Crisi Padova, quattro punti su cui riflettere

Crisi Padova, quattro punti su cui riflettere

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Dopo un buon girone d’andata, il Padova si trova ora in grande difficoltà. Nel 2011 una sola vittoria (in casa con il Crotone) e tanti punti buttati. Colpisce l’incapacità di tornare a segnare con una certa regolarità, preoccupa l’astinenza di vittorie lontano dall’Euganeo che si trascina dall’inizio del campionato. Di seguito elenchiamo quattro aspetti su cui secondo noi bisogna riflettere (in ordine di importanza).

1. Calori. Dopo l’infortunio di Succi, l’allenatore biancoscudato non ha più trovato la quadratura del cerchio. Spesso alcune scelte a sorpresa si sono poi sul campo rivelate controproducenti. Il gioco si vede a sprazzi (quando c’è, manca però la capacità di finalizzare come contro la Triestina. Non chiamiamola sempre sfortuna!). Fuori casa, inoltre, il Padova è l’unica squadra a non aver mai vinto. L’organico del Padova ha tutte le carte in regola per raggiungere il sesto posto (ci sono solo tre squadre nettamente più forti in questo campionato). Se dovessero ripetersi prestazioni come quelle contro Albinoleffe e Piacenza è sacrosanto pensare a una sostituzione. A patto che si scelga bene il sostituto (come fece il Treviso che nel 2004, con l’obiettivo play-off, scelse Pillon e passò dalla zona bassa al quinto posto finale).

2. Centrocampo. Il vero tallone d’achille continua ad essere il reparto di mezzo. Lo era prima con Di Gennaro e Succi (ma si vinceva lo stesso), lo è adesso che non si vince più. Non c’è, come noto, un regista puro che nel 4-3-1-2 è l’elemento più importante nella costruzione del gioco. Vista l’assenza di ali, i rifornimenti agli attaccanti arrivano soprattutto dalle invenzioni del centrocampista centrale. Che attualmente è Ronaldo: Calori lo sta costruendo come perno davanti alla difesa, non è però (lo si è capito fin troppo chiaramente) in grado di impostare! Al suo fianco Bovo e Cuffa sono davvero irriconoscibili. Eppure (come sabato) si lasciano in panchina Gallozzi che è l’unico, pur senza piedi sopraffini, in grado di inserirsi negli spazi palla al piede e Hochstrasser (di cui c’è un gran bisogno). Con questo centrocampo, non si può poi pretendere da uno come Ardemagni (che ha bisogno di “assistenza” da parte di chi gli sta attorno in campo) di fare gol.

3. Foschi e il mercato. Bastava così poco per risolvere molti dei problemi del Padova. Abbiamo già detto come a nostro parere il mercato di riparazione si sia concluso con un gran buco nell’acqua. Eppure si sente spesso il ds alle prese con le autocelebrazioni (“mercato straordinario, incredibili operazioni, sono stracontento”). Resta il fatto che in questo momento il Padova è in caduta libera sia per certi acquisti mancati, sia per certi acquisti centrati (e rincorsi per mesi…) di cui forse non c’era troppo bisogno.

4. Vantaggiato. Cos’è successo al Torello? Da qualche settimana lo vediamo in apprensione: spesso a colloquio da solo con il mister prima e dopo gli allenamenti, nervoso in campo anche con i propri compagni di squadra, troppo egoista durante la partita (sembra voglia giocare da solo). Si è capito che ci tiene particolarmente alla causa (più di altri…) ma non è questo il modo per uscirne. Daniele è un giocatore che in questo momento può davvero fare il trascinatore, ma se c’è qualcosa da chiarire in società o con il mister, lo faccia in maniera decisa e senza condizionare il resto della squadra.

 

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