Cresce la febbre per Italia-Sudafrica, il padovano Bortolami: “àˆ dura, ma dobbiamo provarci”

Cresce la febbre per Italia-Sudafrica, il padovano Bortolami: “àˆ dura, ma dobbiamo provarci”

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Italia-Sud Africa, sfida impossibile? Gli Azzurri ammettono che vincere sarebbe un sogno. Nel quartier generale italiano, all’Hotel Mantegna di Padova, c’è grande consapevolezza sulla caratura dell’avversario, mai battuto dalla nostra nazionale, contro cui servirà una prova perfetta in difesa e idee chiare in attacco. A spingere all’impresa l’Italrugby di Jacques Brunel ci saranno i trentamila dello stadio Euganeo, già palcoscenico di un test match giocato sul filo dell’equilibrio con l’Australia nel 2008. «Il sostegno del pubblico sarà fondamentale. Sei anni fa il calore dei tifosi è stato l’arma in più per giocarcela alla pari con gli australiani. Con il Sud Africa vogliamo provarci». È Marco Bortolami, ex capitano e recordman di presenze in azzurro, a tracciare la rotta. Sei anni fa contro gli Wallabies era in campo e al sentir parlare del pubblico della sua Padova gli brillano gli occhi. A fargli eco è Leonardo Ghiraldini, anche lui patavino doc, passato quest’anno dal Benetton Treviso ai fortissimi Leicester Tigers. Anche lui è uno dei pochi reduci di quel test match che vide l’Italia sognare per un’ora grazie a una meta di Mirko Bergamasco, prima di scoprire a proprie spese il talento micidiale di un certo Quade Cooper, all’epoca esordiente, a segno con la complicità di un velo di Mortlok. «Sarà durissima. Loro sono molto quadrati e fisicamente impegnativi, lasciano pochissimi spazi in difesa e quando attaccano sono semplici ma efficaci. Non a caso hanno battuto di recente gli All Blacks e sabato scorso l’Inghilterra a Twickenham». Con l’Irlanda però gli Springboks han trovato le porte sbarrate. Che sia quello l’esempio da seguire? «Come attitudine mentale e disciplina difensiva senz’altro. Ma non vogliamo snaturarci, quindi cercheremo di utilizzare il più possibile le nostre strutture di gioco». Preoccupato del valore degli avversari ma carico per il grande appuntamento è anche Luca Morisi, il centro del Benetton Treviso tornato in nazionale (contro Samoa) dopo un lungo stop in seguito alla rottura della milza, un anno fa contro l’Australia. «I sudafricani sono i giocatori più fisici al mondo e sappiamo che ci aspetta un test durissimo». Tra gli spalti dell’Euganeo non mancheranno tifosi dal Sud Africa. Come i genitori e i parenti di Dario Chistolini, nato nel Transvaal da famiglia italiana e trasferitosi a Padova a 19 anni giocando con il Petrarca fino allo scudetto 2011. «Sarà una grandissima emozione, per me e la mia famiglia, nella città che mi ha accolto quando sono venuto in Italia»

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