello stesso giocatore, non sono incoraggianti: «Sto lavorando per tenere alta la condizione», ha spiegato ieri dopo aver ancora una volta lavorato lontano dalla squadra, «ma il problema maggiore sono i cambi di direzione, è un riscontro che ancora non abbiamo: proveremo qualcosa in più domani (oggi, ndr), anche se temo che bisognerà aspettare ancora. Proveremo sino all’ultimo per vedere se potrò essere a disposizione giovedì, ma sinceramente la vedo dura: penso che utilizzeremo questi giorni per prepararmi al meglio in vista della gara con la Sacilese». E con quella in programma fra due giorni saranno tre consecutive le gare che Cunico vedrà dalla tribuna, dopo averne saltata una sola (per squalifica, contro il Giorgione, all’andata) in tutto il resto del campionato. «Sto rosicando, devo ammetterlo. Mi spiace soprattutto che non sia una noia muscolare: è stato un infortunio da impatto, non ci si può fare niente e posso solo mettermela via. Le ultime due domeniche all’Euganeo sono state brutte, ho seguito le partite seduto vicino al tunnel e soprattutto mi sono sentito solo un tifoso». L’importante è che chi l’ha sostituita abbia fatto il suo dovere, arrivando a conquistare contro Giorgione e Dro sei punti preziosi. «Era importante far punti in quelle gare, nelle quali non dovevamo assolutamente perderne, ma il bello è adesso. Arriviamo al clou della stagione consapevoli di aver fatto tutto quanto dovevamo, e se usciamo bene anche dalle prossime gare con Clodiense e Sacilese mettiamo un mattone importante su ciò che stiamo costruendo. In un modo o nell’altro saranno queste due a decidere il nostro finale di stagione». Quella veneziana è la squadra del momento, imbattuta da dicembre e in serie utile da 13 giornate. Pur senza Nichele, squalificato, servirà un Padova al massimo. «Sarà un bello scoglio per noi, l’importante è tenere gli occhi aperti perché la fregatura è sempre dietro l’angolo. La nostra consapevolezza non si deve trasformare in presunzione: la differenza si vede dall’approccio, se una squadra va molle nei contrasti, se cerca le giocate più difficili, vuol dire che ha troppa sicurezza di sé ed è un errore da evitare. Mettere la stessa intensità dell’avversario, ma dimostrare doti tecniche superiori: questo significa avere la consapevolezza da grande squadra

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